Opere realizzate o completate dal 2002

Centro storico e beni monumentali

Palazzo La Rosa

Il completamento del recupero di Palazzo La Rosa, realizzato con un appalto del 2004, ha consentito di ridare splendore a un tassello importante della via Alloro, la strada delle antiche dimore nobiliari.

L’intervento ha riguardato le opere di finitura nelle parti interne dell’edificio, di cui il Comune divenne proprietario a inizio anni Ottanta in seguito ad espropriazione: infissi, intonaci, impianti elettrico e di riscaldamento (la prima tranche del restauro era stata portata a termine tre anni prima). I lavori hanno reso nuovamente fruibile l’immobile, che era rimasto a lungo inutilizzato e che è destinato a ospitare uffici comunali. Il progetto è stato finanziato con con fondi europei del programma “Urban”.

Il Palazzo La Rosa, in origine palazzo Pucci di San Giuliano, ha origini settecentesche, ma nell’Ottocento subì ampi rimaneggiamenti. Da ricerche storico-archivistiche e dall’analisi urbanistica del contesto, è emerso che si tratta, probabilmente, del primo edificio costruito sull’importante asse storico di via Alloro.

Il loggiato interno richiama la struttura originaria, mentre altri elementi sono riconducibili alle modificazioni successive: il palazzo venne riconfigurato tra il 1794 ed il 1795 dal barone di San Giuliano, e a quell’epoca risalgono gli interventi relativi allo scalone, ai piani ammezzati e all’allestimento del piano nobile, con la tipica disposizione degli ambienti in successione.

In seguito al cambiamento della proprietà e alle mutate esigenze, nella seconda metà dell’Ottocento, il palazzo fu al centro di ulteriori cambiamenti. Si realizzò, ad esempio, il disimpegno di ingresso, con la riquadratura delle pareti e della volta mediante intonaci che riprendevano motivi marmorei. Fu aggiunto, inoltre, un ovale decorativo in terracotta invetriata.

L’intervento portò anche alla sopraelevazione di un piano, con la suddivisione degli ambienti e le decorazioni pittoriche delle volte a incannucciato. Era, infatti, il periodo della trasformazione delle dimore nobiliari monofamiliari, con il tipico schema del piano nobile e dei piani cadetti, in abitazioni autonome distribuite per piani. Attualmente, dell’originario apparato decorativo rimangono l’androne, la scala monumentale, le volte affrescate in tre saloni e qualche altro affresco al primo piano.

Importo complessivo: 692 mila euro