[testata.htm]

 

Progetto Solarium

IL PROGETTO
IL LUOGO
PUBBLICO E PRIVATO: SOGGETTI E STRUTTURE
OBIETTIVI
GLI OPERATORI
LE AREE DI GESTIONE
ATTIVITÀ FORMATIVE E DI RICERCA

 

IL PROGETTO

Il Progetto Solarium è il primo progetto di economia sociale in una città, Palermo, che nel 1996 registrava un tasso di disoccupazione pari al 27,3%, superiore di 4 punti al tasso regionale e di 16,4 punti rispetto a quello nazionale.

È un percorso di informazione. orientamento formazione e affascinazione al lavoro rivolto a giovani a rischio di marginalità e si propone come intervento sociale e come sinergia fra diversi interlocutori istituzionali, e non solo, presenti sul territorio.

 

Informazione

Nelle fitte reti metropolitane l'informazione diviene un elemento necessario per poter assicurare all'individuo una crescita culturale, politica, sociale e per fornire allo stesso gli strumenti di inserimento nel mercato del lavoro.


Orientamento

La crisi della modernità ha radici sia nella carenza, all'interno della società, di punti di riferimento in grado di colmare i vuoti individuali, che nella mancanza di un'analisi delle reali richieste dell'attuale mercato del lavoro.


Formazione

L'assenza di specializzazioni nel mercato del lavoro impone, inoltre, un'urgente educazione alla formazione. L'inserimento lavorativo nella città deve passare necessariamente attraverso la formazione di professionalità tali da poter contribuire al suo sviluppo economico e sociale.


Affascinazione

Quella dell'affascinazione può essere utilizzata come una nuova metodologia attraverso cui trasmettere e promuovere la formazione alla centralità ed alla dignità del lavoro sia a livello individuale che a livello sociale.

Il tentativo di innescare un processo di trasformazione viene permesso dall'individuazione di un meccanismo base di cambiamento: la continua interazione, in uno stesso spazio, di modelli culturali e comportamentali molto diversi tra loro sia per valori che per finalità.

Possono essere impegnati nel progetto di durata triennale (dal 1997 al 1999) fino a 60 giovani di ambo i sessi, disoccupati e con figli. Di fronte al rischio di marginalità al quale sono spesso esposti, l’intervento-Solarium supplisce anche alla carenza di azioni rivolte a questa fascia sociale.

 

IL LUOGO

Il progetto prende il nome dall'istituto Solarium Vittorio Emanuele III. Nato nel 1930 con lo scopo di assistere e fornire cure a bambini tubercolotici, più tardi si trasforma in collegio per minori indigenti, gestito da un'Opera Pia. Alla fine degli anni ottanta, il Solarium viene chiuso e si trasforma in uno dei tanti simboli del declino di Palermo: diventa luogo riservato al vandalismo ed all'illegalità, protetto dalla cultura dell'omertà e soprattutto dell'indifferenza collettiva.

Oggi il Solarium viene ripensato e proposto dall'Amministrazione Comunale di Palermo come esperienza di riferimento per la promozione dello sviluppo del territorio e per la valorizzazione delle risorse umane.

Foto 1

PUBBLICO E PRIVATO: SOGGETTI E STRUTTURE

Il Progetto Solarium ha un carattere sperimentale ed innovativo che si esplica nella co-gestione del pubblico con il privato: da una parte l'Amministrazione Comunale - Assessorati alle Attività Sociali e alle Attività Produttive - che promuove l'iniziativa e ne elabora le strategie affinché esse risultino aderenti ad una coerente politica sociale; dall'altra le Associazioni delle imprese artigiane, l’Associazione degli industriali, l'I.G. (Società per l'imprenditorialità giovanile), l’Associazione Mecenate 90.

Tale scelta è nata dall'idea di realizzare una struttura di relazione, di gestione, di potere reticolare e non piramidale, che possa essere esemplificativa e rappresentativa della filosofia dell'azione sociale come cambiamento che attraversa l’intera iniziativa. Il Solarium, infatti, viene pensato come un laboratorio di sperimentazione delle politiche sociali della città in connessione con il resto del territorio e, per questo, anche come uno spazio-luogo di relazioni, di incontro e di cambiamento.

 

Amministrazione comunale

Il Progetto Solarium è seguito da un gruppo di lavoro amministrativo, creato per fronteggiare non solo le lentezze burocratiche, ma anche le enormi difficoltà che nascono dallo sperimentare un modello di gestione nuovo, com'è quello misto, senza possibilità di raffronto con alcun modello di riferimento.

 

Fruitori del progetto Solarium

Età compresa fra i 16 e i 25 anni, presenza di prole, disoccupazione, disagiate e particolari situazioni economiche sono stati i criteri con cui sono stati individuati i giovani palermitani partecipanti su tutto il territorio cittadino. Essi sono impegnati all'interno della struttura per otto ore al giorno, dal lunedì al venerdì, con il fine specifico di apprendere un mestiere scardinando, in questo modo, la cultura del posto fisso o, peggio, quella dell'assistenzialismo molto diffusa nel Mezzogiorno. In definitiva, per confrontarsi con un nuovo sistema di valori.

Percepiscono un gettone mensile di partecipazione, la cui entità non si configura come un reddito ma come uno stimolo ad investire su se stessi.

Con la guida di maestri artigiani, indicati dalle Associazioni di categoria di appartenenza, in questa prima fase del progetto, le squadre, composte sia da donne che da uomini, apprendono le competenze legate alle attività edili lavorando alla manutenzione dei locali del Solarium.

Foto 2

Gli artigiani

L'affiancare anziani artigiani a giovani non professionisti ha lo scopo, da una parte, di recuperare la cultura artigianale, il sapere tecnico, le abilità creative permettendo, inoltre, il reinserimento nell’attività di lavoro dell'artigiano in pensione e, dall'altra, di avviare un dialogo intergenerazionale che possa colmare i vuoti comunicativi che spesso allontanano generazioni già distanti fra loro.

La comunicazione tra i soggetti passa attraverso una pratica concreta di manualità, attraverso l'apprendimento di un mestiere che diventa per i giovani fruitori un'occasione e uno strumento per poter essere inseriti nel mercato del lavoro e per gli artigiani anziani la possibilità di un proprio reinvestimento lavorativo nello stesso.

 

Le associazioni imprenditoriali

Sono state coinvolte sin dalle prime fasi di elaborazione del Progetto le Associazioni di categoria delle imprese artigiane nazionalmente riconosciute: C.A.S.A, C.L.A.AI, C.N.A., Confartigianato; la F.N.A.P.-C.N.A., associazione di artigiani pensionati; l’Associazione degli Industriali e le sue strutture della piccola impresa e dei giovani imprenditori.

 

La Società per l’Imprenditorialità Giovanile

È una società pubblica istituzionalmente preposta alla promozione di nuova imprenditorialità ed alla gestione delle leggi e dei finanziamenti dello Stato in questo settore.

È impegnata a sostenere la nascita delle micro attività d’impresa che potranno nascere dall’esperienza del Solarium.

 

Mecenate 90

È una Associazione, senza scopo di lucro, specializzata nella predisposizione di studi di fattibilità con il piano economico-finanziario, le destinazioni d’uso, i modelli di gestione, finalizzati alla valorizzazione del patrimonio dal punto di vista socio-economico e culturale, con particolare attenzione alla collaborazione tra soggetti pubblici e soggetti privati.

È chiamata a dare un apporto di tipo progettuale.

 

OBIETTIVI

Il progetto ha come obiettivo generale una profonda trasformazione del tessuto sociale palermitano, che manifesta forti differenziazioni per ciò che concerne le condizioni di vita nelle diverse fasce.

L'azione del Progetto Solarium, esperienza pilota nel campo degli interventi sociali, è volta:

  1. a promuovere il recupero sociale dei giovani ad alto rischio di marginalità della società palermitana;
  2. a promuovere, alla fine dei tre anni, la nascita di imprese sociali autonome sia nella gestione delle risorse che nella produzione di beni da immettere nel mercato. Ciò permetterebbe di passare dalla autovalorizzazione alla autopromozione dei giovani coinvolti nel progetto;
  3. a creare un centro polifunzionale permanente per la promozione di micro impreditorialità;
  4. a creare un centro permanente di formazione professionale/ imprenditoriale; uno spazio per servizi culturali e commerciali rivolto alla città; un luogo di incontro e di confronto con altre realtà.

Il progetto ipotizza forme di organizzazione economica che consentano lo sviluppo del territorio restituendo centralità al lavoro ed a politiche territoriali non slegate dal mutamento dei contenuti economici e sociali.

Questo tentativo può essere promosso affrontando sia il rapporto tra le dimensioni politica ed economica, che quello tra la rete urbana ed il sistema produttivo regionale.

Il Progetto Solarium segna una nuova fase della politica sociale, che mette in primo piano la proposta e, dunque, la progettazione del cambiamento e la sperimentazione di un modello di intervento.

Il Solarium, infine, nel proporre un modello economico e culturale opposto a quello dominante, si distingue per l'apertura al cambiamento e per il concepire la realtà esterna come terreno fertile di sviluppo delle potenzialità.

Il modello Solarium, quando sarà definitivamente messo a punto e dopo che sarà completata la prima sperimentazione in atto, potrà essere applicato in altri contesti con tutti gli opportuni adattamenti.

Se il modello si rivelerà efficace potrà essere rivolto a target diversi: in una società che ha difficoltà a creare nuovo lavoro, il rischio della marginalità sociale lo corrono i giovani con bassa scolarità ma anche i laureati, i giovani provenienti da famiglie a basso reddito ma anche quelli provenienti da famiglie a reddito medio.

Se l’applicazione del modello funzionerà sarà possibile, nelle grandi e nelle piccole città, utilizzarlo in un più generale quadro di valorizzazione del patrimonio storico-artistico capace di essere anche valorizzazione delle risorse economiche e finanziarie del territorio.

GLI OPERATORI

Il Comune di Palermo, per assicurare la realizzazione delle diverse fasi di elaborazione e di realizzazione del Progetto, si avvale di professionisti esterni selezionati per specifiche competenze.

Un Coordinatore generale del Progetto ha il compito di ottimizzare tutte le risorse e di far funzionare la macchina, con particolare attenzione alle necessarie sintonie tra le strutture ed i soggetti coinvolti ed ai rapporti con l’esterno.

 

     Foto 3

Un Esperto di Psicologia di Comunità ha il compito di governare le relazioni umane che, come è facile intuire, sono molto complesse e quindi segue con particolare attenzione i rapporti interni.

Uno staff di tutor e animatori ha il compito di condurre la attività sempre in coerenza con la progettualità generale e di trasmettere ai giovani un sistema di valori positivo fondato sulla tolleranza, sulla responsabilità e sulla legalità, alternativo a quello fondato sulla rassegnazione e sull’assistenza.

Operano nel Progetto Solarium:

  • un tutor di progetto
  • un tutor per gli aspetti psicodinamici
  • un animatore per gli aspetti ed i problemi delle donne
  • un animatore per gli aspetti intergenerazionali
  • un tutor per gli aspetti ecologici

Inoltre opera stabilmente un'addetta alle relazioni esterne.

 

 

LE AREE DI GESTIONE

 

Area relativa agli aspetti psicodinamici

In qualsiasi gruppo, in primo luogo, si presenta il compito di affrontare la propria fondazione, di stabilire la propria struttura, di darsi delle norme da seguire, anche in previsione dei naturali conflitti che possono presentarsi, condividere delle mete, studiarne i percorsi più efficaci per raggiungerle ed esaminare le problematiche legate alla leadership ed alla sua gestione.

L'analisi della dimensione psicodinamica ha permesso di individuare, nel gruppo dei giovani coinvolti nel Progetto, un percorso evolutivo estremamente significativo.

All'inizio, i soggetti inseriti non erano affatto abituati all'assetto di grande gruppo, ma al contrario, era predominante la tendenza a formarne due grandi costituiti da soli uomini o sole donne; inoltre, la fluidità dei processi di comunicazione e la formazione di un pensiero condiviso di gruppo si dimostravano poco dinamici ed efficienti a causa di una diffidenza reciproca e di un esasperato individualismo di alcuni membri.

Attraverso l'utilizzo di metodologie differenti, nel corso del tempo, si creano un'identità comune ed un senso di appartenenza, di condivisione e di coesione in grado di consentire il fruttuoso scambio di esperienze ed insegnamenti reciproci.

La consapevolezza delle dinamiche psicologiche che il gruppo mette in atto contribuisce a generare nei soggetti, un forte senso di autostima, innescato a partire dall'acquisizione di nuove competenze, che non si ferma alla propria individualità, ma si estende al sociale sotto forma di risorsa all'interno della rete comunitaria. Ciascuno diventa consapevole di essere portatore di un sapere trasmissibile e, al contempo, rinnova se stesso in un continuo processo di recettività attiva.

Inoltre, il riconoscimento dell'importanza delle relazioni interpersonali permette di mettere in atto forme di auto-sostegno che garantiscono la governabilità di divergenze o di conflitto.

Anche il rapporto dei giovani con gli artigiani è caratterizzato da mutamenti in positivo. Se lo scarto generazionale può determinare una situazione di rigidità ed incomprensione, mediante l'uso di metodologie specifiche, si può giungere alla creazione di un linguaggio comune che permette la condivisione di contenuti e modalità comunicative che fanno parte di entrambi i patrimoni culturali, vecchi e giovani.

Foto 4   

Area relativa al gruppo delle donne

Il coinvolgimento delle donne in attività lavorative, per di più prettamente manuali, si scontra con il forte pregiudizio, riscontrato sia nei corsisti che negli artigiani, dell'idea di donna quale madre e custode del nucleo familiare e domestico. Il lavoro di socializzazione previsto dalle attività permette l'acquisizione di modalità relazionali diverse rispetto alle uniche acquisite all'interno del proprio codice di lettura e significazione degli eventi personali e sociali. La posizione delle donne coinvolte nel progetto si e sostanziata in un ruolo attivo, dinamico e flessibile che trasmette ai colleghi l’intenzione di sperimentare se stessi in capacità, situazioni e condizioni differenti da quelle stabilite dagli stereotipi immobilizzanti.

Il prendere parte ad un progetto di affascinazione al lavoro conduce progressivamente, da un lato, a sfatare l'immagine ancora presente nel Mezzogiorno della donna madre e casalinga e, dall'altro, a rendere consapevoli le stesse del ruolo attivo che si affida loro nella gestione della struttura lavorativa.

Inoltre, se il rapporto con i colleghi uomini può essere condizionato dallo stereotipo culturale cui si accennava prima, con una simile esperienza si può facilmente giungere alla fondazione di un unico gruppo che conserva al suo interno le proprie soggettività, identità di genere e competenze professionali miranti ad un obiettivo comune: creare una realtà migliore per sé, per la propria famiglia e per la comunità.

 

Area relativa agli aspetti intergenerazionali

All'interno del Progetto la trasmissione di tecniche manuali, ad opera dei maestri artigiani, inquadra le dinamiche interpersonali nella loro problematicità sia da un punto di vista professionale che da quello strettamente interpersonale.

Tradizioni, abilità e competenze specifiche vengono valorizzate all'interno di una società, elettronica ed estremamente spersonalizzante, che le ha destituite per presunta "inattualità" e per l'età pensionistica dei suoi cultori.

Foto 5    

In tal modo, gli anziani professionisti si inseriscono nuovamente nel mercato produttivo e, in più, si mettono in gioco come dispensatori di una "cultura in Via di estinzione".

Nella dimensione progettuale del Solarium il loro intervento, dunque, nasce e si sviluppa, da un lato, come competenza professionale e, dall'altro, come risorsa umana e creativa.

Inoltre, nelle attività di squadra, l'uso quotidiano degli strumenti e dei materiali costituisce un espediente velato per lo sviluppo di uno spazio di condivisione di ciò che è pubblico promuovendo valori quali il rispetto, la tolleranza la responsabilità e la condivisione dei beni comuni, fondamento del principio della legalità.

 

Area relativa agli aspetti ecologici

Un altro spazio da condividere, all'insegna del rispetto e della tutela dei beni comuni, è quello relativo all'ambiente ed al territorio.

Gli interventi di massa nel campo dell'educazione ambientale si rivelano spesso troppo tecnicistici, generalizzati e soprattutto senza distinzioni per il target cui si rivolgono.

Pensare ad una informazione-formazione all'interno del Solarium significa fornire un bagaglio culturale, e non solo, adeguato alle fasce sociali dei fruitori del progetto ed ai contesti in cui gli stessi sono inseriti (il Solarium, il quartiere e la città), partendo dalla conoscenza dei materiali utilizzati al lavoro per giungere ad analizzare problematiche ecologiche più generali e riguardanti la società intera.

I processi di elaborazione personale riguardo il rafforzarsi di un'identità territoriale consentono, da un lato, una corretta determinazione del rapporto fra individuo ed ambiente e, dall'altro, la presa di coscienza della propria responsabilità nell'intervento di preservazione dello stesso, anche in considerazione del proprio ruolo genitoriale.

Ciò, inoltre, contribuisce a rafforzare o a creare, in taluni casi, il senso di autostima e fiducia circa il proprio prendere parte attiva negli eventi dell'esistenza, troppo spesso imputati a fattori esterni o fortuiti.

 

ATTIVITÀ FORMATIVE E DI RICERCA

L'idea di affiancare ai lavori ed alle aree di gestione dei corsi tematici informativo-formativi, ricerche, progetti-studio ed interventi specifici, si rivela un utile strumento per assicurare la completezza dell'attività.

Foto 6

Corso sulle tossicodipendenze

La trattazione di problematiche legate alle tossicodipendenze si inserisce a pieno titolo nel piano progettuale del Solarium poiché costituisce un intervento imprescindibile nel lavoro sul sociale. All'interno dell'ideologia portatrice dell'iniziativa, fondata sul cambiamento e sulla consapevolezza dello stesso, si rende utile e necessario un lavoro di informazione e formazione che abbia come scopo ultimo quello della prevenzione primaria del disagio sia sociale che individuale.

L'attività riservata a questo modulo si esplica secondo due direttive: una strettamente informativa e preventiva e l'altra legata maggiormente allo studio delle dinamiche emergenti circa il lavoro e l'uso di sostanze stupefacenti.

Il corso è articolato in seminari che sviluppano tematiche, inizialmente, legate alla questione della droga, alle varie tipologie esistenti, alla loro diffusione anche rispetto alle diverse fasce sociali, per arrivare a trattare tutte le variabili connesse al fenomeno: forme di aggressività dirette a sé o ad altri, la trasmissione di malattie infettive, le diverse metodologie di intervento, la legislazione in corso ed i temi più ampi riguardanti il disagio giovanile.

 

Affascinazione alle abilità linguistiche e comunicative

I giovani fruitori del Solarium sono portatori di problematiche molto complessa sia per le difficili storie personali che ognuno di loro porta con sé, sia per la limitatezza dei confini che il loro mondo culturale e relazionale ha in sé.

Il territorio in cui si vive non può essere considerato uno spazio astratto ma un campo in cui si intrecciano relazioni interpersonali cariche di rispetto reciproco, responsabilità e condivisione.

La vita del singolo, dunque, non può non intrecciarsi con ciò che lo circonda, nel luogo che divide con la comunità intera e nel quale, soprattutto, investe la propria personalità e mette in gioco il proprio senso di appartenenza allo stesso.

In linea con tali considerazioni si è ritenuto indispensabile intraprendere delle attività legate all'istruzione, soprattutto valutando le pregresse e negative esperienze in tale ambito, vissute dai giovani coinvolti nel Progetto Solarium.

Il percorso intrapreso è stato pensato non come un semplice tentativo di alfabetizzazione, ma anche come un cammino in grado di offrire gli strumenti indispensabili, fra cui le conoscenze linguistiche, lessicali, grammaticali e scolastiche in genere, per una critica riflessione su se stessi ed il proprio essere parte della comunità.

È per questo motivo che l'obiettivo del conseguimento delle licenze elementare e media costituisce, nel contesto del Solarium, solamente una delle tappe del percorso informativo e formativo più globale previsto per i fruitori del Progetto.

 

Incontri tematici sulla sessualità

In seguito ad una indagine svolta dal Servizio Sociale, in collaborazione con i tutor del Progetto Solarium operanti nell'area relativa al genere femminile e agli aspetti psicodinamici, nella quasi totalità dei corsisti è emersa una rilevante disinformazione circa le tematiche della sessualità in genere.

Si è resa indispensabile, per questo motivo, la realizzazione di un microprogetto finalizzato all'acquisizione di conoscenze inerenti agli aspetti della corporeità, alla propria percezione della stessa, alle tecniche di prevenzione della procreazione e della trasmissione, sessuale e non solo, di malattie infettive.

Inoltre, nell'ottica di mantenere viva, nell'iniziativa, l'attenzione verso il senso di appartenenza del singolo all'interno della comunità, gli operatori hanno fornito informazioni sia la presenza ed il ruolo delle strutture deputate all'ascolto, all'informazione ed alla cura del proprio benessere psicofisico che una mappatura completa dei Servizi consultoriali presenti nel territorio.

 

Progetti-studio, interventi specifici

Un progetto di economia sociale non può essere slegato dall'analisi della complessità che la dimensione urbana palermitana, non priva di contraddizioni, presenta.

Questo obiettivo viene perseguito attraverso il coinvolgimento di esperti chiamati ad intervenire su singoli aspetti affinché ogni passaggio venga studiato e realizzato al più alto livello qualitativo.

Sono stati promossi progetti-studio:

  • sulle resistenze ai cambiamenti ipotizzando forme di affascinazione culturale connesse all'innovazione tecnologica e comunicativa e per l'orientamento lavorativo;
  • sui bisogni sociali e sui rischi di devianza correlati ai fattori di disagio con la realizzazione di una mappa degli stessi nella popolazione target urbana ed extraurbana;
  • sulle dinamiche familiari e, in particolare, sulle relazioni fra genitori e figli in caso di disagio giovanile;
  • sui bisogni dei figli, bambini ed adolescenti, dei giovani inseriti all'interno del progetto al fine di ridurre il danno ed il rischio degli stessi;
  • sul rapporto costi/benefici nel Progetto Solarium;
  • sui meccanismi dell'insicurezza femminile e maschile connessi alla propensione a non pensare l'impresa come modello di crescita e sviluppo;
  • sui comportamenti a rischio delle condotte aggressive e del rapporto con la violenza che hanno i giovani in condizioni di marginalità;
  • sulla storia e le tradizioni dell’artigianato siciliano e il rapporto con le nuove possibili attività produttive;
  • sull’accrescimento dell’empowerment dei giovani fruitori;
  • sul rapporto fra volontariato ed impresa sociale.

 

Progetto Solarium

COMUNE DI PALERMO

Anna Maria Abramonte Assessore Attività Socio-Sanitarie

Giuseppe Ferrante Assessore Attività Produttive

Raffaele Orso Dirigente Gruppo di Lavoro

 

[piede.htm]