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Città di Palermo

Delibere del Consiglio Comunale

 

 

Ufficio Proponente :Segreteria Generale

TESTO

MUNICIPIO DI PALERMO

Processo verbale della seduta di Consiglio Comunale del 05/12/2003

(art. 35 del Regolamento di Consiglio Comunale)

 

L'anno duemilatre, il giorno cinque del mese di Dicembre nella Sala Consiliare del Palazzo di Città, è stato convocato dal Presidente Avv. Cordaro Salvatore giusto avviso n° 13117/1 del 01/12/2003 il Consiglio Comunale, per procedere alla trattazione degli argomenti all’O.d.G. allegato al presente verbale. Presiede la seduta il vice Presidente Apprendi con l'assistenza del Segretario Generale Dr. Li Vecchi.

PRESIDENTE; alle ore 11,30 dispone l'appello.

Al termine sono presenti i seguenti 4 Consiglieri:

APPRENDI GIUSEPPE               CAMPAGNA ALBERTO    

PALMA ONOFRIO                              RUSSO GIROLAMO

Costatata la mancanza del numero legale rinvia la seduta di un’ora.

Alle ore 13,00 il Presidente Cordaro dispone l’appello.

Al termine sono presenti i seguenti 28 Consiglieri:

BONANNO DARIO                                   BRUSCIA FELICE

CAMMARATA GLORIA                 CAMPAGNA ALBERTO

CARUSO MAURIZIO                 CORDARO SALVATORE           

CORSO GASPARE                            DI LELLO GIUSEPPE

FARAONE DAVIDE                                 FIGUCCIA ANGELO                       

FILORAMO ROSARIO                  GAMBINO STEFANO

GENNARO GIUSTO                     INZERILLO GERLANDO            

ITALIANO SALVATORE                        LERCARA ENRICO        

LOMBARDO GIOVANNI                 MONASTRA ANTONELLA

MOSCHETTI NUNZIO                     PALMA ONOFRIO                                     

PICCIONE RICCARDO               PRESTIGIACOMO GIUSEPPE                           RUSSO GIROLAMO               RUSSO RAOUL

TANTILLO GIULIO                                   TAORMINA GIUSEPPE

TINERVIA MARIO                                   VALLONE PIETRO

 

Entrano in aula i cons. Terminelli, Apprendi, Bonfanti, Lentini. Sono presenti 32 Consiglieri.

            Sono presenti in aula gli Ass. Liotta, Falzone, Terranova, Santoro.

           

PRESIDENTE: dà la parola al cons. Piccione per alcune comunicazioni.

PICCIONE: ricorda di avere insistentemente chiesto, nella seduta di ieri sera, la trattazione di due atti importanti. Fa presente che il primo di questi è relativo ad un debito fuori bilancio di 3milioni di Euro, da pagare con mutuo, gravato di sentenza esecutiva e del quale il Consiglio Comunale, in passato, ne ha respinto il prelievo. Il secondo riguarda la Convenzione per la Tesoreria Comunale. Chiede, all’Assessore Liotta, chiarimenti sul mancato assestamento di bilancio, nella considerazione che l’aula consiliare o la Commissione bilancio siano le sedi più adatte per discuterne. Ritiene che, senza l’assestamento di fine anno, la mancata copertura di spese possa causare problemi alle finanze comunali. Propone, quale iter dei lavori da seguire in questa seduta, i chiarimenti sul mancato assestamento, per conoscere l’intendimento dell’Amministrazione, il debito fuori bilancio che, a suo avviso, non si può saldare con l’accensione di un mutuo ed infine il prelievo dell’atto inerente la Convenzione per la Tesoreria Comunale. Precisa ulteriormente di non essere contro il pagamento del debito fuori bilancio ma contro l’accensione di mutuo per la sua estinzione.

PRESIDENTE: dà la parola all’Assessore Liotta che intende intervenire per fornire alcuni chiarimenti.

 Ass. re LIOTTA: si dichiara disponibile a fornire, in Commissione bilancio, i chiarimenti richiesti sul mancato assestamento di bilancio. Relativamente alle problematiche del debito fuori bilancio e della Tesoreria, si riserva di intervenire dopo che l’aula avrà votato il prelievo degli atti inerenti. Conclude affermando che, se la Commissione bilancio lo riterrà opportuno, successivamente, relazionerà in aula sul mancato assestamento di bilancio.

PRESIDENTE: espone l’iter dei lavori che intende seguire, informando l’aula che darà la parola a tre Consiglieri, che l’hanno richiesta, per effettuare delle comunicazioni, successivamente proporrà il prelievo dei p. 43 e 34 all’O.d.G. Costatato che i tre Consiglieri, che si erano prenotati a parlare, hanno deciso di non intervenire, propone quali scrutatori i cons. Moschetti, Campagna, Filoramo.

            Procedutosi alla votazione, per voto palese ed alzata di mano, il collegio degli scrutatori è approvato all’unanimità.

            PRESIDENTE: pone in votazione il prelievo del p. 43 all’O.d.G., avente per oggetto riconoscimento legittimità debiti fuori bilancio costituiti dalla somma complessiva di Euro 2.984.088,15.

            Procedutosi alla votazione, per voto palese ed alzata di mano, il prelievo è approvato a maggioranza con l’astensione dei cons. Filoramo e Terminelli.

            PRESIDENTE: dà la parola all’Assessore Liotta per relazionare sull’atto testé prelevato.

            Ass. re LIOTTA: ritiene che l’atto, in passato, non è stato prelevato e discusso dal Consiglio Comunale per un “difetto di comunicazione” tra i proponenti, la Giunta ed il Consiglio Comunale. Relaziona sul suo iter affermando che, in sede di “riequilibrio di bilancio”, probabilmente era sfuggito, esaminando il testo, che già in Consiglio Comunale si era provveduto a reperire le somme per fare fronte al debito, approvando in data 5/11/02 la relativa variazione di bilancio che dava il via all’accensione del mutuo. Informa, altresì, che tale debito è riconducibile a “debiti per espropriazioni” e, pertanto, la normativa consente di saldarli procedendo all’attivazione di un mutuo, considerandoli “spese per investimento”. Riferisce che “il difetto di comunicazione”, di cui si dispiace, non ha consentito la trasmissione degli atti alla Cassa Depositi e Prestiti entro il termine previsto di 9 giorni e, pertanto, per motivi di trasparenza, la stessa non ha potuto procedere all’elargizione delle somme richieste. Dichiara che era stata rappresentata l’esigenza di fare pervenire la documentazione alla Cassa Depositi e prestiti entro l’1/12, ma ciò non è avvenuto e la Banca ha opposto rifiuto all’invito di procedere al mutuo, nonostante le documentazioni fossero pervenute, anche se tardivamente. Afferma che l’approvazione dell’atto in questo momento comporterebbe il suo pagamento, senza la copertura del mutuo. Dichiara  che l’Amministrazione intende ritirare l’atto per riproporlo a tempo debito.

 

Entrano in aula i cons. Arcuri, Amato M., D’Arrigo, Cultrera, Alotta, Greco, Patti e Arico’. Sono presenti 40 Consiglieri.

 

            PRESIDENTE: ringrazia l’Assessore Liotta e dichiara aperta la discussione generale.

            PICCIONE: sottolinea che senza copertura finanziaria non ha senso votare, oggi, l’atto. Prende atto dell’intenzione dell’Amministrazione di ritirarlo, ma considera “non veritiero” il “difetto di comunicazione”, cui accennava l’Assessore. Afferma che, a suo avviso, il Consiglio Comunale, in passato, ha dato “consapevolmente” voto contrario al prelievo del Debito fuori bilancio. Ritiene che sarebbe stato più appropriato prevedere la spesa nel bilancio di previsione e, poiché questo non è stato fatto, reputa si sarebbe potuto evitare l’accensione di mutuo in fase di assestamento di bilancio. Reitera che, in fase di riequilibrio, alcuni Consiglieri Comunali, in piena consapevolezza, hanno votato a favore del mutuo senza, di fatto, chiarirne all’aula le motivazioni. Avrebbe gradito che le scelte attuate dall’Amministrazione venissero discusse in aula e non soltanto con i componenti della Maggioranza. Evidenzia che gli interessi, per il ritardato pagamento del debito, non saranno certamente da addebitare al Consiglio Comunale, anche se lo stesso ha votato contro il prelievo dell’atto inerente, di cui “oggi” si sta discutendo. Sottolinea che, personalmente, non si sente responsabile della sua “mancata esitazione in tempo” e, quindi, del ritardato pagamento, con il relativo aggravio di interessi.

            Bonfanti: ritiene che non si possano pagare dei debiti con l’accensione di un mutuo, contraendo altri debiti. Evidenzia che sia l’Assessore Liotta sia il Ragioniere Generale Dr. Marino non si presentano, pur invitati, in Commissione Bilancio al fine di approfondire gli atti. Ritiene, quindi, che il Consiglio Comunale non venga preso seriamente in considerazione. Contesta il continuo prelevamento dal fondo di riserva di somme per le “esigenze” del Sig. Sindaco, anche nella considerazione delle scarse risorse economiche dell’Amministrazione. Chiede, altresì, di approfondire il contenuto dell’atto e non ritiene che gli espropri di immobili rientrino tra gli investimenti. Dichiara di non comprendere la motivazione del mancato assestamento di bilancio e sottolinea il mancato introito, di milioni di Euro, derivanti dalla riscossione della TARSU. Ritiene opportuno che l’Amministrazione trovi soluzioni alternative all’atto proposto. Manifesta delle perplessità in merito alla variazione di bilancio, approvata nel mese scorso, in quanto non sono state inserite le somme necessarie a pagare i debiti fuori bilancio. Concorda con quanto detto dal consigliere Piccione e ritiene che ci debba essere maggiore intesa fra l’Amministrazione attiva ed il Consiglio Comunale.

Filoramo: evidenzia una mancanza di comunicazione fra le forze politiche e sottolinea la presenza, in aula, dei Consiglieri appartenenti al centro-sinistra che permettono la prosecuzione dei lavori, facendo riflettere su quanto accaduto nelle sedute passate. Ricorda quanto avvenuto in merito all’esame della variazione di bilancio dello scorso agosto e sottolinea la continua mancanza di rispetto, nei confronti sia di questo Consiglio Comunale sia delle Commissioni Consiliari, per l’invio di atti importanti “all’ultimo minuto”, senza dare la possibilità di studiarli a fondo. Dà lettura di un elenco di debiti fuori bilancio, allegato alla deliberazione al p. 43 all’O.d.G. e contesta l’operato dell’Amministrazione attiva sul modo di procedere sulla materia. Evidenzia uno stato di malessere sulla questione del mancato assestamento di bilancio. Sottolinea  che il debito, al p.43 all’O.d.G., non può essere estinto con l’accensione di un mutuo. Afferma che le risorse finanziare, per pagare tale debito, esistevano in bilancio ma l’Amministrazione non ne ha usufruito per estinguerlo. Dichiara che pochi Consiglieri erano a conoscenza del contenuto dell’atto e ritiene che il Consiglio Comunale non possa lavorare in questo modo, soprattutto per atti importanti.

Di Lello: concorda con quanto espresso dai colleghi della minoranza e  fa presente che non si intende disconoscere l’applicazione di una sentenza ma si critica il sistema con cui essa si intende applicare. Afferma di essere contrario al pagamento di un debito con l’accensione di un mutuo. Ritiene che sia stato un grosso errore, da parte dell’Amministrazione, non inserire in bilancio tali somme e sottolinea la sua disponibilità totale nell’esame di atti per i quali, però, debbono essere adottati mezzi giuridici validi.

CAMPAGNA: nella considerazione che già, come affermato dall’Assessore, il Consiglio Comunale aveva approvato l’accensione del mutuo, chiede chi pagherà gli interessi relativi al ritardato pagamento del debito. Esprime tale “preoccupazione” con riferimento ai colleghi che, in passato, votarono sfavorevolmente al prelievo dell’atto, attestando che, personalmente, votò favorevole. Pur non condividendo l’affermazione dei colleghi dell’Opposizione che i debiti fuori bilancio si pagano con le spese correnti, chiede chiarimenti circa “l’assunzione di responsabilità”. Chiede, altresì, all’Assessore, dati precisi circa il pagamento del debito, i cui interessi di mora, sottolinea, saranno proporzionati alla cifra tanto elevata di esso.

CORSO: fa riferimento alla norma che consente l’accensione di un mutuo per pagare un debito relativo ad espropri. Ritiene che, trattandosi di un debito contratto “per fatti pregressi”, di fatto, non può essere considerato un reale esproprio. Valuta, pertanto, quanto accade “un atto di pirateria politica”. Critica chi ha stilato l’atto, in quanto era consapevole che queste spese sarebbero state pagate con interessi di mora e ritiene che si sarebbero potuti preparare, in tempo, gli atti per l’accensione di un mutuo necessario a saldare il debito. Rivolgendosi al cons. Campagna, afferma che l’aula si è assunta delle responsabilità con “cognizione di causa”, ma evidenzia che il Gruppo Nuova Sicilia, se informato, si sarebbe espresso diversamente al prelievo proposto in passato. Attesta la volontà di assumersi le sue responsabilità “fino in fondo”.

PRESIDENTE: dà la parola all’Assessore Liotta, per fornire i dovuti chiarimenti ai Consiglieri.

Ass. LIOTTA: chiarisce che, nella fattispecie, la normativa vigente consente l’accensione di un mutuo per l’estinzione di un debito. Rivolgendosi al cons. Filoramo, afferma che, per quanto riguarda l’excursus fornito dell’atto, lo stesso non è rimasto “in deposito” presso la Segreteria, ma si è “incrociato” con la pubblicazione all’albo di un altro atto propedeutico importante. Evidenzia che, considerato il “difficile equilibrio” su cui si basa il Bilancio comunale, si è cercato di attingere a fonti di finanziamento che non creassero “squilibrio” al Comune. Si duole della mancata lettura “a fondo” degli atti, trasmessi dalla Giunta, in quanto l’atto proposto conteneva chiaramente esposte le scadenze cui occorreva adeguarsi. Dichiara che è intendimento dell’Amministrazione attiva attingere al mutuo, non ora perché ormai impossibile, studiando un procedimento ottimale, nel contesto della predisposizione degli atti di bilancio futuri.

            PRESIDENTE: a seguito delle affermazioni dell’Assessore Liotta, sospende l’atto in attesa che la Giunta ne chieda il ritiro. Pone in votazione il prelievo del p. 34 all’O.d.G., avente per oggetto: approvazione schema di convenzione per l’espletamento del servizio di Tesoreria.

Procedutosi alla votazione, per voto palese ed alzata di mano, il prelievo è approvato all’unanimità.

            PRESIDENTE: dà la parola all’Ass. Lotta per relazionare sull’atto testé prelevato.

            Ass. re LIOTTA: afferma che la Convenzione è un tema delicatissimo e che il ritardo è dovuto alla volontà di migliorare il servizio di Tesoreria. Rileva che lo schema di Convenzione necessitava di parametri trasparenti sia finanziariamente sia relativamente ai servizi, trattandosi, tra l’altro, di gara che non va bandita solo a livello regionale. Afferma di essersi documentato attentamente, essendo la prima Convenzione di cui si è occupato. Esplica dettagliatamente le condizioni poste in essere, sottolineando che, come prima condizione, vi è il “costo zero” per l’Ente appaltante. Esamina singolarmente i parametri finanziari, su citati, assegnando dei “punti”, come criterio di valutazione alle condizioni favorevoli, che gli Istituti di credito attueranno al Comune con detta Convenzione. Parimenti fa con i “servizi”, relativamente alle linee di credito ed alle offerte di condizioni migliori per i dipendenti comunali. Informa che si è prevista una forma di “capitolato” che rappresenti “l’ottimo” rispetto agli anni passati. Conclude, definendo questa una Convenzione nuova, con parametri trasparenti, onesti e convenienti per l’Amministrazione. Chiarisce che l’attivazione della Convenzione partirà dall’1/1/2004 fino all’Ottobre del 2008.

                            PRESIDENTE: invita i Capi Gruppo al tavolo della presidenza dichiara aperta la discussione generale. Dopo la breve riunione, alle ore 14,30 dichiara chiusa la seduta.

 

IL SEGRETARIO GENERALE                                     IL PRESIDENTE

                                                                     (Cordaro-Apprendi)

 

 

 

 

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