| 8 gennaio 2001
Un primo passo verso il processo di stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili è stato avviato, oggi, dal Commissario straordinario del Comune, Guglielmo Serio. Nel corso della riunione tenuta, questo pomeriggio, alla presenza del Capo Settore società miste, Ennio Milazzo, punto di riferimento del Commissario sui temi relativi alle politiche del lavoro, di Adolfo Giorgetti, responsabile territoriale di Italia Lavoro, Guglielmo Serio ha chiesto alla stessa Italia Lavoro la predisposizione di un piano esecutivo di impresa da portare alla valutazione del Consiglio comunale entro la Fine del mese. Con questo piano si risolverà il problema relativo alla stabilizzazione degli oltre 1.000 lavoratori socialmente utili delle ex cooperative storiche. A tale scopo si terrà domani mattina una riunione a Palazzo delle Aquile per la verifica delle risorse economiche da poter destinare a questo obiettivo. Il Commissario straordinario, ribadendo il suo impegno per la soluzione del problema di cosi grande interesse per la vita sociale della città, ha convocato anche una riunione per mercoledì 10 gennaio con le Commissioni consiliari, prima e settima, alla quale parteciperanno anche il Capo dell'ufficio legale del Comune, La Marca, il Ragioniere Generale, Marino, al fine di predispone il programma di fuoriuscita dal precariato degli Lsu entro il termine perentorio del 31 gennaio (legge Adragna) da sottoporre all'approvazione della Commissione regionale per l'impiego indicando le misure per la stabilizzazione e il futuro di ciascun lavoratore. 8 gennaio 2001 Venerdì 12 gennaio 2001 alle 17 a Palazzo Petrulla (Via Torremuzza, 6) intervista di Guido Valdini con Gaetano Testa su "I percorsi letterari del secondo Novecento, a Palermo". L'appuntamento è inserito nel programma di "Lettere dalla Marina. Quattro incontri in una terrazza del Foro Italico", organizzato dall'Associazione "Leggere Palermo" con il sostegno del Comune. Artista eclettico, testimone e protagonista di quel periodo intellettualmente florido che ha visto nascere nel capoluogo siciliano il Gruppo '63 e la cosiddetta Scuola di Palermo, Testa ripercorrerà con Valdini quegli anni, tracciandone un bilancio e tentando un confronto con la realtà contemporanea. 8 gennaio 2001 E' intervenuto anche il commissario straordinario prof Guglielmo Serio all'incontro di apertura del I Master Euromediterraneo "International Business and Law and Public Policies", organizzato dal Cerisdi, il Centro Ricerche e Studi direzionali che ha sede al Castello Utveggio. Fra i presenti, il presidente del Cerisdi padre Ennio Pintacuda, l'assessore regionale al Bilancio Nicolò Nicolosi, il vice commissario del Comune Salvatore Rocca, i consiglieri comunali Giovanni Mercadante e Geni Groppuso "Nella mia veste di commissario straordinario del Comune - ha affermato Serio, che fa parte del corpo docente del Cerisdi - porto il saluto della città e ringrazio particolarmente padre Pintacuda, che è riuscito con straordinaria professionalità a far raggiungere al Cerisdi risultati significativi sia sul piano dell'informazione e della conoscenza all'esterno che sul piano della ricerca scientifica. L'attività proficua testimonia l'importanza dei traguardi raggiunti". A proposito dell'avvio del nuovo Master, Serio ha spiegato che "si tratta di una ulteriore conferma di come la Sicilia, grazie a un corso di studi di eccellenza, possa essere crocevia dei paesi dell'Europa occidentale e dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo. La Sicilia - ha continuato Serio - svolge un ruolo primario nel mondo della globalizzazione e il Master pone la Sicilia al confine e, allo stesso tempo al centro, tra Occidente e paesi rivieraschi mediterranei". Infine, il Commissario straordinario Serio ha ribadito l'orgoglio del Comune di Palermo per aver chiesto di entrare nella compagine societaria, con un proprio rappresentate nel Consiglio di Amministrazione del Cerisdi. Ad aprire i lavori del I Master Euromediterraneo è stato il prof. Giorgio Freddi del Dipartimento Organizzazione e Sistemi Politici dell'università di Bologna, che ha tenuto la lezione inaugurale sui temi della globalizzazione dei mercati, dell'integrazione e dello sviluppo compatibile. A sette anni dalla sua morte per mano mafiosa, siamo qui riuniti, nel luogo simbolo della rappresentanza politica e civile della nostra città, a ricordare la figura di Beppe Alfano. Ricordiamo con ammirazione, ma anche con rabbia, la figura di un cronista e di un uomo integerrimo. Ricordiamo insieme la figura e la testimonianza di vita di un giornalista che non si è piegato davanti alle minacce di chi voleva impedirgli di scrivere i fatti di cui era testimone sulle colonne del giornale per il quale collaborava perché tutti li conoscessero ed avessero la possibilità di giudicarli nell'intimo delle proprie coscienze. Ricordiamo l'impegno di un uomo che, al di là di qualsiasi appartenenza politica, ha sacrificato la propria vita per cercare e fare conoscere la verità dei fatti alla comunità in cui viveva. La verità su fatti e su situazioni che mortificavano, e in molti casi ancora mortificano la comunità siciliana, di cui Beppe Alfano rappresentava uno dei figli più degni ed apprezzati. Beppe Alfano ha pagato con la propria vita la circostanza di essere lasciato solo a denunciare i misfatti di un'organizzazione criminale che ha mortificato e mortifica la sua comunità civile; di un'organizzazione criminale che ha mortificato e mortifica l'intera Sicilia con la sua non cultura di silenzio, di violenza, di morte. Tocca oggi a noi, nel ricordare il suo sacrificio ed il suo impegno, dimostrare che quel sacrificio e quell'impegno non sono stati vani. Tocca oggi a noi rinnovare l'imprescindibilità, in una società che possa davvero definirsi civile, di una stampa libera, in condizione di denunciare quanto in essa non va, ma anche capace di esaltare quanto di buono da più parti quotidianamente viene fatto per liberare la nostra terra dall'oppressione di ogni forma di criminalità. |