HomePage

Comune-Archivio-Servizi Sociali-Guida alla Città-Urp-Immagini-Ricerca-Links-Webmaster-Meteo    

Città di Palermo - Home Page

RETI FOGNARIE

Il collettore sud-orientale

 

Trentuno milioni di euro e quattro anni di lavori per una maxi-conduttura che, attraversando quasi sette chilometri di centro abitato, da Uditore ad Acqua dei Corsari, garantirà lo smaltimento di 70 mila litri di reflui al secondo. Sono le cifre del collettore sud-orientale, che sarà la spina dorsale dell’intero sistema fognario cittadino.

Il collettore sud-orientale è un’imponente fognatura a sistema misto per le acque nere e bianche da convogliare al depuratore di Acqua dei Corsari. Parte dell’opera esiste già (fu lasciata incompiuta nel ’93) ma va comunque completata perché possa entrare in funzione. Si stanno realizzando, quindi, 3.100 metri di nuova conduttura nella zona di via Uditore e nell’area compresa fra piazza Camporeale e via del Vespro. Previsti, inoltre, uno sfioratore di piena e il completamento del sifone in corrispondenza del fiume Oreto.

Il condotto, di ampiezza paragonabile a quella di una galleria (nella parte terminale ci si avvicina ai 5 metri di diametro), avrà un’estensione complessiva, fra parti esistenti e nuove, di quasi 7 mila metri, e potrà smaltire fino a 70 mila litri di reflui al secondo. Migliorerà, così, la distribuzione dei carichi idraulici nell’intera rete, e si ridurrà di molto il rischio di dispersioni o fuoriuscite di liquami. Decisivo sarà anche l’apporto allo smaltimento delle acque meteoriche che si accumulano nelle strade e, più in generale, al disinquinamento del golfo di Palermo.

Importo complessivo: 31 milioni di euro

Collettore per acque bianche a Brancaccio

Il cantiere riguarda la realizzazione di una conduttura per il deflusso delle acque piovane nel tratto di via Brancaccio che va da via della Concordia al fiume Oreto (piazza Ponte Ammiraglio). Prevista la posa di un collettore del diametro di circa due metri che si svilupperà per 1.300 metri complessivi, sdoppiandosi poco dopo metà percorso. Saranno anche realizzati pozzetti di ispezione e nuove caditoie in aggiunta a quelle già esistenti, che verranno rimesse a nuovo. Oltre al collettore, sarà costruita una vasca di decantazione a monte dello sbocco del fiume Oreto (in una stradina parallela al corso d’acqua), con una capacità di circa 600 metri cubi. La vasca sarà dotata di un sistema di filtraggio che tratterrà gran parte del materiale solido trasportato dalle acque meteoriche. La soletta di copertura sarà carrabile e con botole di accesso per le opere di pulizia e manutenzione.

Poiché si dovrà in più tratti dismettere l’attuale collettore, che è di tipo misto (cioè per acque nere e bianche insieme), si è previsto il ripristino della rete di acque nere utilizzando parte della conduttura esistente e realizzando nuovi tratti. Questa fognatura sarà collegata alla rete attraverso l’impianto di sollevamento Romagnolo, che pompa i liquami verso il depuratore di Acqua dei Corsari.

Importo complessivo: 5 milioni e 500 mila euro

 

Rete fognaria di via Altofonte

Tre chilometri di nuove condutture fognarie lungo la via Altofonte per assicurare il servizio di smaltimento dei liquami a circa mille utenze. È l’obiettivo dei lavori previsti nel tratto compreso tra le vie Villagrazia e Ponte delle Grazie, che comprendono la realizzazione di un collettore di oltre mille metri per le acque nere, con annesso impianto di sollevamento, e di una conduttura per le acque piovane, anche questa lunga poco più di un chilometro. Una terza conduttura di uguale lunghezza verrà installata per portare i reflui al depuratore.

Il sistema fognario di via Altofonte sarà composto da tre condutture, ciascuna delle quali sarà lunga poco più di un chilometro. In dettaglio, il collettore delle acque nere convoglierà, tramite allacci fognari, i reflui prodotti da un migliaio di abitazioni dell’area di via Altofonte. Una stazione elettromeccanica di pompaggio (il cosiddetto impianto di sollevamento), sarà realizzata sotto il ponte della strada Palermo-Sciacca, in prossimità del fiume Oreto, per spingere, attraverso una condotta premente, i liquami verso il collettore fognario di via Villagrazia, già esistente, e quindi all’impianto di depurazione di Acqua dei Corsari.

Il collettore per le acque bianche (cioè quelle piovane), convoglierà sia le acque di pioggia provenienti dalla via Villagrazia, che saranno intercettate con una caditoia trasversale posta in prossimità dell’incrocio con la via Altofonte, sia quelle provenienti dalle caditoie previste lungo la via Altofonte. Le acque piovane, dopo la sedimentazione e la grigliatura nell’apposita vasca di prima pioggia, confluiranno nel fiume Oreto.Poiché si dovrà in più tratti dismettere l’attuale collettore, che è di tipo misto (cioè per acque nere e bianche insieme), si è previsto il ripristino della rete di acque nere utilizzando parte della conduttura esistente e realizzando nuovi tratti. Questa fognatura sarà collegata alla rete attraverso l’impianto di sollevamento Romagnolo, che pompa i liquami verso il depuratore di Acqua dei Corsari.

Importo complessivo: 1 milione 307 mila euro

 

Rete fognaria del quartiere Arenella e Vergine Maria

Dodici chilometri di condutture per le acque nere, sette per il deflusso delle acque piovane e tre apparecchiature elettro-meccaniche per il pompaggio dei liquami. Sono le cifre del nuovo sistema fognario previsto nelle borgate Arenella e Vergine Maria, opera che avrà un ruolo strategico nel piano portato avanti dall’Amministrazione per il disinquinamento della costa.

L’intervento punta a regolarizzare gli scarichi di 9.500 abitanti che attualmente finiscono in mare e di immetterli nella rete di smaltimento, canalizzandoli verso il bacino di raccolta che si trova ai cantieri navali.

Il progetto prevede la realizzazione dei collettori principali a sistema separato per le acque nere e bianche nell’area compresa tra il lungomare Cristoforo Colombo (zona ex discarica) e la via Gulì (direzione via Pipitone), lungo le vie Lungomare Cristoforo Colombo, Bordonaro, Vergine Maria, Papa Sergio I, Belmonte e Gulì. Collettori secondari saranno realizzati in una quindicina di strade a monte e a valle della via Papa Sergio I.

Le acque nere arriveranno alle tre stazioni di pompaggio – gli impianti di sollevamento – da realizzare in via Cristoforo Colombo, in uno slargo in fondo a via Bordonaro e in piazza Tonnara all’Arenella. Ogni impianto di sollevamento sarà collegato a una doppia condotta premente.

Le acque piovane (cioè le acque bianche) finiranno in mare attraverso quattro sbocchi diversi dopo essere state filtrate in speciali vasche di sedimentazione e decantazione, dotate di apposite griglie.

 

Importo complessivo: 9 milioni e 300 mila euro

 

La bonifica del canale Ferro di cavallo a Mondello

 

La bonifica del canale Ferro di cavallo è un intervento fondamentale per migliorare lo smaltimento delle acque bianche a Mondello e, quindi, la vivibilità.

È prevista una pulizia straordinaria della conduttura, fondamentale valvola di sfogo per le acque piovane, la cui portata si è molto ridotta, nel corso dei decenni, per la sedimentazione dei detriti lungo le pareti interne, che ha fatto diminuire la portata del 75 per cento.

 

Il “Ferro di cavallo” esiste da circa un secolo e per la prima volta, con questo progetto, è al centro di un’autentica bonifica integrale. In passato è stata curata soprattutto la manutenzione ordinaria. L’intervento consentirà di migliorarne la funzionalità e, conseguentemente, di prevenire gli allagamenti nelle strade nelle giornate molto piovose.

 

È prevista, inoltre, una verifica sulla presenza di eventuali immissioni abusive di acque nere nel canale provenienti dalle unità abitative. Questi scarichi, se riscontrati, saranno murati e, quindi, materialmente bloccati.

 

Si raggiungeranno così due risultati di grande importanza: il rapido deflusso delle acque meteoriche nella vasta area di Mondello attraversata dal Ferro di cavallo, con uno stop a quegli allagamenti nelle strade che durano intere giornate quando si verificano piogge forti; e un sostanziale azzeramento del rischio che dai due sbocchi del canale posti alle estremità del golfo vengano rilasciate in mare, insieme alle acque di pioggia, anche acque nere provenienti da eventuali allacci abusivi.

 

La rimozione del materiale che ostruisce il “Ferro di cavallo” (2.700 metri la sua lunghezza complessiva) sarà effettuata direttamente dalla superficie nei punti in cui è possibile scavare e poi richiudere, e con l’ausilio di mezzi anfibi (robot e pale meccaniche) nei tratti in cui, invece, è necessario lavorare dall’interno del condotto. Per consentire le operazioni di cantiere saranno disposte anche alcune servitù di passaggio in aree di proprietà privata. Saranno installati anche i pozzetti necessari per i controlli periodici sul funzionamento della struttura.

 

Importo complessivo: 4 milioni e 930 mila euro

 HomePage  

 

  Comune di Palermo © 1997 - Ultima modifica: martedì 11 novembre 2008 19.35.32