Opere realizzate dal
2002
Parchi e giardini storici
Restaurato il parco statuario del Giardino Inglese
Trentuno, in tutto, gli
elementi scultorei recuperati, tra statue, cippi, busti e fontanelle,
espressioni della creatività di maestri siciliani: da Benedetto Civiletti a
Mario Rutelli, da Antonio Ugo a Ettore Ximenes. Le opere, disposte lungo i
percorsi del giardino, presentavano evidenti segni di degrado, provocati dagli
agenti atmosferici, da atti di vandalismo, ma anche dall’incuria in cui erano
state lasciate per anni. Fra i monumenti restaurati c’è anche la statua equestre
che raffigura Giuseppe Garibaldi, posta nel parterre di fronte al giardino (oggi
intitolato a Giovanni Falcone e Francesca Morbillo), opera bronzea di Giovan
Battista Ragusa sul cui basamento è collocato un leone in bronzo scolpito dal
Rutelli. E nuovo smalto è stato dato anche all’ottocentesca casa del custode, ridotta ormai quasi a un rudere. L’edificio, tirato a lucido con un’azione mirata sia alla conservazione che a un vero e proprio recupero formale-estetico e funzionale, è stato riportato al suo originario aspetto, in armonia con la riqualificazione dell’intero parco. Fra le parti della villa recuperate figurano anche l’imponente voliera per gli uccelli e la serra. Nell’ambito dei lavori, attraverso una ricerca negli archivi della Civica Galleria d’arte moderna “Empedocle Restivo”, e grazie anche ad alcune testimonianze, sono stati ritrovati e ricollocati decine di frammenti di statue di marmo, oltre alla mano di bronzo della Piccola vedetta lombarda, statua che si trova in prossimità dell’ingresso da via Libertà. I frammenti, tutti ben conservati, sono stati rinvenuti nei depositi della stessa Galleria. Inoltre, sono stati restaurati e ricollocati sui loro piedistalli originali due busti in marmo che ritraggono Felice Cavallotti e Nino Bixio, rinvenuti nei magazzini dei giardinieri del Giardino Inglese.
Nell’ambito dei lavori è
stato anche demolito un manufatto degradato che si trovava tra la Casa del
custode e l’attigua villa Pottino. L’edificio, ormai in disuso e pericolante,
aveva ospitato fino a quindici anni fa il laboratorio di un calzolaio. Nel ’91,
cessata tale attività, era stata emanata dal Comune un’ordinanza di demolizione
dell’immobile, mai eseguita fino ad ora. Al posto della vecchia e cadente
costruzione, è stato realizzato un prato. Sono stati rifatti, inoltre, circa
venti metri di recinzione della villa, laddove prima sorgeva il muro perimetrale
del manufatto. Il Giardino Inglese, realizzato tra il 1850 ed il 1853 su disegno di Giovan Battista Filippo Basile, si ispira ai canoni della tradizione anglosassone, sfruttando ed enfatizzando le caratteristiche orografiche del terreno, snodando percorsi con andamenti sinuosi e piccoli manufatti all’interno: padiglioni, fontane, statue, busti, cippi commemorativi, una serra ed una voliera. Il parco è strettamente connesso a quello che in origine fu chiamato lo Stradone della via Libertà, aperto nel 1848 a seguito della deliberazione adottata dal giovane e provvisorio Governo rivoluzionario siciliano, che ne comportò la suddivisione in due aree una di fronte all’altra: il Parterre Garibaldi, realizzato su un unico livello, nel quale si erge la statua equestre di Giuseppe Garibaldi, e il Bosco, nel quale si trova la maggior parte dei manufatti interessati dal progetto. Importo complessivo: 378 mila euro |