Opere realizzate o completate dal 2002

Centro storico e beni monumentali

Restauro del complesso monumentale di Sant’Anna

Il recupero storico-architettonico del complesso monumentale di Sant’Anna la Misericordia, portato a termine nell’autunno 2005, rappresenta il più grande intervento di restauro nel centro storico di Palermo dal dopoguerra a oggi.

Il gruppo edilizio, formato dal quattrocentesco palazzo Bonet e dall’adiacente convento francescano, di origine seicentesca, è destinato a diventare il più grande polo museale comunale: con i suoi quasi 5 mila metri quadrati di superficie, sarà la nuova sede della Civica Galleria d’arte moderna “Empedocle Restivo”, da quasi 100 anni ospitata “provvisoriamente” nell’elegante ridotto del Teatro Politeama.

Quello nato fra le architetture del Sant’Anna è a tutti gli effetti un nuovo luogo-simbolo della cultura. Tre i piani e oltre 4.700 metri quadrati la superficie complessiva, mettendo insieme ambienti interni ed esterni (fra questi, lo splendido chiostro del convento rimesso a nuovo). Ma, quel che più conta, 759 metri lineari di pareti utilizzabili nei 29 saloni espositivi, cioè più del triplo rispetto a quelli disponibili nei saloni del ridotto del Politeama. Una straordinaria vetrina per la ricca collezione di dipinti e sculture che ripercorre gli sviluppi delle arti figurative in Sicilia fra il tardo Settecento e i primi del Novecento, contenuta nella Civica Galleria (con opere, fra l’altro, di Carrà, Catti, Lojacono, Leto, Rutelli, Guttuso, Ximenes, De Maria Bergler, Sironi, Sciuti, Ugo e Civiletti). L’intervento di recupero, con alcune variazioni rispetto al progetto originario, ha permesso di realizzare, fra l’altro, sale per mostre temporanee e per attività didattiche, una biblioteca, un bookshop e una caffetteria.

Nel corso dei lavori, sono stati restaurati lo scalone monumentale, i solai in legno, le superfici affrescate e le murature. Recuperato anche il corpo di fabbrica destinato a caffetteria. Sono stati realizzati, inoltre, gli impianti indispensabili per il funzionamento del museo e per la buona conservazione delle opere (tutte apparecchiature “nascoste” in apposite nicchie o sottotraccia, per non pregiudicare l’impatto estetico). Fra gli elementi-chiave, l’apparato di illuminotecnica, formato, in ogni sala, da faretti montati su binari elettrificati, che potranno essere mossi per proiettare la luce su dipinti e sculture in base alle esigenze espositive.

Installati anche gli impianti idrico e antincendio, con relative centraline, quello elettrico per la produzione, trasformazione e distribuzione di energia, e quelli di climatizzazione, antintrusione, di videocontrollo e di diffusione sonora, oltre a due nuovi ascensori e ad una scala di collegamento con il secondo ed il terzo piano. A ciò si aggiungono i servizi e le opere di finitura, tra cui intonaci, infissi interni ed esterni, pavimentazioni interne e negli spazi esterni, tra cui il chiostro. L’opera di recupero è stata eseguita in circa tre anni, con un appalto partito nei primi mesi del 2002.

Un primo intervento di restauro si era concluso nel gennaio del 2000 ed aveva riguardato soprattutto palazzo Bonet, con l’eliminazione di tutte le sovrastrutture che avvolgevano il complesso monumentale. Furono eseguite opere di consolidamento e di restauro, si ripristinarono le coperture, e furono recuperati i fronti esterni e il colonnato del chiostro.

Ubicato nel cuore del centro storico, dove sorge l’antico mercato dei Lattarini, il complesso di Sant’Anna la Misericordia tuttora, rispettivamente, i connotati dell’architettura residenziale di fine ’400, in stile gotico-catalano, con alcune bifore rimesse in luce (palazzo Bonet); e di una residenza conventuale seicentesca, che si articola attorno ad un magnifico chiostro con colonne in marmo grigio e arcate a tutto sesto, preceduto da un bel portale d’ingresso, d’impronta manierista, dei primi del ’600.

 

Come era

Importo complessivo: 7 milioni e 500 mila euro