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Conferenza stampa di venerdì 22 aprile 2005
PARCO D’ORLEANS, OGGI IL VIA AI LAVORI CHE DURERANNO
2 ANNI Oltre 25 ettari di superficie, quarantamila piante e una fitta trama di boschi, prati, percorsi pedonali e piste ciclabili. Sono i “segni particolari” del Parco d’Orleans, progetto che darà vita alla più grande area a verde della città dopo il Parco della Favorita e che, da oggi, è a tutti gli effetti work in progress. Stamattina il sindaco Diego Cammarata ha tenuto a battesimo il cantiere, con la consegna ufficiale dei lavori all’impresa appaltatrice. Dopo le operazioni preliminari (qualche settimana per ripulire e posizionare la recinzione), inizierà la riqualificazione della vasta area compresa fra la cittadella universitaria, via Ernesto Basile, corso Pisani e piazza Turba. Un’opera imponente che sarà completata nel giro di due anni, con una spesa complessiva di circa 8 milioni di euro. “Il Parco d’Orleans – sottolinea il Sindaco – è un’opera di rilevanza storica, poiché rappresenta il primo grande “polmone” verde che si realizza a Palermo da cinquant’anni a questa parte. L’ampliamento degli spazi di vegetazione in città è un preciso impegno che abbiamo assunto e che stiamo mantenendo, come dimostrano i molti interventi di riqualificazione già compiuti in tutto il territorio, dal centro alle periferie. Il Parco d’Orleans – aggiunge Cammarata – sarà un luogo in cui cittadini e turisti potranno trascorre il tempo libero riscoprendo il pieno contatto con la natura. Con questo intervento, inoltre, Palermo recupera un pezzo importante della sua memoria storica, l’antico Giardino d’Orleans, e una vasta area urbana che da molti anni era in stato di totale degrado e abbandono”.
Previsto nel Pit “Palermo capitale dell’Euromediterraneo”, con finanziamenti ex Agensud e Por Sicilia, il nuovo parco racchiuderà gran parte di quello che, fino agli inizi del XX secolo, era il Giardino d’Orleans. Quest’ultimo, in origine, si sviluppava lungo il fiume Kemonia ma oggi, come uniche testimonianze del suo aspetto iniziale, rimangono soltanto le tracce degli antichi viali. Il nuovo allestimento punta a creare un paesaggio dai connotati essenziali, ma sicuramente suggestivi, nei quali si potrà cogliere la rievocazione del “giardino perduto”. Sarà creato un sistema di “macchie” alberate, in contrapposizione a prati (30 mila metri quadrati di manto erboso) e altre radure, e un lungo ruscello attraverserà la zona centrale. Oltre al mantenimento degli esistenti alberi di Bagolaro e degli agrumeti, il progetto prevede la piantumazione di 2.400 alberi e quasi 38 mila arbusti, con una prevalenza di essenze mediterranee. Ci saranno, inoltre, itinerari per pedoni e ciclo-amatori e spazi destinati ad attività ludico-ricreative. Fra questi, un teatro all’aperto, un’area di circa mille metri quadrati riservata al gioco dei bambini e, ancora, una pista di pattinaggio, un campo da bocce e un percorso da training. Sarà anche restaurata una villa ottocentesca (Villa Forni) i cui locali si utilizzeranno per il servizio accoglienza. Gli ingressi al parco saranno tre: da via Ernesto Basile, a pochi passi dal nuovo parcheggio in costruzione; da via Altofonte (prosecuzione del corso Pisani); da Villa Forni (corso Pisani). A eseguire i lavori è l’associazione temporanea di imprese formata da “Tecnital spa” di Catania, “Agricoltura e giardinaggio” di Palermo e “Icaro Ecology srl” di Gela, che ha vinto la gara d’appalto con un ribasso del 38,09 per cento su una base d’asta iniziale pari a circa 8 milioni e mezzo di euro. L’importo complessivo, al lordo del ribasso d’asta e delle somme per oneri e spese varie (Iva, sicurezza, espropriazioni ecc...), è invece di 11 milioni e 400 mila euro. Il tempo contrattuale assegnato per portare a termine i lavori è di 720 giorni. L’intervento è curato dall’assessorato all’Urbanistica.
IL PARCO D’ORLEANS
Il parco avrà un’estensione di oltre 255 mila metri quadrati e comprenderà parte di quello che fino ai primi del XX secolo era il “Giardino d’Orleans”, a sud-est del nucleo antico della città. Il “vecchio” giardino, del quale rimane poco o nulla, fu fondato intorno al 1812 per iniziativa di Luigi Filippo Orleans. Per l’arredo a verde si utilizzarono piante provenienti dal Real Parco della Favorita e l’area fu suddivisa in tre sezioni: “giardino”, “prato” e un vasto “boschetto” a sud della tenuta, a mo’ di giardino all’inglese. Il Parco d’Orleans, quindi, nel secolo scorso, presentava una parte ornamentale e ricreativa adiacente all’omonimo palazzo, e una molto più estesa in cui prevaleva la componente paesaggistica. Oggi questo terreno è caratterizzato da campi adibiti a pascolo, vegetazione mediterranea (ginestra, lentisco ecc...) e spazi coltivati (soprattutto agrumeti), ma anche da ampie zone sterrate in stato di degrado e abbandono. Sono presenti, inoltre, edifici di rilevanza storica, come l’ottocentesca Villa Forni, che sarà restaurata. Tenendo conto dell’attuale morfologia dell’area e dei suoi aspetti più caratteristici (il solco che un tempo era l’alveo del fiume Kemonia, oggi prosciugato), il progetto del nuovo parco disegna “macchie” omogenee di vegetazione, una sistema di viali sia pedonali che ciclabili e un bacino d’acqua in forma di ruscello, che si espande fino ad assumere i connotati di un laghetto. La precisa caratterizzazione dei boschetti, con l’alternanza fra alberi sempreverdi e ad alto fusto con foglia caduca, ma anche le radure, disposte secondo una successione di prospettive, creeranno nel visitatore che attraversa il parco più di un effetto-sorpresa: dal color rosa dei mandorli si passa al verde scuro del boschetto di querce, dai filari di palme ai gruppi di olmi e cipressi, per arrivare agli esemplari di bagolaro e agli agrumeti accanto alla Villa Forni (Giardino delle Esperidi).
IL GIARDINO ZONA PER ZONAIl nuovo Parco d’Orleans si articola in zone che si caratterizzano ciascuna per specifica configurazione e, quindi, per una precisa identità.
Il boschetto di querce, composto essenzialmente da due specie arboree e da alcune varietà di arbusti, si addentra fino a contornare una radura circolare, a ridosso dell’anfiteatro, dove la componente paesaggistica è legata alla naturalità del bosco e ai significati simbolici ad esso legati.
Il boschetto di conifere, invece, formando una sorta di cintura arborea, è la barriera visiva tra il parco e la cortina edilizia dell’area urbana circostante. Comprende varietà di pino e cipresso.
Il boschetto di Caducifolie (alberi a foglia caduca) si addentra nel parco come quello di Querce, fino all’attuale macchia mediterranea e al laghetto, con un sistema di piccoli gruppi arborei distribuiti su aree a prato. Quest’area si estende da Villa Forni al confine nord del parco, e comprende alberi come la robinia, il platano, l’ippocastano, l’olmo, oltre ad arbusti come il lentisco e il viburno.
Le aree di macchia mediterranea si collocano al confine nord est, accanto all’Università degli Studi, nel vecchio alveo del fiume Kemonia. Il progetto prevede raggruppamenti di carrubi intervallati da arbusti di lentisco e palme nane. Qui si è ritenuto più idoneo mantenere la l’ambiente naturale già consolidatosi.
La radura delle palme, contornata dal boschetto di querce, si estende per oltre novemila metri quadrati, con un andamento circolare. Comprende gruppi di Wanshingtonie e Phoenix dactylifera e anche un insieme di Ficus magnoloides. Il perimetro è definito da un doppio filare di palme ad emiciclo.
La “collina delle succulente” sorge accanto alla radura delle palme e si sottrae, sostanzialmente, al criterio della fedele ricostruzione, privilegiando la funzione puramente estetica con un frammento di paesaggio inesistente in natura. Il nome deriva dalle specie arboree utilizzate: le “succulente” prevalenti sono l’agave, l’Aloe arborescens e la Opuntia ficus indica, quest’ultima nelle varietà tradizionalmente coltivate nella conca d’oro.
Il mandorleto si sviluppa su un’area pianeggiante fino a contornare la radura circolare e la collina delle “succulente”, per poi proseguire in ordine sparso intorno all’anfiteatro alla zona-gioco per i bimbi. La specie arborea prevalente è il Prunus amygdalus.
Il teatro all’aperto e il laghetto. La penisola su cui sorge il teatro è un luogo molto suggestivo, lambito dal laghetto e collegato al parco da un ponte in legno. La capienza è di 500 spettatori circa. Il dislivello formato dal vecchio alveo del Kemonia consente di realizzare il laghetto sfruttando la depressione naturale del terreno, con l’impermeabilizzazione del letto e dei fianchi e la realizzazione di vasche a tracimazione lungo la sezione longitudinale.
L’area da gioco per i bimbi si trova all’interno del mandorleto. Il punto è molto vicino sia all’ingresso principale di via Basile, sia alla radura delle palme, che è l’area destinata al tempo libero. Il luogo si riconosce per il filare circolare di Ficus microcarpa, che delimita lo spazio progettato.
La pista di pattinaggio e i campi da bocce sorgono su aree pianeggianti facili da raggiungere, all’interno del boschetto di Caducifolie, vicino al complesso di Villa Forni, sede del parco. Questa scelta garantisce un miglior supporto logistico alle strutture ludiche.
Percorso training. Si sono elaborati due percorsi training, che partono entrambi dal boschetto di conifere, attraversano il parco e si inoltrano fino al boschetto di querce. Il primo comprende cinque stazioni ed è lungo 1.200 metri, il secondo dieci stazioni dislocate su due chilometri di tracciato. Cartelli esplicativi suggeriranno un insieme di esercizi per la salute del corpo, con progressione di impegno e momenti di recupero. Si procede per tipologie: esercizi di riscaldamento e resistenza organica, esercizi per le articolazioni, respirazione e recupero, rafforzamento muscolare, coordinazione e agilità.
Il giardino delle “Esperidi” e villa Forni. La Villa Forni, per la sua posizione centrale, consente di svolgere funzioni culturali, di ristoro nonché di sede amministrativa del parco. La casena, che fu dimora dei nobili milanesi Colnago, sarà recuperata con interventi edilizi di restauro, per realizzare all’interno uffici amministrativi, magazzini per deposito materiali, un punto di ristoro e servizi igienici per il pubblico. Nell’area annessa prenderà forma il Giardino delle Esperidi, con bagolari, alberi di agrumi, nespoli e ulivi. La forma regolare, cinta da muri come nel giardino arabo o nell’hortus conclusus medievale, riprende un po’ la storia del giardino in Sicilia e conserva le colture siciliane accanto a quelle esotiche.
I padiglioni d’informazione e di servizio ristoro del parco. Gli edifici rurali già esistenti, ad eccezione del padiglione d’ingresso (da realizzare ex novo), vengono riutilizzati per servizi d’informazione all’utenza, come punti ristoro e per le funzioni di vigilanza.
LA VEGETAZIONE
Famiglia genere/specie/varietà
AGAVACEAE Agave ferox Agave americ. marginata Agave attenuata Dracaena drago Furcraea marginata AIZOACEAE Carpobrotus sp. Mesembryanthemun sp. ANACARDIACE Pistacia lentiscus APOCYNACEAE Nerium oleanderBIGNONIACEAE Jacaranda mimosifolia
BUXACEAE Buxus macrophilla rotundifolia.CACTACEAE Opuntia ficus indica Opuntia rotundifolia Cereus sp. CAPRIFOLIACEAE Viburnum tinusCUPRESSACEAE Cupressus sempervirens sp. Juniperus horizzontalis FAGACEAE Quercus ilex Quercus suber
GRAMINACEAE Cynodon dactylonFestuca arundinacea Lolium perenne Pennisetum sp. Poa pratensis Stenotaphrum sp. HIPPOCASTANACEAE Aesculus hippocastanum LABIATE Lavandula spica sp. Rosmarinus officinalis sp. LAURACEAE Laurus nobilis sp. LEGUMINOSAE Acacia dealbataCeratonia siliqua Cercis siliquastrum Erythrina hoomeiRobinia ispida Robinia casque rouge Robinia pseudoacaciaLILIACEAE Aloe sp. Aloe arborescens Dasilirion sp. MIRTACEAE Mirtus communis sp.MORACEAE Ficus microcarpa Ficus magnoloides borzì OLEACEAE Olea europea sp. Phillyrea angustifoliaPhillyrea latifolia PALMACEAE Butia capitata Livistona australis Phoenix dactylifera Washingtonia Filifera Washingtonia Robusta Chamaerops humilis PINACEAE Pinus pinea Pinus halepensis Cedrus libani PLATANACEAE Platanus orientalis PLUMBAGINACEAE Plumbago capensis PUNICACEAE Punica granatum ROSACEAE Crataegus oxyacantha Cotoneaster horizzontalis Amygdalus communis Prunus avium Prunus pissardii Prunus serrulata Prunus subhirtella Rosa europeana RUTACEAE Citrus aurantium Citrus bergamia Citrus Limon Citrus medica Citrus mirtyfolia Citrus nobilis Citrus paradisi Citrus reticulata Citrus Sinensis Citrus fortunellas SALICACEAE Populus alba Populus nigra ItalicaSalix alba Salix caprea Salix viminalis ULMACEAE Celtis Australis Ulmus campestrisVERBENACEAE Lantana camara Lantana montevidensis |