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IL PIANO PER IL RECUPERO DEL MARE E DELLA COSTA

Palermo, città di mare e sul mare, oggi non gode appieno di questa straordinaria risorsa. Fanno eccezione soltanto brevi tratti dei complessivi trenta chilometri di litorale.

La causa è duplice: il degrado ambientale in cui versano da lungo tempo numerosi spazi urbani lungo la fascia costiera; il cronico inquinamento delle acque marine, che da decenni vengono deturpate dagli scarichi fognari provenienti dal centro abitato. Basti pensare che, attualmente, confluiscono in mare i liquami prodotti da quasi 500 mila abitanti.

Questo insieme di fattori ha reso fino ad oggi poco fruibile la costa, sia per i cittadini palermitani che per i turisti, penalizzando pesantemente anche il tessuto economico. L’obiettivo dell’Amministrazione comunale è restituire il mare, un mare pulito, alla città e ai suoi abitanti, e di farne una leva di sviluppo che attragga investimenti e crei nuove occasioni di lavoro.

Per questo il Comune si è dotato di un piano organico, presentato il 6 luglio 2002, con progetti e interventi il cui primo obiettivo è il disinquinamento delle acque, operazione lunga ma fondamentale e prioritaria. Il piano punta anche alla razionalizzazione degli insediamenti sul litorale, al rilancio dei porti turistici e delle borgate marinare.

Tutte le iniziative programmate rientrano in un quadro complessivo che tiene conto delle esigenze legate alla tutela ambientale, alla balneabilità del mare, al recupero e al rilancio delle aree costiere, alla nascita di nuove strutture e servizi, alle dotazioni infrastrutturali e, in generale, agli aspetti economico ed occupazionali, con il fine ultimo di rivitalizzare il tessuto economico-produttivo e culturale e favorire la fruizione del mare da parte dei cittadini.

 

LA PRIMA FASE D’ATTUAZIONE DÀ PRIORITÀ AL DISINQUINAMENTO

Il piano risponde ad una logica complessiva che, per la prima volta, riconduce a una visione unitaria, coerente e sistematica i vari aspetti legati alla valorizzazione della costa: risanamento ambientale, infrastrutture, servizi, crescita economica. In questa cornice, l’obiettivo strategico primario è il miglioramento della qualità ambientale attraverso la bonifica delle acque marine, il completamento del sistema fognario e, più in generale, l’eliminazione dei fenomeni di degrado e abbandono.

È questa, infatti, la pre-condizione necessaria per poter creare ulteriori dotazioni infrastrutturali, attivare il processo di riordino e mettere in moto meccanismi virtuosi ed autonomi di riqualificazione, con lo sviluppo di nuove attività economiche a indirizzo turistico e la partecipazione di investitori privati.

La prima fase d’attuazione, quindi, riguarda soprattutto il disinquinamento delle acque marine, attraverso la creazione di nuovi impianti fognari. Nel suo insieme, la prima fase d’attuazione del piano di risanamento della costa comprende interventi per una spesa di circa 135 milioni di euro.

Accanto alle opere per il disinquinamento figurano: il consolidamento e la riqualificazione dell’ex discarica di Acqua dei Corsari; la realizzazione del parco urbano costiero fra il porticciolo di Bandita e la foce del fiume Oreto; il contratto di quartiere Bandita, che comprende il piano regolatore del porticciolo turistico di Bandita e un nuovo insediamento di edilizia sperimentale eco-compatibile; il riordino del porticciolo di S. Erasmo; la ridefinizione del Foro Italico con la creazione di un canale navigabile e di un’isola; il parco archeologico del Castello a Mare; la riconversione di due testimonianze di archeologia industriale, l’ex Chimica Arenella e l’ex Manifattura Tabacchi.

Viabilità al servizio della costa. Al piano di interventi sulla costa si collegano, poi, alcuni speciali progetti per la viabilità. Si tratta, innanzitutto, delle due nuove strade di accesso al porto dalle periferie nord e sud, da realizzare parzialmente in sotterranea (le grandi arterie andranno dal porto a Villabate e alla via Belgio, e viceversa).

Altre nuove vie di accesso verranno realizzate verso le borgate marinare di Mondello, Sferracavallo e Arenella. Tra gli interventi per la viabilità va ricordata anche la strada che collegherà l’ex chimica Arenella a via Ammiraglio Rizzo.

Costo totale e fonti di finanziamento. Considerando sia le opere della prima fase di attuazione sia quelle da realizzare nella fase successiva (alcune delle quali in attesa di copertura finanziaria), il Piano di risanamento e di rilancio della costa prevede una spesa totale di oltre 310 milioni di euro, con una partecipazione di capitali privati.

Gli interventi per la costa inseriti nel piano fanno riferimento a diversi strumenti di previsione, tra cui Contratti di quartiere, Prusst, Piano triennale di tutela ambientale (Ministero dell’Ambiente), Pit “Palermo capitale del Mediterraneo”.

Tra le fonti di finanziamento figurano l’ex Cassa per il Mezzogiorno, i fondi Cipe per l’accordo di programma quadro fra Comune e Autorità portuale, lo stesso Comune di Palermo, il Governo nazionale, la Regione, la Provincia, il Por Sicilia 2002-2006.

 

IL PIANO GENERALE: ECCO TUTTI GLI INTERVENTI

      Disinquinamento fascia costiera sud-est: normalizzazione degli scarichi nel porto industriale (costruzione di uno “sgrossatore”, cioè una vasca di modulazione per inviare all’impianto di depurazione le acque nere diluite), adeguamento dell’impianto di depurazione, altre opere fognarie fra l’Acquasanta e la foce del fiume Oreto.

Stato di attuazione: per la normalizzazione degli scarichi nel porto industriale, la procedura è curata dall’Autorità portuale.
L’Amap si sta occupando della procedura per l’adeguamento e il potenziamento dell’impianto di depurazione di Acqua dei Corsari.
Le opere fognarie previste nel tratto di litorale fra l’Acquasanta e la foce del fiume Oreto sono tutte comprese in un appalto integrato che l’Amministrazione ha assegnato nel novembre 2006. La ditta aggiudicataria ha ricevuto dall’Amministrazione il progetto definitivo, ne redigerà la versione esecutiva e, quindi, eseguirà i lavori. Il progetto comprende: la costruzione di una "condotta premente" fino a piazza della Pace, corso Scinà, via Quintino Sella e via Puglisi; la realizzazione del collettore Sturzo, che passerà sotto le vie Roma e Cavour per ricollegarsi al collettore Cala, attualmente in costruzione; e il potenziamento di tutte le strutture già realizzate nell’ambito dei lavori per il disinquinamento della Cala (la stazione di pompaggio di Porta Felice, la "condotta premente" e la cosiddetta "vasca di pioggia"), per adeguarle ai maggiori carichi idrici. Previsto anche il potenziamento dell’impianto di sollevamento esistente nell’area dei cantieri navali. L’importo complessivo è di 24 milioni e 600 mila euro: circa 10 milioni a mutuo, il resto proveniente dall’Accordo di programma quadro per le risorse idriche (fondi europei erogati dalla Regione).

Contratto di quartiere Bandita: piano regolatore per l’ampliamento del porto di Bandita, edilizia residenziale sperimentale, strada di accesso all’edilizia sperimentale, mercato del pesce.

Stato di attuazione: per quanto riguarda il porticciolo, il piano regolatore portuale è già stato elaborato. La Regione ha rinviato al Ministero dell’Ambiente la decisione in merito alla valutazione sull’impatto ambientale, necessaria per l’approvazione definitiva.
Anche i progetti esecutivi dell’edilizia residenziale sperimentale e della relativa strada di accesso sono già stati approvati in linea tecnica con le relative varianti urbanistiche. È in corso l’adeguamento del quadro economico nelle parti soggette a variazione in conseguenza dell’entrata in vigore del nuovo prezziario regionale e della nuova normativa sulle espropriazioni.

Recupero dell’ex discarica di Acqua dei Corsari: consolidamento del piede della discarica e successiva riqualificazione delle aree interne.

Stato di attuazione: per quanto riguarda il consolidamento del piede della discarica, i lavori sono iniziati nel giugno 2007.
L’intervento, il cui importo complessivo è di 5 milioni e 164 mila euro, punta a stabilizzare il “piede” della discarica (cosiddetto “mammellone”) con la sistemazione della fascia esterna e la creazione di una scogliera protettiva sommersa a circa 70 metri dalla battigia, che si estenderà per oltre 500 metri di fronte all’asse costiero. È prevista, inoltre, l’utilizzazione di particolari tecniche e materiali, fra cui teli di “geo-tessuto”, per addolcire il dislivello fra il cumulo di detriti e il piano della spiaggia.
La parte esterna della discarica sarà anche sistemata a verde con erbe radicolari, particolarmente indicate per consolidare il terreno. La formazione del “mammellone” risale agli anni Sessanta, quando, durante il boom edilizio, l’area veniva utilizzata come deposito di terra e sfabbricidi. Negli anni, per effetto delle correnti, il materiale di risulta eroso dalle correnti è stato ridistribuito lungo tutto il litorale, che si è trasformato, di fatto, da scogliera bassa in spiaggia di terriccio, con conseguenti alterazioni dell’habitat marino.
Per quanto riguarda la riqualificazione delle aree interne, la progettazione è allo stadio preliminare.

Parco urbano costiero, fra il porto di Bandita e la foce dell’Oreto: nuovi edifici di servizio per i pescatori e riqualificazione di alcuni edifici esistenti, un pontile con terrazza e belvedere-passeggiata sul mare, allestimento a verde lungo tutto il litorale, un parcheggio, nuovi varchi a mare, una pista ciclabile, riqualificazione della discarica di Romagnolo e altri interventi di recupero. Il Parco urbano costiero è suddiviso in cinque tratti denominati: Foce del fiume Oreto; tratto 1A, dalla colonna dell’Immacolatella allo stabilimento Virzì; tratto 1B, da via Tinnirello a via Albicci; tratto 1C (discarica di Romagnolo); tratto dall’ex ristorante Renato al porto di Bandita.

Stato di attuazione: la fase progettuale e le procedure sono a carico della Provincia regionale, che è anche l’ente finanziatore.

      Porticciolo turistico di S. Erasmo (potenziamento funzionale).

Stato di attuazione: la procedura è di competenza dell'Autorità portuale.

      Ridefinizione del Foro Italico: realizzazione di un’isola e di un canale navigabile nel fronte a mare.

Stato di attuazione: la procedura è di competenza dell'Autorità portuale.

         Parco archeologico del Castello a Mare: completamento del restauro; “annegamento” della parte settentrionale del molo trapezoidale, per restituire al porto della Cala la sua antica configurazione; recupero delle aree occupate da capannoni industriali (col trasferimento delle attività).

Stato di attuazione: i lavori, interamente finanziati nell’ambito del Pit “Palermo capitale dell’Euromediterraneo”, sono iniziati nell’autunno 2006. L'importo complessivo dell'intervento è di 5 milioni e 164 mila euro.
L’intervento punta al recupero dell’area attraverso la riqualificazione dell'antico porto, la creazione di una passeggiata a mare e la valorizzazione dell'accesso dal mare al centro storico della città, nonché la ristrutturazione del terminale dell'antico mercato oggi ancora attivo.
Il Castello a mare si trova tra il porto industriale e il porticciolo turistico della Cala. Fondato in età musulmana, sede dell'inquisizione e prigione borbonica nell’Ottocento, è uno dei complessi architettonici più antichi della città di Palermo: una volta recuperato ospiterà spettacoli, manifestazioni promozionali e turistiche.
Il progetto mira, in particolare, al recupero e alla riscoperta dei resti delle strutture murarie del maschio arabo del castello, alla sua ambientazione nel contesto dell'antico porto della Cala e, quindi, al contemporaneo ripristino di un'area fortemente degradata sul fronte a mare. Riemergeranno tutti gli elementi dell'antico insediamento e dell’antica sagoma del porto. La parte su strada sarà configurata a raso per non nascondere i reperti archeologici, mentre la cortina edilizia sulla Cala sarà il filtro tra l'intervento ed il recupero dei ruderi dell'antica fonderia, che costituiranno, insieme alla sistemazione a verde degli ampi spazi antistanti, l'ingresso dal mare al centro storico della città.
Saranno creati un parco archeologico-monumentale, secondo le prescrizioni del Ppe (Piano particolareggiato esecutivo) del centro storico, e un percorso didattico guidato con strumenti di orientamento su base informatica e di fruizione e percezione diretta, anche attraverso postazioni didattiche lungo il percorso all'interno del complesso.

 

Disinquinamento della fascia costiera nord-ovest: completamento del collettore nord-occidentale (acque bianche), rete fognaria Tommaso Natale – Sferracavallo, rete fognaria dell’Arenella – Vergine Maria.

Stato di attuazione: per quanto riguarda la rete fognaria Tommaso Natale – Sferracavallo, della progettazione si sta occupando l’Amap.
Per quanto riguarda la rete fognaria Arenella – Vergine Maria, nella primavera 2008 sono stati avviati i lavori. Previsti 15 chilometri di collettori per le acque nere e 10 per le acque bianche, più quattro impianti di sollevamento per spingere i reflui verso il bacino di raccolta, che si trova ai cantieri navali. L’importo complessivo è di 9 milioni e 558 mila euro: 6 milioni e 839 mila da finanziare a mutuo, la parte restante con vecchi fondi comunitari già nelle casse del Comune. Il nuovo sistema fognario di Arenella e Vergine Maria permetterà di intercettare tutti gli scarichi che attualmente finiscono in mare e di immetterli nella rete per lo smaltimento.
Per quanto riguarda il progetto del collettore nord-occidentale, è in corso l’iter finalizzato alla valutazione sull’impatto ambientale.

Piano regolatore del porto turistico di Sferracavallo

Stato di attuazione: le possibili soluzioni di piano per il completamento, la messa in sicurezza e la tutela ambientale del porticciolo sono state elaborate. La Regione ha rinviato al Ministero dell’Ambiente la decisione in merito alla valutazione sull’impatto ambientale, necessaria per l’approvazione definitiva.

Completamento del porto di Capo Gallo e nuova strada di accesso

Stato di attuazione: il progetto è in fase di definizione. Prima della stesura finale sarà acquisita una relazione sull’impatto che le soluzioni prospettabili avrebbero rispetto alla flora e alla fauna marina.

Recupero e riqualificazione della ex Chimica Arenella: previsti, su 24 mila metri quadrati complessivi, due interventi di recupero che riguardano urbanizzazione primaria, riqualificazione dell'area costiera e realizzazione di spazi espositivi.

Stato di attuazione: Per quanto riguarda la tutela dell’area costiera davanti alle fabbriche dismesse, nel marzo 2008 sono stati inaugurati i lavori del primo stralcio (un tratto di circa 220 metri lineari al confine col porticciolo). L’importo complessivo del progetto è di 2 milioni e 582 mila euro. Il terreno sarà ripulito dalle pietre e parzialmente ricostituito con l’aggiunta di sabbia riportata. Prevista anche una barriera protettiva sommersa a una settantina di metri dalla battigia, grazie alla quale si potranno prevenire gli effetti delle mareggiate.
Predisposto, e approvato dalla Giunta comunale nel luglio 2007, anche il primo stralcio del progetto definitivo per le opere di urbanizzazione previste su aree di cui l’Amministrazione ha la piena disponibilità. Il piano, che ha un importo complessivo di 8 milioni e 712 mila euro, comprende il recupero di due padiglioni da destinare ad attività espositive e la realizzazione delle dotazioni di servizio. I lavori saranno affidati mediante appalto integrato (progettazione esecutiva e costruzione a cari della ditta appaltatrice). Gli spazi esterni saranno allestiti con percorsi pedonali, piazzole di sosta, panchine, vasche d’acqua e vegetazione mediterranea. Nei capannoni da ristrutturare saranno fatte opere di consolidamento e recupero architettonico. Previsti anche un parcheggio interrato e gli impianti d’illuminazione, idrico e fognario.
Con l’ulteriore e successivo stralcio del progetto, poi, sarà creata anche una terrazza panoramica davanti al mare, che prenderà il posto di un capannone ancora da sgomberare e da demolire (lo sgombero non si è ancora perfezionato per effetto di un contenzioso). Un’ulteriore fase riguarderà, infine, la ristrutturazione di un altro padiglione.

 

Recupero e riuso della ex Manifattura Tabacchi

Stato di attuazione: nel corso del 2006 una ditta privata ha presentato, nell'ambito del PRUSST, un progetto per adibire la ex Manifattura Tabacchi a centro polifunzionale con struttura commerciale, parcheggio, e bed & breakfast.

        Bonifica della discarica di Vergine Maria

Stato di attuazione: progetto preliminare.

Percorso delle due tonnare: ristrutturazione della Tonnara Bordonaro, ampliamento del porticciolo dell’Arenella, percorso pedonale panoramico.

Stato di attuazione: il riuso della Tonnara Bordonaro è stato realizzato attraverso un progetto di privati. L’ampliamento del porticciolo dell’Arenella rientra in un progetto portato avanti dall’Autorità portuale. Progetto preliminare per quanto riguarda il percorso pedonale panoramico.

Istituzione delle Riserve naturali di Capo Gallo

Stato di attuazione: l’iter si è completato il 24 luglio 2002, cioè appena due settimane dopo la presentazione del Piano, con il decreto ministeriale che ha istituito dell’area marina protetta denominata “Capo Gallo – Isola delle Femmine”, affiancata alla preesistente riserva terrestre naturale “Capo Gallo”.

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