Opere realizzate o
completate dal
2002
Centro storico e beni monumentali
Atrio di Palazzo Bonagia
Delizia del barocco palermitano, a lungo “dimenticato” dietro le quinte della via Alloro – un tempo luogo elettivo delle dimore nobiliari – Palazzo Bonagia è stato restituito alla città grazie ai lavori di bonifica e di sistemazione avviati dall’Amministrazione comunale.
Dopo i gravi danni subiti
a causa dei bombardamenti del ’43, l’immobile era rimasto pressoché inutilizzato
(vi operò, ma non ufficialmente, soltanto una ditta produttrice di accessori per
prefabbricati). Poi, all’inizio degli anni Ottanta, si registrò un nuovo crollo,
che rese le strutture del palazzo definitivamente inagibili. L’ambientazione
degli spettacoli teatrali, tutta “en plein air”, è rappresentata, dunque, dalla
corte esterna, debitamente ripulita da sterpaglie e detriti. Sullo sfondo, la
doppia scalinata in marmo rosso che, in fondo all’atrio, preannunciava le
sontuosità dei saloni interni. Il Comune ha ottenuto l’uso dell’area per cinque anni per spettacoli e iniziative culturali, in virtù di un protocollo d’intesa con l’Azienda Ospedaliera Civico, attuale proprietaria dell’immobile. L’intervento per rendere fruibile l’atrio di Palazzo Bonagia ha interessato una superficie complessiva di 650 metri quadrati. I lavori sono stati sponsorizzati dalla Fondazione Banco di Sicilia. Lo spazio può contenere sino a 200 spettatori ed è dotato di tutti i servizi: luci, illuminazione scenografica, predisposizione per i servizi tecnici di palco come punti luci e torrette luci appositamente predisposte per il luogo. In una prima fase dei lavori, l’area è stata liberata dalle erbacce e dalle macerie, col contestuale riordino di numerosi reperti lapidei. Si è anche provveduto a riaprire uno degli ingressi da via Alloro, e sono state intonacate diverse parti in muratura. Di particolare rilievo anche le opere conservative realizzate nella scalinata: le parti marmoree sono state puntellate con piccoli telai d’acciaio e neoprene, che hanno preso il posto dei tubi d’acciaio installati in passato, con un risultato migliore anche sotto il profilo estetico. Inoltre, sono state colmate e rivestite, con tufina e calce del tipo Lafarge, le cavità createsi col tempo nei gradoni di marmo rosso.
Appartenuto agli Stella e ai Valguarnera, duchi di Castel di Mirto e baroni di Bonagia, Palazzo Castel di Mirto Bonagia è fra le testimonianze più significative dell’architettura siciliana del XVIII secolo. Si trova in via Alloro (al numero civico 58), un tempo celebre per la presenza dei palazzi nobiliari più sontuosi della città. Nel 1750 Nicolò Palma rinnovò il prospetto lungo via Alloro. Otto anni dopo, Andrea Gigante progettò l’atrio con un originale scalone in marmo rosso di Castellammare, “protetto” da un’elegante trifora con un grande arco centrale sorretto da colonne. L’arco era sormontato da una balaustra e tutto l’atrio fu decorato con stucchi in stile rococò. Durante la seconda guerra mondiale, Palazzo Bonagia venne in buona parte distrutto dai bombardamenti. Altri cedimenti si verificarono dopo il sisma del ’68 e un ulteriore crollo, che riguardò alcuni saloni a ridosso della facciata, si registrò negli anni Ottanta. Dell’originaria struttura, oggi, rimangono l’atrio, la scalinata e un’ala dell’immobile. Alcuni interventi di consolidamento sono stati realizzati, a partire dagli anni Ottanta, su iniziativa della Soprintendenza regionale ai Beni culturali, per la stabilizzazione di alcuni solai e la copertura dello scalone. Il rafforzamento di alcune altre parti edificate e, soprattutto, di coperture e architravi, si è reso possibile, poi, con i fondi stanziati in occasione della conferenza Onu sul crimine transnazionale (di queste opere manca soltanto il collaudo). Importo complessivo: 225 mila euro |