| 18 luglio 2001
Il Comune si prepara ad acquistare l'immobile che attualmente ospita i laboratori della Missione "Speranza e Carità", per cederlo definitivamente alla comunità di Biagio Conte. Si tratta di una vasta area di 2000 metri quadri distribuiti i,n cinque capannoni, in via Antonio Ugo 131. I locali, di proprietà dell'ex Fonderia Basile, fallita nel '97, sono stati sottoposti ad un'ulteriore perizia da parte del Gruppo Tecnico del Comune, per valutare lo stato dell'edificio e il loro valore immobiliare. La perizia si è conclusa, con esito positivo e in breve tempo saranno completate le pratiche per l'acquisto da parte dell'amministrazione comunale. L'immobile verrà dunque donato alla Missione di via Archirafi, che già dal '95 è ospite dell'edificio e qui ha impiantato i suoi laboratori di artigianato e riciclo della carta e dei tessuti, con un coinvolgimento di oltre 70 persone. 18 luglio 2001 Un ponte tra passato e presente, un simbolo della multiculturalità del mediterraneo medievale. "Cantigas de Santa Maria" è il titolo dello spettacolo musicale che l'Associazione per la musica antica Maqam presenta al Forte di Castellammare giovedì 19 luglio alle ore 21. La performance è inserita nella rassegna Urbanzonarte, il programma di manifestazioni finanziato dalla Comunità europea nell'ambito delle attività culturali del Comune. Il programma dello spettacolo prevede l'esecuzione di 5 brani di musica medievale tratti dal repertorio delle Cantigas raccolte da Alfonso X. L'ensamble Maqam è composta da: Gabriella Reina (canto), Valentina Barresi (canto e recitazione), Gandolfo Gabriele David (canto e syrnphonia), Areta Gambaro (flauti a becco), Giovanni Apprendi (percussioni e cialamello), Fabrizio Passalacqua (viella, lyra, ribeca, oud, gaida, symphonia e direzione). Le Cantigas, raccolte da Alfonso X "El-Sabio" sul finire del XIII secolo sono l'esempio più importante del patrimonio musicale medievale del mediterraneo. Sono simbolo di sinergia fra il mondo cristiano e quello musulmano e utilizzano leggende riprese in tutto l'occidente cristiano e le storie legate ai santuari della penisola iberica. Il progetto Cantigas de Santa Maria nasce dal tentativo di creare un ponte di continuità fra passato e presente mediato dal colto e dal popolare, usando come riferimento il grande patrimonio musicologico e sociale contenuto nei codex raccolti da re Alfonso X "El Sabio" sul finire del secolo XIII. La musica è l'elemento rappresentativo, ma la sedimentazione storica e le migrazioni dei popoli nel bacino del Mediterraneo hanno portato l'ensamble a dar vita a voci e suoni, testimoni vivi di un mondo inteso non solo come centro nevralgico dell'epoca ma come culla di testimonianze atte a non ridurre la musica a mera manifestazione d'arte ma a considerarla quale mezzo di integrazione politica, economica e spirituale. E' di questo periodo infatti anche una sorta di sperimentazione che consisteva nell'apporre le parole di un testo poetico su melodie preesistenti (contrafacta). Lo spettacolo, di grande suggestione, è più che una semplice esibizione, un'interazione con il pubblico. Associazione per la Musica Antica MAQAM L'Associazione per la musica antica Maqam di Palermo, nasce nell'Agosto 1996 con l'intento di dar corpo ai suoni ed alle voci del grande patrimonio della musica medievale con particolare riferimento al bacino ed alla cultura del mediterraneo. Il lavoro di ricerca viene eseguito avvalendosi della collaborazione di Università italiane e straniere ed è volto ad evidenziare le enormi influenze multiculturali della musica nella Sicilia medievale non solo legata ai paesi arabi ma anche derivanti dalle più antiche melodie bizantine ed ebraiche. Lo studio delle tradizioni popolari e della musica di derivazione orale ad esso legata ha consentito di inserire nell'organico oltre a copie di strumenti d'epoca ricostruiti in base all'iconografia originale, strumenti di antichissime origini (zampogna, lyra, tamburello e marranzano), caratterizzanti i suoni di alcune regioni dell'Italia meridionale, L'ensemble omonimo, variabile secondo il repertorio, comprende elementi, provenienti da diverse esperienze musicali, teatrali e didattiche nell'ambito non solo della musica antica. Le esperienze maturate dai singoli elementi sono state molteplici fra cui la Scuola del canto antico di Firenze, Teatro Argentina di Roma, Berklee College of Music di Boston, Lute Society di Londra, B.I.T. di Los Angeles, Festival della musica medievale e rinascimentale di Erice, Actor Studio di New York. I componenti sono: Gabriella Reina (canto), Valentina Barresi (canto e recitazione), Gandolfo Gabriele David (canto e symphonia), Areta Gambaro (flauti a becco), Giovanni Apprendi (percussioni e cialamello), Fabrizio Passalacqua (viella, lyra, ribeca, oud, gaida, symphonia e direzione). 18 luglio 2001 In occasione dell'anniversario della strage di via D'Amelio, il Presidente del Consiglio comunale Sen. Costantino Garraffa unitamente ad altri consiglieri deporrà, domani alle ore 16, una corona di fiori sulla tomba di Paolo Borsellino che insieme agli agenti Agostino Catalano, Walter Cusina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Claudio Trama persero la vita il 19 luglio di 9 anni fa. "Non bisogna arretrare di un passo nel campo della lotta alla mafia - sottolinea Garraffa -. Prendo atto che un eccessivo pessimismo rispetto all'impegno nella lotta contro la mafia pervade una parte della società civile e ritengo che tale condizione non possa essere alimentata dalle ultime sentenze del Tribunale di Palermo. E' necessario, anzi, valorizzare i risultati ottenuti, rendere utili le confische dei beni ed impegnarsi perché il valore della memoria diventi fondante per la cultura dei siciliani, soprattutto dei giovani, per pretendere risultati concreti che portino all'arresto dei grandi latitanti che ancora reggono le fila di una criminalità che tenta di riorganizzarsi. Queste motivazioni - conclude Garraffa - mi spingono a sostenere l'impegno della magistratura e delle forze dell'ordine rispetto alla lotta alla mafia". 18 luglio 2001 La purezza di Giorgio Morandi, l'inquietudine di Filippo De Pisis, la fisicità di Mario Mafai. Sono loro, tre dei più grandi artisti italiani del Novecento, i protagonisti della mostra intitolata "Fiori d'autore", presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa a Villa Niscemi. L'esposizione, che verrà inaugurata il 19 ottobre e si concluderà il 6 gennaio, sarà ospitata a Palazzo Ziino, per la prima volta sede di una mostra tematica. Il filo conduttore, infatti, sono i fiori, metafora dell'anima, specchio dell'interiorità per gli artisti che li hanno rappresentati, partendo dal figuratismo per poi seguire ognuno un proprio linguaggi o espressivo. L'esposizione raccoglierà un totale di 50 opere, più della metà delle quali firmate dai tre grandi della pittura italiana del XX secolo, Morandi, De Pisis e Mafai. Accanto ai loro olii saranno esposte opere di Antonietta Raphael, Ottone Rosai, Roberto Melli, Giacomo Balla, Antonio Donghi, Felice Casorati, Riccardo Fraricalancia, Osvaldo Licini, Francesco Trombadori, Arturo Tosi, e i più giovani Afro, Giuseppe Capogrossi, Ennio Morlotti, per arrivare, nel più stretto ambito contemporaneo, a Piero Guccione - protagonista dell'antologica in corso a Palazzo Ziino fino al 9 settembre - che nelle sue immagini di rara limpidezza trasforma in visione l'intensità emotiva dei fiori, li innalza a simboli della caducità della natura e del tempo che passa. Le opere il mostra provengono per metà da collezioni pubbliche e per metà da collezioni private. Nel caso di Morandi, che sarà presente con oltre 10 quadri, gli interlocutori di Palazzo Ziino sono stati, la Galleria Comunale di Forlì, 5 collezionisti privati e il Museo Morandi di Bologna. La direttrice di quest'ultimo, nonché curatrice della mostra di Palazzo Ziino, Marilena Pasquali, è intervenuta inoltre alla conferenza stampa di Villa Niscemi, insieme al vice Commissario Salvatore Rocca, alla Soprintendente alle Istituzioni Culturali del Comune, Eliana Calandra, all'architetto Antonio Di Lorenzo, che curerà l'allestimento dell'esposizione, e a Gaetano Bordonaro, responsabile dell'associazione culturale "Amici dell'Arte" che collabora con il Comune per l'organizzazione dell'iniziativa. "Abbiamo scelto il tema dei fiori non a caso - ha detto Eliana Calandra - E' un argomento apparentemente semplice, che in realtà si è trasformato spesso in immagine del tormento e del dolore umano, della vanità delle cose. Noi in particolare vogliamo analizzare come la rappresentazione di questo soggetto sia cambiata nella storia dell'arte del novecento, come viene percepito dai diversi, pittori e il significato che va via via assumendo". La mostra "Fiori d'autore" rappresenta per Morandi e Mafai la prima occasione di esposizione pubblica in città: nessuno dei due, infatti, è mai stato presente a Palermo se non con opere isolate, inserite in più vaste collettive. Per De Pisis, invece, si tratta della seconda esposizione palermitana nel giro di due anni, visto che già l'anno scorso 58 opere sono state esposte a Palazzo Sclafani nell'ambito di una personale organizzata sempre dal Comune. "Da tempo - ha detto la curatrice Marilena Pasquali - volevamo rendere omaggio a Morandi in Sicilia. Per lui, così poco propenso ai viaggi, malgrado il grande successo internazionale, il Sud è sempre rimasto una realtà sconosciuta. Solo una volta era stato a Napoli, ma Palermo non rientrava assolutamente nella sua geografia. E pensare che, da quello che ci risulta, proprio a Palermo ha uno zoccolo duro di ammiratori e appassionati, proprietari di alcuni suoi pezzi". La Pasquali, ha poi annunciato un altro progetto che intende portare avanti a Bologna in collaborazione con il Comune e Palazzo Ziino: l'allestimento di una mostra che, proprio partendo dalle affinità pittoriche tra Morandi e Guccione, faccia il percorso inverso rispetto all'esposizione palermitana, ovvero, sia incentrata sull'artista siciliano come erede del pittore emiliano. |