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23 febbraio 2002

L’ASSESSORE LIOTTA: “LAVORIAMO PER RISANARE IL BILANCIO. L’ALTERNATIVA SAREBBE IL DISSESTO CHE PENALIZZEREBBE IN MODO MOLTO PIU' FORTE LA CITTA.

“Le amministrazioni di centro-sinistra sono state irresponsabili quando hanno creato le condizioni perché si arrivasse al buco di bilancio da 179 miliardi di quest’anno e continuano ad esserlo adesso quando ci accusano di voler risanare i conti, anche ricorrendo all’aumento delle tasse, per coprire il disastro che hanno lasciato. Che cosa dovremmo fare, lasciare che il Comune vada in dissesto finanziario? E sarebbe forse questa una soluzione migliore? Certamente no perché a quel punto scatterebbero misure restrittive dello Stato che finirebbero per penalizzare in modo veramente forte la città sia per quanto riguarda i servizi che le prospettive di sviluppo. Col dissesto, tanto per fare un esempio, non si potrebbero più rinnovare i contratti con i precari; la tassa per la raccolta dei rifiuti aumenterebbe non del 30 per cento, ma del 100 per cento, gli anziani dovrebbero pagare il 36 per cento del costo del servizio che ricevono. E il cittadino dovrebbe pagare molto di più per i servizi di cui usufruisce oggi dal Comune. Si vuole che accada tutto questo? Abbiamo invece deciso di assumerci - come farebbe ogni classe politica responsabile, anche con scelte impopolari perché a nessuno fa piace aumentare le tasse - l’impegno di sanare il bilancio, condizione senza la quale la città verrebbe fortemente penalizzata”.
AVVIATA UNA POLITICA DI RIGORE
“Abbiamo, dunque, avviato una prima manovra articolata che, oltre all’aumento delle aliquote, prevede l’utilizzazione produttiva e misurata delle risorse, la lotta agli sprechi e all’evasione totale e parziale (soprattutto nel settore delle affissioni e della pubblicità) una più attenta gestione dei fitti comunali che sino ad ora non coprono nemmeno i costi di manutenzione, la dimissione di immobili che ci fanno perdere soldi e la prosecuzione nell'azione di verifica di fondi impegnati e non utilizzati per le opere pubbliche. Per quanto riguarda l’evasione, a partire da quest’anno, saranno utilizzati nuovi software particolarmente sofisticati e si intensificherà la bonifica delle banche dati dei contribuenti (lo scorso anno sono stati restituiti 25 miliardi per errori nelle emissioni delle cartelle esattoriali). Si dovranno anche potenziare gli uffici tributari con uomini e mezzi. Basti pensare che in una ripartizione così delicata ed importante per il Comune - che oltre alla normale gestione dei Tributi, deve far fronte ad una forte evasione - vengono impiegati solo 80 dipendenti di ruolo sugli oltre cinquemila in forza al Comune. Questo significa che il settore dei tributi, nonostante dei miglioramenti negli ultimi anni, è stato tenuto in scarsa considerazione”.
PERCHE’ NASCE iL BUCO
“Il buco di bilancio è frutto di un governo del Comune dissennato e soprattutto non è nuovo. Esiste infatti in tutti gli anni precedenti a partire dal ‘96: è stato di 253 miliardi nel 96; 134 miliardi nel 97; 95 miliardi nel 98: 2 miliardi nel 99; 25 miliardi nel 2000 e 20 miliardi nel 2001. Solo che non si è mai realmente visto perché veniva coperto con gli avanzi di amministrazione. Che sono stati 754 miliardi nel 96; 61.7 miliardi nel 97; 446 miliardi nel 98; 291 miliardi nel 99; 272 miliardi nel 2000 e 174 miliardi nel 2001. In sostanza le giunte di centro sinistra hanno introdotto delle voci di spesa superiori alla disponibilità del bilancio corrente che poi coprivano con lìavanzo che si sono ritrovati. Ben sapendo, sin da allora, che sarebbe arrivato il momento in cui queste spese non avrebbero più potuto essere coperte E ciò perché l’avanzo non proviene da entrate che si rinnovano, ma è una somma destinata ad esaurirsi via via che viene utilizzata. Ma la situazione si presenta grave anche dal punto di vista politico perché queste ingenti somme (754 miliardi) non sono state impiegate per lo sviluppo e il miglioramento dei servizi e della vivibilità, ma sono serviti per alimentate filoni di spesa quanto meno improduttivi e di basso profilo. Facendo così perdere alla città un’opportunità unica e forse irripetibile, dal punto della disponibilità delle risorse economiche, per risolvere problemi che si trascinano da diversi anni: il recupero della costa e del centro storico, la realizzazione di moderni ed efficienti mezzi di trasporto, la creazione di parcheggi, la disoccupazione, una vivibilità ed una condizione dei servizi che ci vedono sempre agli ultimi posti in Italia”.

23 febbraio 2002

BILANCIO, IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE CORDARO:“L’ASSESSORE MERCOLEDI’ ILLUSTRERÀ LA MANOVRA IN AULA”

Il presidente del Consiglio Toto Cordaro interviene sulla questione relativa all’aumento dei tributi: “La conferenza dei capi gruppo ha condiviso in modo unanime l’opportunità di trattare nel Consiglio di mercoledì prossimo le tre proposte di delibera. relative all’aumento dei tributi. In quella seduta sarà presente l’assessore Silvio Liotta, che illustrerà in Aula l’intera manovra finanziaria, dopo averlo già fallo in Commissione Bilancio. Sarebbe più opportuno che, su temi di tale delicatezza per il futuro di Palermo, ciascuno si esprimesse a favore o contro soltanto dopo aver avuto effettiva cognizione della situazione economica delle casse comunali”.

23 febbraio 2002

CONVEGNO SULLE CELLULE STAMINALI. MICELI: “LA RICERCA SCIENTiFICA QUALE FRONTIERA RIVOLTA AL MIGLIORAMENTO QUALITATIVO DELLA VITA”

L’assessore Domenico Miceli, in rappresentanza del sindaco Diego Cammarata, ha portato il saluto della città al convegno: “Le cellule staminali problematiche e prospettive terapeutiche”, che si è svolto questo pomeriggio presso l’area di ricerca del CNR, in via Ugo La Malfa, 153. Al dibattito hanno partecipato il Ministro della salute, Girolamo Sirchia, il presidente della Regione Sicilia, Totò Cuffaro, l’assessore regionale alla Sanità, Ettore Cittadini ed eminenti rappresentanti del mondo scientifico. Nel suo intervento l’assessore Miceli ha sottolineato “l’importanza della ricerca scientifica quale frontiera volta al miglioramento qualitativo della vita. Un dibattito che, oggi, fa di Palermo il palcoscenico di confronto in ordine agli interrogativi etici e morali, che ne scaturiscono. L’utilità delle cellule staminali - ha continuato Miceli - rappresenta, dunque, la concreta applicazione della biologia per la cura di gravi patologie. Un contributo e grande valore scientifico, che dovrà camminare di pari passo ad un’adeguata campagna divulgativa utile, soprattutto, a rendere partecipi e informati i cittadini su una tematica così importante per la collettività”.
 

 

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