Opere realizzate dal 2002

Parchi e giardini storici

Il prato del Foro Italico

Circa 40 mila metri quadrati di manto erboso, viali, panchine e arredi ornamentali in ceramica. E ancora, un percorso ciclabile, un’illuminazione notturna particolarmente suggestiva e un’ampia promenade lungo-costa con panorama a perdita d’occhio.

Nell’autunno del 2005 Palermo ha “riconquistato” il prato del Foro Italico. Una grande “terrazza” realizzata in cinque mesi (lavori eseguiti da maestranze interne e delle aziende collegate al Comune) per far rivivere, dopo quasi 60 anni, quel legame tra mare e centro storico spezzato dalle vicende successive alla Seconda guerra mondiale: prima il progressivo accumulo delle macerie prodotte dai bombardamenti, poi le continue occupazioni abusive dell’area. Oggi, un’autentica oasi del tempo libero domina la scena tra il golfo e l’antico quartiere della Kalsa, con un originale allestimento dai connotati prettamente contemporanei.

Il progetto di riqualificazione è partito dall’idea di dare a tutta l’area del Foro Italico una più forte identità, ricongiungendo la splendida vista del golfo col tessuto urbano circostante, ricco di testimonianze storiche e architettoniche.

La firma è quella prestigiosa dell’architetto milanese Italo Rota, designer del museo d’arte del Novecento e della sede Deutsche Bank nel capoluogo lombardo, ma soprattutto della cour carrée del Louvre e delle luminarie sul lungo Senna, a Parigi.

Fra i segni particolari, la variopinta bordura che delimita il perimetro lungo la via Foro Umberto I, formata da 1.400 sagome in ceramica col profilo dell’Eleonora d’Aragona scolpita da Francesco Laurana (il busto, capolavoro dell’arte rinascimentale, è esposto alla galleria regionale di Palazzo Abatellis). Alte 50 centimetri e disposte in modo sfalsato per un tratto di quasi 600 metri, le “principesse” danno il benvenuto a chi varca la soglia della grande distesa verde, oltre a svolgere una funzione anti-intrusione.

A scandire il nuovo look del parco sono anche 17 sculture decorative in ceramica d’artigianato locale, una grande “hall” con numerosi sedili piastrellati proprio accanto al mare, 1.500 metri di pista ciclabile, spazi per lo svago e pavimentazioni interamente rifatte (10.700 metri quadrati in tutto) con particolari resine colorate (14 mila chili) adatte all’ambiente marino.

Per creare una suggestiva atmosfera notturna, sono state installate nove lampade sospese a mezz’aria, oltre a centinaia di faretti bassi disposti in modo da punteggiare i viali ed esaltare le tinte accese delle “principesse” (circa 300, in tutto, i nuovi punti luce). Rifatti anche 600 metri lineari di marciapiede lungo la via Foro Umberto I.

È stata creata, inoltre, un’area riservata ai cani.

L’area del Foro Italico, fin dal Medioevo, si presentava fortificata lungo la bassa linea costiera. Le mura erano state rafforzate nel ‘500 dagli spagnoli. Poi, nel 1582, il viceré Marcantonio Colonna volle crearvi una passeggiata (chiamata, appunto, strada Colonna), abbellita da fontane, sedili e dalla sontuosa Porta Felice.

Il Foro Italico, inoltre, era adornato da statue allegoriche, archi in stucco e, a fine ‘700, anche da una serie di statue di re borbonici poste su alti piedistalli, che vennero abbattute dal popolo durante i moti del 1848: fu poco dopo, infatti, e cioè nel 1860, che dalla denominazione di Foro Borbonico si passò a quella di Foro Italico.

Nel 1735, Carlo III di Borbone fece da qui l’ingresso trionfale a Palermo. In piena Belle époque, soprattutto nelle ore notturne, il Foro Italico era luogo privilegiato degli incontri amorosi e mondani di nobili e ricchi borghesi in landeau. La seconda guerra mondiale ruppe il connubio che legava Palermo al suo mare. Cessati i bombardamenti anglo-americani, in attesa della ricostruzione, si decise di depositare proprio al Foro Italico le macerie rimosse di case e palazzi diroccati del centro storico, formando una vasta spianata che determinò uno spostamento in avanti della linea di costa. La stessa spianata che ora è il “mare verde” della città e che era “occupata” dai giostrai fino a qualche anno fa, prima di un intervento di bonifica e sistemazione effettuato con i fondi statali stanziati per la conferenza Onu sul crimine transnazionale, svoltasi a Palermo nel 2000.

Importo complessivo: 873 mila euro