Opere realizzate o completate dal 2002

Centro storico e beni monumentali

Villa Ranchibile

Nuovo smalto per la facciata monumentale di villa Ranchibile. Con i lavori conclusi nella primavera 2006 (appalto assegnato nel 2004) è stata restituita l’originaria bellezza al prospetto – circa 72 metri di estensione – dello storico edificio racchiuso fra via Libertà e piazza don Bosco.

I lavori di manutenzione straordinaria hanno permesso di eliminare lo stato di degrado dell’intonaco e i danni provocati da infiltrazioni d’acqua e umidità. Sono stati “ripresi”, inoltre, gli elementi decorativi (gruppi scultorei, vasi in pietra arenaria etc…) e si è provveduto a sostituire gli infissi, a ripristinare ringhiere ed elementi in ferro, a impermeabilizzare e pavimentare la terrazza.

Edificata agli inizi del Settecento, per volere del conte Domenico Antonio Gravina, la villa Ranchibile nacque come dimora nobiliare di campagna ed è fra le ultime testimonianze del modo aristocratico, tipico dell’epoca, di intendere la villeggiatura.

La villa venne completamente rimaneggiata alla fine del secolo, quando diventò proprietà dei Monroy di Pandolfina. Nel 1787 la principessa Anna Maria Monroy Riccio comprò la casina e pensò di ristrutturarla radicalmente, affidando l’incarico all’ingegnere e architetto Venanzio Marvuglia. L’opera, però, fu compiuta nei primi anni dell’800 dal figlio, Alessandro Marvuglia.

Questi disegnò il grande cortile di ingresso, modificò le finestre, semplificò gli stipiti, gli architravi e anche il cornicione lungo tutto il prospetto, “risparmiando” gli ornati barocchi del periodo precedente. Inizialmente, la villa era inserita in una grande tenuta, che fu ridimensionata alla fine dell’800 con il “taglio” della via Libertà.

Nel 1936 la villa venne ceduta ai Padri Salesiani (gli ultimi ad abitarvi furono i Samonà-Monroy), e fu trasformata in struttura scolastica, con l’ampliamento del fabbricato e la realizzazione dei campi da gioco. Attualmente vi ha sede l’istituto “Don Bosco”.

Strutturato su due piani, con portale contornato da coppie di colonne, l’edificio tradisce il passato settecentesco solo nel fastigio centrale, dove campeggia ancora lo stemma di casa Gravina. Fra gli ornamenti, da notare anche il trofeo romano sopra il balcone centrale e i leoncini in marmo. Secondo gli studiosi, alcuni elementi della facciata di villa Ranchibile sono una chiara derivazione dell’arredamento stile “Luigi XVI”. Villa Ranchibile figura tra i beni sottoposti alla tutela della sovrintendenza regionale.

Importo complessivo: 311 mila euro