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Città di Palermo

Delibere del Consiglio Comunale

 

 

Ufficio Proponente :Segreteria Generale

TESTO
MUNICIPIO DI PALERMO

Processo verbale della seduta di Consiglio Comunale del 03/12/2003

(art. 35 del Regolamento di Consiglio Comunale)

L'anno duemilatre, il giorno tre del mese di Dicembre nella Sala Consiliare del Palazzo di Città, è stato convocato dal Presidente Avv. Cordaro Salvatore giusto avviso n° 13117/1 del 01/12/2003 il Consiglio Comunale, per procedere alla trattazione degli argomenti all’O.d.G. allegato al presente verbale. Presiede la seduta il Presidente Cordaro con l'assistenza del Segretario Generale Dr. Li Vecchi.

PRESIDENTE; alle ore 19,10 dispone l'appello.

Al termine sono presenti i seguenti 3 Consiglieri:

CORDARO SALVATORE LERCARA ENRICO

RUSSO GIROLAMO

Costatata la mancanza del numero legale, il Presidente rinvia la seduta di un’ora

Alle ore 20,35 il Presidente Cordaro dispone l'appello.

Al termine sono presenti i seguenti 28 Consiglieri:

AMATO GIUSEPPE ARICO’ ALESSANDRO

BONANNO DARIO BRUSCIA FELICE

CAMMARATA GLORIA CAMPAGNA ALBERTO

CORDARO SALVATORE DALI’ GIUSEPPE

D’ARRIGO LEONARDO DI FRANCO LUIGI

FERRANTE ANTONIO FILORAMO ROSARIO

GENNARO GIUSTO INZERILLO GERLANDO

LENTINI SALVATORE LERCARA ENRICO

LOMBARDO GIOVANNI MOSCHETTI NUNZIO

PALMA ONOFRIO PATTI GASPARE

PICCIONE RICCARDO PRESTIGIACOMO GIUSEPPE RUSSO GIROLAMO RUSSO RAUL

TANTILLO GIULIO TAORMINA GIUSEPPE

TERRANI PASQUALE TINERVIA MARIO

PRESIDENTE: costatata la presenza del numero legale, dichiara aperta la seduta.

Entrano in aula i cons. Arcuri, Mineo, Musotto, Terminelli, Bonfanti, Drago e Apprendi. Esce il cons. Piccione. Sono presenti 34 Consiglieri.

E’ presente in aula l’Arch. Schemmari.

BONANNO: interviene, a nome del gruppo Alleanza Nazionale, sul tema “Teatro Massimo”. Fa riferimento ad un articolo del 30/11/03 nel quale si dava un’immagine di due componenti del Consiglio d’Amministrazione, di cui uno di Alleanza Nazionale, assolutamente falsante, in quanto non si coglieva lo spirito provocatorio insito nella presa di posizione di quest’ultimo. Lo stesso, a suo avviso, è al di sopra dei sospetti di venalità che sono stati sollevati. Evidenzia che la provocazione era, invece, mirata a fare emergere comportamenti inaccettabili, come quelli del Soprintendente. Critica l’atteggiamento di Forza Italia che ha immediatamente provveduto a nominare il nuovo Soprintendente, senza consultarsi con le altre forze politiche e misconoscendo le competenze del Consiglio d’Amministrazione. Puntualizza, pure, che il Soprintendente deve avere un mandato di durata pari a quello del Consiglio d’Amministrazione. Propone di avviare una discussione in aula su tale argomento.

FILORAMO: chiede che la Presidenza si determini sulla trattazione del p. 43 all’O.d.G. decidendo di restituire l’atto agli uffici, per evitare aggravi di spesa per l’Amministrazione.

Entra in aula il cons. Gambino. Sono presenti 35 consiglieri.

D’ARRIGO: fa riferimento ad un precedente accordo, con il quale si concordava di trattare il tema del P.R.G.. Ritiene che vi siano tre atti più importanti, quali i punti all’O.d.G. 5, 15 e 34, quest’ultimo inerente la convenzione per il servizio di Tesoreria Comunale. Per il resto, a suo avviso, si tratta di “quisquilie”.

Entrano in aula i cons. Faraone, Caruso, Cultrera e Di Trapani. Sono presenti 39 consiglieri.

PRESIDENTE: precisa che la conferenza dei Capi Gruppo non si occupa di “quisquilie”. Conferma che, comunque, il piano dei lavori coincide quasi con quello suggerito dal cons. D'Arrigo. Riferisce che l’Assessore Milone sarà presente nella prossima seduta, per trattare i temi in materia di urbanistica. Dichiara che si è previsto di avviare i lavori trattando il p. 25 all’O.d.G..

MOSCHETTI: riferisce di una manifestazione di solidarietà, svoltasi domenica scorsa, in favore del teatrino “Ditirammo”, che aveva come fine quello di attirare l’attenzione degli organi preposti alle Attività Culturali, per evitare che tale Teatro chiuda la sua attività. Dà lettura di una mozione che impegna l’Amministrazione in tal senso.

FERRANTE: invita il cons. D’Arrigo ad avere più rispetto per il Consiglio Comunale e, nonostante condivida la sua richiesta di prelievo inerente la presa d’atto, rileva che la conferenza dei Capi Gruppo ha stabilito di esaminarla nella seduta di domani. In merito al p. 5 all’O.d.G, ritiene che non si possa discutere, poiché c’è una lettera del Giugno 2002, inviata al Presidente del Consiglio Comunale, a firma della Commissione urbanistica, che riporta alcune considerazioni di cui bisogna tenere conto. Riferisce all’aula che la Commissione Urbanistica si è recata in Piazza Barone Manfredi, dove si sta realizzando un edificio dello IACP che “taglia” in due la Piazza, causando un malcontento generale. Sarebbe opportuno, su quest’ultimo punto, a suo avviso, dare mandato all’Arch. Schemmari di trovare una soluzione alternativa per risolvere tale problema.

RUSSO G: invita il Presidente a garantire che vi sia una risposta pronta dell’Amministrazione alle interrogazioni ed interpellanze che vengono presentate dai Consiglieri. Ricorda, inoltre, che sarebbe opportuno non fare prelievi di delibere che possano stravolgere, di fatto, l’ordine dei lavori.

PRESIDENTE: ricorda di avere posto l’accento sul problema delle interrogazioni già nel 2002. Afferma che, per quanto riguarda la seduta in corso, tutti gli Assessori interessati hanno prodotto idonea giustificazione e che scriverà al Sindaco per sollecitare un suo intervento sull’argomento.

TERMINELLI: interviene sulla questione del Teatro Massimo. Sottolinea il rammarico per la mancata realizzazione della seduta di Consiglio Comunale da Lui richiesta, quando già si delineava la crisi del Teatro. A suo avviso, si è di fronte ad una crisi determinata dalla nuova Amministrazione e non da quella passata, cui è stato attribuito “un buco” di parecchi miliardi di lire. Chiede le dimissioni del Consiglio d’Amministrazione del Teatro Massimo, che ritiene nominato secondo logiche “spartitarie” e non sulla reale competenza dei soggetti interessati. Critica, inoltre, la consuetudine di affrontare i problemi quando gli stessi producono spaccature all’interno della Maggioranza, piuttosto che quando si presentano o vi sono dei campanelli d’allarme.

BONFANTI: ritiene opportuno che la Presidenza tenga conto delle richieste fatte dai Consiglieri durante le comunicazioni e rivendica, per il Consiglio Comunale, un ruolo più importante rispetto a quello che, a suo avviso, gli riconosce il Sindaco, presente, in Consiglio Comunale, solo per la relazione semestrale. Parlando del problema del Teatro Massimo, riferisce quanto detto dal Soprintendente Desderi e cioè che il Consiglio di Amministrazione del Massimo è stato nominato secondo logiche “partitarie”. Concorda con il cons. Terminelli nella richiesta di trattare, in aula, gli argomenti importanti per la Città. Ritiene che vi sia scarsa attenzione nei confronti del Consiglio Comunale, quando l’Amministrazione non risponde alle interrogazioni ed interpellanze, e concorda con il cons. Russo G. sul fatto che la responsabilità di ciò ricada sul Sindaco e sul Presidente del Consiglio Comunale. Fa riferimento anche al problema dell’ATO, ancora irrisolto, nonostante il Sindaco Cammarata ed i Sindaci dei Maggiori centri della provincia siano dello stesso “colore politico”. Ritiene, inoltre, opportuno un dibattito in aula sui problemi dell’AMIA. Invita il Presidente a fare in modo che le problematiche sollecitate diventino proprie del Consiglio Comunale e lo esorta a rispondere a quanto detto.

PRESIDENTE: riferisce di aver già trattato, in conferenza dei Capi Gruppo, il tema dell’A.M.I.A., del quale si riferirà al più presto, e che i temi “Idrico e Teatro Massimo” saranno oggetto di prossima trattazione della conferenza dei Capi Gruppo.

INZERILLO: invita il cons. Moschetti a riferire alla Commissione Consiliare Cultura quanto appreso sul teatrino Ditirammo. Propone, in merito al tema Teatro Massimo, di invitare l’Assessore Puglisi in conferenza dei Capi Gruppo. In riferimento alla dichiarazione del Segretario Provinciale dell’UDC, su Pizzo Sella, auspica un chiarimento delle posizioni, in concomitanza della trattazione dei temi attinenti il P.R.G.

ARCURI: esprime, in merito alla situazione del Teatro Massimo, l’opinione che è importante affrontare il tema generale della politica culturale cittadina. Rileva, infatti, elementi che sono campanelli d’allarme, come la nomina di Carriglio a Soprintendente. Affronta il problema degli impianti di illuminazione del Teatro Massimo che ancora non sono stati presi in carico dall’AMG e dei quali, quindi, non è garantita la manutenzione. Allude, pure, al problema dell’allocazione del Luna Park nel parco della Favorita che desta preoccupazione per l’impatto ambientale che esso può avere. Fa riferimento ad una precedente seduta, di Consiglio Comunale, che aveva consigliato di interrompere per la scarsa partecipazione della Maggioranza. Pone all’attenzione dell’aula il problema della chiusura della Via Mongitore. Ritenendo che vi sia urgenza di correre ai ripari per limitare un danno sociale ed economico. Invita, quindi, a cercare un canale veloce di risoluzione ed individuare una strada percorribile. Segnala i problemi della refezione scolastica, sospesa causando gravi disagi a molte famiglie, soprattutto nei quartieri popolari. Invita, quindi, il Presidente ad attivarsi per sollecitare una soluzione.

TANTILLO: concorda con quanto detto dal cons. Arcuri, in merito alla refezione scolastica e mette in risalto che le famiglie avevano iscritto i figli al tempo prolungato per necessità ed ora, in assenza della mensa scolastica, i bambini escono prima da scuola, creando gravi disagi alle famiglie. In merito alla problematica inerente il Teatro Massimo, dichiara che la verità sta a “metà strada” tra ciò che ha dichiarato il cons. Bonanno e ciò che ha dichiarato il cons. Terminelli. Afferma che il “buco” di bilancio esiste veramente e che non è facile risanarlo in tempi brevi. Sulla nuova nomina del Sovrintendente, ritiene prematuro disquisire. Si dichiara, comunque, d’accordo ad approfondire l’argomento in aula.

Entrano in aula i cons. Piccione, Italiano, Monastra ed escono Apprendi ed il Presidente Cordaro. Assume la Presidenza il vice presidente Mineo. Sono presenti 40 consiglieri.

FERRANTE: dichiara di avere, nel frattempo, stilato una lettera rivolta al Sindaco Cammarata ed al Presidente dello IACP, sul problema dell’immobile che si sta costruendo in Piazza Baronia Manfredi. Dà lettura all’aula di tale nota.

Entrano in aula il Presidente Cordaro, che riassume la presidenza, ed il cons. Clemente. Escono i cons. Italiano e Cammarata. Sono presenti 40 consiglieri.

PRESIDENTE: propone quali scrutatori i cons. Bonanno, Clemente, Monastra.

Procedutosi alla votazione per voto palese e per alzata di mano, il collegio degli scrutatori è approvato all’unanimità.

Esce dall’aula il cons. Bonanno. Sono presenti 39 consiglieri.

PRESIDENTE: con l’assenso dei consiglieri presenti in aula sostituisce, nel collegio degli scrutatori il cons. Bonanno con il cons. Cultrera. Pone in trattazione il p. 25 all’O.d.G., avente per oggetto variante della destinazione d’uso degli immobili ubicati tra Via Cartari, via Calascibetta, Piazza Borsa e via A. Paternostro sul quale si era interrotta la seduta precedente. Non essendovi iscritti a parlare, dichiara chiusa la discussione generale sul p. 25 e dà lettura dell’emendamento n° 1, a firma del cons. Ferrante che di seguito si trascrive: cassare nella parte narrativa delle proposta il penultimo considerato “che l’amministrazione ha in studio….. fino alle parole piani urbanistici” (comprese) seguite dal punto e virgola.

Escono dall’aula i cons. D’Arrigo, Filoramo, Bonfanti e Terrani. Sono presenti 35 consiglieri.

FERRANTE: illustra l’emendamento evidenziando che trattasi di una variante al P.R.G. e non al PPE. Tale considerazione vale anche per il secondo emendamento.

PRESIDENTE: pone in votazione l’emendamento n° 1.

Procedutosi alla votazione, per voto palese e per alzata di mano, l’emendamento n° 1 è approvato a maggioranza, con l’astensione dei cons. Monastra, Piccione, Terminelli, Taormina, Cordaro, Faraone, Gennaro, Amato G. e Di Trapani

PRESIDENTE: dispone la lettura dell’emendamento n° 2, a firma del cons. Ferrante che di seguito si trascrive: cassare nella parte dispositiva al sesto rigo dalla parola “integrando le norme….fino alle parole ”recettività-alberghiera” (comprese)

PICCIONE: reitera che va sottolineato quanto detto dal cons. Ferrante sugli emendamenti e si augura che il caso in esame sia l’unico. Annuncia che se ci fossero altri casi, l’Assessore dovrebbe venire in aula a spiegare perché si “cambia il P.R.G”.. Annuncia la propria astensione.

PRESIDENTE: pone in votazione l’emendamento n° 2.

Procedutosi alla votazione, per voto palese e per alzata di mano, l’emendamento n° 2 è approvato a maggioranza, con l’astensione dei cons. Monastra, Piccione, Terminelli, Taormina, Cordaro, Faraone, Gennaro, Amato G. e Di Trapani.

Esce dall’aula il cons. Piccione. Sono presenti 34 consiglieri.

PRESIDENTE: dispone la lettura dell’emendamento n° 3 a firma del cons. Arcuri, che di seguito si trascrive: all’ultimo considerato cassare le parole “nelle more di detta variante generale”.

ARCURI: chiarisce che si tratta di un emendamento predisposto per evitare equivoci in merito al P.R.G.

PRESIDENTE: pone in votazione l’emendamento n° 3.

Procedutosi alla votazione, per voto palese e per alzata di mano, l’emendamento n° 3 è approvato a maggioranza, con l’astensione dei cons. Amato G., Taormina, Di Trapani, Gennaro e Cordaro.

Escono dall’aula i cons. Palma e Tantillo. Sono presenti 32 consiglieri.

PRESIDENTE: dispone la lettura dell’emendamento n°4 a firma del cons. Arcuri, che di seguito si trascrive: cassare all’ultimo considerato dopo la parola “limitatamente” (esclusa) fino alla parola ”dette” (inclusa). Sostituire all’ultimo considerato la parola “tipologia” con “le unità edilizie comprese tra piazza Borsa, via Calascibetta, via Alessandro Paternostro e via Cartari, così come indicato nella planimetria allegata”. Non essendovi iscritti a parlare, lo pone in votazione.

Procedutosi alla votazione, per voto palese e per alzata di mano, l’emendamento n° 4 è approvato a maggioranza, con l’astensione dei cons. Amato, Taormina, Di Trapani Gennaro e Cordaro.

PRESIDENTE: dispone la lettura di un O.d.G., stilato dalla Commissione Consiliare Urbanistica, inerente il rispetto per il disegno originario del giardino della corte interna e il diniego l’installazione delle strutture vetrate di chiusura del portico della corte interna. Lo pone in votazione.

Procedutosi alla votazione, per voto palese e per alzata di mano, l’O.d.G. è approvato a maggioranza, con l’astensione dei consiglieri Monastra, Terminelli, Faraone, Amato G., Di Trapani, Gennaro e Cordaro.

PRESIDENTE: Pone in votazione l’intero atto deliberativo emendato.

Procedutosi alla votazione, per voto palese e per alzata di mano, l’intero atto deliberativo è approvato a maggioranza, con l’astensione dei consiglieri Monastra, Terminelli, Faraone, Amato G., Di Trapani, Gennaro e Cordaro.

Esce dall’aula il cons. Di Trapani. Sono presenti 31 consiglieri.

PRESIDENTE: propone all’aula l’esame del p. 17 all’O.d.G., avente per oggetto: proposta di variante al P.P.E. vigente per il cambio di destinazione urbanistica della Corte-Giardino prospiciente vicolo San Giuseppe D’arimatea di pertinenza esclusiva dell’unità immobiliare di proprietà Sig.ra Claudia Corleone da verde pubblico a verde privato. Sospende la seduta ed invita i Capi Gruppo al tavolo della Presidenza. Al termine della breve consultazione, pone in votazione il prelievo del p. 17

Procedutosi alla votazione, per voto palese e per alzata di mano, il prelievo è approvato all’unanimità.

Escono dall’aula i cons. Amato G., Gennaro, Taormina ed entrano i cons. Piccione, Cammarata e Greco. Sono presenti 31 consiglieri.

ARCURI: interviene per ricordare le richieste fatte nella seduta precedente all’Arch. Schemmari di cui una legata alle modalità di intervento, in quanto era previsto un intervento pubblico. Evidenzia che, pur potendo applicare la normativa vigente, per la manutenzione dello stabile, si parla invece di opere di ripristino e rifacimento. La seconda richiesta riguardava le mattonelle da ripristinare uguali a quelle che si trovano nella Piazza. Chiede se i lavori comprendono, oltre al ripristino anche lo smantellamento delle mattonelle. Chiede, inoltre, se è prevista la costruzione di un parcheggio da parte dei privati. Un altro quesito riguardava la titolarità della proprietà ed , in particolare, chi aveva inoltrato la richiesta per tali opere e da quando esse decorrevano. Infine ritiene arbitraria la proposta della Commissione Urbanistica di costruire una cancellata evitando così di “godere di questo spazio verde”.

Arch. SCHEMMARI: precisa che la concessione edilizia è del mese di Marzo, mentre le richieste del Consiglio Comunale sono arrivate nel mese di Settembre. L’autorizzazione riguarda il ripristino del muro in sintonia con le prescrizioni della Soprintendenza. Precisa che la recinzione è consentita, ai proprietari, sino a quando il Comune non espropria l’area. Comunica, altresì, che tutti gli atti per l’acquisizione, anche del piano nobile, sono recenti. Condivide alcuni dubbi sollevati in quanto appare contraddittorio la richiesta di una sistemazione a verde privato e l’inserimento in un’ansa di un accesso carrabile. Afferma che è stata autorizzata solo la recinzione.

FERRANTE: suggerisce di inserire nelle prescrizioni l’autorizzazione che fa riferimento a un emendamento che richiami all’osservanza del Regolamento edilizio ed alla rigida destinazione a verde. In caso di altro utilizzo l’autorizzazione deve essere ritirata.

PRESIDENTE: dichiara chiusa la discussione generale e dà lettura dell’emendamento a firma del cons. Ferrante, parere tecnico favorevole, che di seguito si trascrive: aggiungere in coda al secondo comma dopo “Ufficio Tecnico Comunale” il seguente periodo: “e fermo restando che la recinzione dell’area sulla pubblica via in analogia del regolamento edilizio comunale vigente, venga realizzato con ringhiera metallica trasparente su basamento in muratura alto non più di cm 50.

ARCURI: esprime l’opinione che l’emendamento è improponibile, in quanto vi è un riferimento al Regolamento edilizio, che non si applica nel centro storico. Propone di verificare la norma.

FERRANTE: conferma la legittimità del riferimento al Regolamento edilizio, in quanto si è in sede di variante al P.R.G. il Consiglio Comunale può applicare tale Regolamento anche limitatamente a questo caso.

PRESIDENTE: dà lettura dell’emendamento modificato che di seguito si trascrive: provvede alla modifica sull’emendamento Ufficio Tecnico Comunale” il seguente periodo: “e fermo restando che la recinzione dell’area sulla pubblica via in analogia del regolamento edilizio comunale vigente, “limitatamente a questo caso, venga realizzato con ringhiera metallica trasparente su basamento in muratura alto non più di cm 50 e che l’uso dell’area in oggetto sia esclusivamente quella per cui viene concessa la variante. Ogni diverso uso causerà l’automatica revoca della variante. Lo pone in votazione.

Procedutosi alla votazione, per voto palese e per alzata di mano, l’emendamento è approvato a maggioranza, con l’astensione dei cons. Arcuri, Monastra, Faraone, Piccione, Terminelli, Caruso e Cordaro.

PRESIDENTE: pone in votazione l’atto deliberativo emendato per appello nominale, come richiesto dai cons. Piccione e Monastra.

Al termine sono presenti i seguenti 19 Consiglieri:

Aricò, Bruscia, Cammarata, Campagna, Clemente, Cordaro, Cultrera, Dalì, Di Franco, Drago, Ferrante, Greco, Inzerillo, Lentini, Lombardo, Moschetti, Prestigiacomo, Russo G. e Tinervia.

PRESIDENTE: costatata la mancanza del numero legale, alle ore 23,15 dichiara chiusa la seduta.

IL SEGRETARIO GENERALE IL PRESIDENTE

(Cordaro-Mineo)

 

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