Opere realizzate o completate dal 2002

Centro storico e beni monumentali

Palazzo Natale di Monterosato

Nel settembre 2006, dopo circa tre anni di lavori, è tornato al suo fascino settecentesco Palazzo Tommaso Natale di Monterosato, che prospetta su via Garibaldi, l’antica strada di Porta Termini.

Il generale stato di degrado dell’edificio, sottolineato da parziali crolli, ha reso necessario un radicale intervento di consolidamento delle strutture e in parte anche il loro rifacimento. L’intervento di recupero ha puntato al restauro e al ripristino funzionale dell’immobile, che è stato dotato anche degli impianti tecnologici. Sono stati rimessi a nuovo gli apparati decorativi, le strutture, lo scalone monumentale, i collegamenti verticali, le coperture, gli intonaci, gli infissi, le pavimentazioni e gli impianti. L’immobile sarà destinato ad attività culturali e a sede  di rappresentanza.

L’edificio fu costruito all’inizio del XVIII per volontà di Tommaso Natale, marchese di Monterosato, poeta, filosofo e giurista di grande fama, come ricorda la lapide ancora oggi visibile sulla facciata del palazzo. Fu, poi, sontuosa dimora ottocentesca del conte Tommaso Manzone (erede del marchese Natale, per averne sposato l’unica figlia), il quale ne rinnovò il prospetto in forme neoclassiche. Poi, decaduto, venne lasciato in abbandono fino al crollo di alcune strutture interne.

In linea con la tendenza dello sviluppo monumentale nelle principali strade della Palermo di allora, il palazzo ingloba edifici preesistenti di epoche diverse, contribuendo così a rinvigorire la monumentalità già attestata dagli edifici prospicienti, come Palazzo Ajutamicristo e il complesso dello Scavuzzo. La presenza di stratificazioni è evidenziata soprattutto dal prospetto orientale che si affaccia sull’antica via dei Maestri d’Acqua, poco coinvolto dai mutamenti che si sono verificati nel corso dei secoli e che hanno influito in modo piuttosto evidente sulla distribuzione degli spazi interni.

Particolarmente evidente è la funzione dello scalone monumentale, che conduce unicamente al piano nobile, mentre il collegamento con gli altri livelli è demandato ad alcune rampe la cui distribuzione può apparire caotica e a volte casuale (conseguenza, appunto, delle modificazioni indotte dai cambiamenti d’uso succedutisi nel tempo).

Alla fine dell’800, l’ultimo erede della famiglia cedette l’immobile a un’opera pia, che per una cinquantina d’anni lo utilizzò per attività di assistenza ai bambini disagiati prima di darlo in affitto all’Arma dei Carabinieri.

Importo complessivo: 4 milioni e 497 mila euro