Opere realizzate o completate dal 2002

Centro storico, beni monumentali e spazi per la cultura

Ex deposito delle locomotive

Un’architettura rinata, un caso esemplare di riqualificazione del territorio proprio là dove per lunghi anni il degrado ambientale aveva spadroneggiato. Più che una scoperta, forse, l’ex Deposito Locomotive di Sant’Erasmo, in via Messina Marine, può essere considerato una conquista: i lavori di ristrutturazione, conclusi alla vigilia di “Kals’Art” 2004, ne hanno totalmente cambiato il volto, trasformandolo, da rudere inservibile che era, in spazio polifunzionale al servizio della cultura.

L’origine dell’ex Deposito Locomotive risale alla fine dell’Ottocento ed è legata alla costruzione della linea ferroviaria a scartamento ridotto Palermo-Corleone, il cui tratto Palermo Villafrati fu attivato nel giugno del 1886, pochi giorni dopo l’inaugurazione della Stazione Centrale. Secondo gli esperti, è probabile che il grande padiglione abbia avuto, in alcuni periodi, una doppia destinazione: scalo merci e stazione passeggeri, oltre che deposito delle locomotive. Pare, inoltre, che la stazione di Sant’Erasmo comprendesse anche altre costruzioni, poi andate distrutte: un fabbricato viaggiatori, un magazzino merci e un piano caricatore al coperto, tutti ubicati sulla sponda opposta del fiume Oreto.

Suggestiva testimonianza di archeologia industriale, l’ex deposito è stato recuperato dopo quasi sette anni di tormentate vicende burocratiche. Sono stati effettuati lavori di consolidamento e restauro delle strutture in ferro e in ghisa e si è provveduto anche alla realizzazione di nuovi elementi in muratura. L’ex deposito si compone di un padiglione principale, che si estende per 48 metri in lunghezza e 30 in larghezza, e di un piccolo edificio di servizio annesso al primo. 

La struttura interna del corpo centrale, che porta i segni di varie trasformazioni subite nel tempo, si distingue per un particolare sistema di pilastri e capitelli. L’ambiente interno è sovrastato da un’originale trama di capriate in acciaio, con una copertura a falde incrinate. Caratteristiche anche le colonne in ghisa, tutte riallineate e rimesse a nuovo, e la pavimentazione dell’area esterna antistante, in lastroni di marmo Billiemi.

Importo complessivo: 3 milioni e 500 mila euro