Villa Niscemi pagina 3 di 4 |
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| Quest'ultima sarebbe stata smembrata nel 1799, quando, essendo giunto a Palermo Ferdinando di Borbone insieme alla moglie Maria Cristina, in fuga da Napoli a causa della rivoluzione, il principe di Niscemi, insieme ad altri nobili suoi vicini, quali il marchese Vannucci, il principe Malvagna, il duchino di Pietratagliata e il marchese Ajroldi, si offrì di donare parte | ![]() |
| delle proprie terre al re, affinchè i vari appezzamenti, tutti riuniti, potessero formare tutt'attorno, e ai piedi del monte Pellegrino, un vasto parco che costituisse riserva di caccia per il sovrano e oasi di pace per la consorte. La donazione fu poi trasformata, per volere del re, in un acquisto per censuazione, con canone, tuttavia, quasi irrisorio, mentre la vicina casina dei Lombardo, "alla cinese", veniva acquistata per essere adibita a casino di caccia e di feste private. | |