IL RADDOPPIO DEL PASSANTE
FERROVIARIO
Palermo si
sviluppa soprattutto per lungo, su una striscia di terra compresa fra il
mare e i rilievi montuosi. Basta questo per far capire l’importanza di
un’opera come il raddoppio del passante ferroviario Palermo-Punta Raisi:
con 18 fermate, la doppia linea ferrata di superficie attraverserà la
città da una periferia all’altra, prima di ricongiungersi al tratto
Carini-Punta Raisi (che è già a doppio binario).
In altre parole, sarà una sorta di metropolitana
“tangenziale”, disegnata su un asse parallelo e più a monte di quello
della futura metropolitana leggera automatica sotterranea (il cui
percorso, invece, “coprirà” la fascia urbana più vicina alla costa). Il
raddoppio della linea riguarda un tratto di 30 chilometri, 18 dei quali
all’interno del perimetro urbano.
A regime, i treni
in servizio saranno non più 91 ma 270 al giorno, e viaggeranno a una
velocità compresa tra 80 e 120 chilometri orari. I tempi di percorrenza
risulteranno dimezzati: la frequenza sarà di un treno ogni 10 minuti e
non più, quindi, di un passaggio ogni 25 minuti. La capacità di
trasporto arriverà fino a 36 mila passeggeri l’ora nell’area urbana e
fino a 20 mila passeggeri l’ora nei tratti extraurbani della linea.
A lavori ultimati,
il nuovo passante ferroviario faciliterà enormemente gli spostamenti nel
perimetro urbano, ma non solo: Palermo sarà più “vicina” all’aeroporto
“Falcone – Borsellino” (il treno impiegherà 35 minuti e non più 60) e
all’area metropolitana, nel cui comprensorio ricadono 27 comuni, tra cui
località balneari di interesse turistico, e risiede circa un milione di
abitanti.
I lavori per il
raddoppio del passante sono stati appaltati dalla Italferr spa, per
conto di Rete Ferroviaria Italiana (RFI), nel novembre 2004, per un
importo contrattuale di 493 milioni di euro. Quello complessivo,
includendo tutte le altre somme, è di 623 milioni. Nel febbraio 2008 è
stato avviato il cantiere, per una prima fase dei lavori relativa alle
parti progettuali non soggette a variazioni.
È in corso,
intanto, l’elaborazione di una modifica progettuale finalizzata
all’esecuzione dei lavori in sotterranea nel tratto centrale
Orleans-Belgio. Infatti, dopo un ciclo di incontri con i comitati dei
cittadini, è stato avviato uno studio su alcune variazioni al progetto
richieste dall’Amministrazione comunale a Italferr per ridurre il più
possibile l’impatto delle attività di cantiere. Per questo motivo il 13
dicembre 2006 è stato siglato un protocollo d’intesa tra ministero delle
Infrastrutture, Comune, Regione e Rete Ferroviaria Italiana, con cui si
è dato il via libera all’esecuzione dei lavori in sotterranea nel tratto
Orleans-Belgio e all’impegno finanziario aggiuntivo, stimato in 125
milioni di euro.
Il maxi-appalto è
assegnato all’associazione temporanea di imprese composta da “Consorzio
stabile S.I.S.”, “Sintagma spa” (Perugia) e “Geodata srl” (Torino). Del
consorzio S.I.S fanno parte il colosso spagnolo “Sacyr” e le ditte
torinesi “Inc general contractor spa” e “Sipal”.
È la prima volta
che nel sud Italia si ricorre alla figura del “general contractor”,
prevista dalla normativa sulle opere di interesse strategico nazionale
per snellire le procedure e abbreviare i tempi di costruzione. “General
contractor” è, in sostanza, il soggetto responsabile unico di tutti i
servizi collegati all’intervento: la progettazione esecutiva, partendo
dal progetto definitivo già disponibile, e la predisposizione degli
elaborati di dettaglio; la realizzazione delle opere; la direzione dei
lavori; l’acquisizione delle aree private interessate dal cantiere
(soltanto per il tratto Palermo Centrale-Orleans le espropriazioni sono
a carico di RFI).
Per
l’attraversamento del territorio cittadino, il progetto appaltato
prevede nove fermate di nuova realizzazione (Roccella, Brancaccio
residenziale, Guadagna, Palazzo di Giustizia, Lolli, Lazio, Belgio, La
Malfa e Sferracavallo) in aggiunta a quelle già esistenti, che saranno
comunque adeguate (Brancaccio industriale, Palermo Centrale,
Policlinico-Vespri, Orléans - Palazzo Reale, Notarbartolo, Francia, San
Lorenzo Colli, Cardillo-Zen e Tommaso Natale). Nell’ambito dei lavori ci
sarà spazio anche per opere accessorie di notevole importanza, tra cui
nuovi tratti stradali, gallerie e sistemazioni viarie.
Il finanziamento
del raddoppio del passante ferroviario proviene in parte da fondi
statali, in parte dagli accordi e dai contratti di programma stipulati
dal Comune di Palermo con la Provincia, la Regione, Rete Ferroviaria
Italiana e gli altri comuni minori interessati.
I tratti del
passante diversi da quello Palermo Centrale – Carini (Carini-Punta Raisi
e Palermo Fiumetorto) sono stati al centro di altri appalti e lavori
separati. Fino alla stipula del protocollo d’intesa, l’impegno
finanziario complessivo per l’intero nodo ferroviario (considerando,
quindi, i tratti extraurbani oltre a quelli urbani) è stato di 978
milioni di euro. |