PIT 7 «PALERMO CAPITALE DELL’EUROMEDITERRANEO»CITTÀ DI PALERMO UFFICIO PIT Tel 091.7405610/5677 – Fax 091.7405675 – e-mail: ufficiopit@comune.palermo.it Palazzo Palagonia – via del Quattro Aprile, 4 – 90133 PALERMO Project Manager del PIT: D.ssa Cleo Li Calzi – Tel 091.7405648 – e-mail: c.licalzi@usp.comune.palermo.itLa linea guida metodologica portante del PIT «Palermo Capitale dell’EuroMediterraneo» è la ricerca della migliore articolazione del ruolo e della funzione della città metropolitana di Palermo, al fine di cogliere in pieno l’opportunità di sviluppo locale (e non solo locale) che può derivare al territorio dall’apertura dell’area di libero scambio euro-mediterraneo. L’obiettivo strategico guida del PIT è infatti la preparazione della Città di Palermo ad assumere il ruolo di Capitale dell’Euromediterraneo, ovvero l’organizzazione di un sistema di interventi - strettamente integrati tra loro - in grado di affermare Palermo quale luogo di attrazione di funzioni e servizi specializzati funzionali al decollo dell’area euromediterranea ed al contempo lo sviluppo di un circuito economico virtuoso in grado di generare una effettiva discontinuità nei comportamenti e negli atteggiamenti degli operatori economici locali funzionale ad attivare il finanziamento privato soprattutto nei settori ritenuti strategici per lo sviluppo dell’economia locale. L’obiettivo globale del PIT che mira dunque ad organizzare il processo di internazionalizzazione della città si traduce operativamente nella riorganizzazione funzionale della città di Palermo finalizzata a dotare il territorio urbano delle infrastrutture di base, delle strutture ricettive e dei servizi a valore aggiunto necessari a sostenere questo ruolo, nonché nell’organizzazione a sistema di questi necessaria a fare assumere alla città capoluogo della Regione il ruolo strategico di capitale dell’Euromediterraneo. Ciò che appare non solo trainante, ma anzi determinante nell’evoluzione dell’economia locale rileva infatti essere lo scenario delineato dall’apertura dell’area di libero scambio tra l’Europa ed il Mediterraneo. Scenario che necessita non tanto di un intervento di filiera “verticale”, quanto dell’organizzazione del contesto funzionale, operativo e produttivo in grado di affermare il territorio di Palermo quale luogo di attrazione di funzioni e servizi specializzati funzionali allo sviluppo dell’area euromediterranea. La centratura di questo obiettivo poteva essere resa possibile solo dall’organizzazione di un intervento multiattore di sistema in grado di esaltare le interconnessioni funzionali tra i diversi punti di forza che il territorio esprime e quindi dalla focalizzazione verso la massima integrazione orizzontale degli interventi e dei soggetti, ma soprattutto verso l’attivazione di sinergie competitive tra diversi soggetti pubblici, tra diversi soggetti privati e tra soggetti pubblici e soggetti privati. Questo indirizzo metodologico, che ha guidato tutto l’iter di progettazione del PIT, è stato mirato proprio a prevenire un rischio già ben evidenziato in sede di analisi dettagliata delle ipotesi di sviluppo socio-economico della città. La complessità del territorio di Palermo, su cui convergono più poteri (in quanto sede del governo regionale, del governo provinciale e del governo metropolitano), più relazioni (su Palermo hanno sede molti degli uffici di rappresentanza di Enti pubblici nazionali, di Associazioni imprenditoriali, di Comitati internazionali, etc…) e quindi anche siti di proprietà di più istituzioni, più esperienze e competenze professionali (in città hanno sede un’Università degli Studi che serve almeno 4 province della Regione, più Centri di Ricerca di Eccellenza già operanti con il Mediterraneo; una struttura ospedaliera con relazioni di eccellenza nel Mediterraneo, etc…), e che oggi è quanto mai bersaglio di interesse per l’apertura di uffici internazionali che guardano all’area euro-mediterranea, ha quanto mai bisogno di uno strumento unitario di “governance” della gestione (non solo quindi dell’attuazione dei programmi, ma soprattutto di raccordo delle scelte e di comunicazione verso l’interno e verso l’esterno) in grado di integrare tutti i soggetti che a vario titolo e per diverse finalità istituzionali o imprenditoriali concorrono allo sviluppo competitivo del territorio. La determinazione del valore aggiunto che potrebbe derivare dalla sinergia tra poteri, relazioni, esperienze e competenze professionali espresse dal territorio è peraltro considerato proprio un obiettivo primario del PIT. La logica di fondo che ha guidato tutta l’attività di progettazione del PIT (e quindi l’articolazione della strategia negli interventi proposti) è stata ispirata dalla volontà di organizzare l’intervento in riferimento alle competenze e alle esperienze (sia in termini professionali, che operativi, ma soprattutto relazionali) che i vari soggetti promotori del PIT o appartenenti al partenariato di adesione possono apportare, considerando la città di Palermo proiettata nel contesto euromediterraneo non solo quale polo di consumo, ma soprattutto quale polo di riferimento (in un’economia che va ovviamente oltre i confini locali) nella creazione e veicolazione di prodotti e servizi avanzati, andando così a valorizzare tutte le economie di aggregazione che derivano dalla centralità della Sicilia, e quindi di Palermo, nella costituenda area di libero scambio. Tale indirizzo trova sponda nell’assunto che senza una messa in comune di tutte le forze (pubbliche e private) presenti sul territorio non si possa determinare una effettiva discontinuità nel sistema economico locale in grado di sostenere l’evoluzione a cui l’opportunità del 2010 necessariamente obbliga, ma soprattutto impedisce che vengano duplicate attività sul territorio (un esempio per tutti sono le strutture di promozione della cooperazione tra PMI nell’area euro-mediterranea). L’aspetto prioritario che si è quindi considerato in fase di sviluppo della strategia di intervento è stata la ricerca della massima interconnessione funzionale tra gli interventi che fosse di supporto (e garanzia) non solo all’integrazione operativa e strategica tra gli interventi, ma anche necessaria a favorire la massima integrazione tra soggetti. Tale motivazione ha portato a sviluppare interventi, quali ad esempio quello che prevede la riunificazione di una serie di competenze, di relazioni, di know-how ed operatività (dal Sportello unico per le Attività produttive, al Network della Camera di Commercio, Industria e Artigianato per le imprese, al Sistema di internazionalizzazione delle imprese, etc…) la cui realizzazione vede il concorso di più soggetti, e che anzi senza l’apporto sinergico delle competenze di più soggetti non produrrebbe l’effetto atteso. Solo l’organizzazione di un intervento coordinato (non solo nell’integrazione tra interventi, ma soprattutto nell’integrazione tra soggetti) permette infatti di cogliere con la massima efficacia ed efficienza tale opportunità, in quanto avvierebbe lo strumento di “governance” per la gestione integrata di tutti gli interventi promossi dal territorio finalizzati all’apertura dell’area di libero scambio. Il progetto “Palermo Capitale dell’EuroMediterraneo” intende infatti valorizzare tutte le potenzialità di crescita della città (economiche, culturali, sociali, etc..) legate alla creazione dello Spazio Euromediterraneo ed i conseguenti vantaggi localizzativi che caratterizzeranno la città con l’apertura dell’area di libero scambio del Mediterraneo, evento che impone la creazione sul territorio delle infrastrutture e dei servizi necessari ad assegnare concretamente a Palermo il ruolo di Capitale dell’Euromediterraneo. L’opportunità di crescita del territorio deve infatti essere organizzata mirando sia all’integrazione verticale (sviluppo delle filiere dei settori ritenuti a tal fine strategici, quale il settore culturale, inteso non solo come valorizzazione del patrimonio culturale ma proprio come “industria della cultura”) sia all’integrazione orizzontale (attivazione di sinergie competitive tra diversi soggetti pubblici, tra diversi soggetti privati e tra soggetti pubblici e soggetti privati). L’occasione del PIT vuole costituire la leva programmatica di riorganizzazione dello sviluppo della città di Palermo in grado di integrare tra loro tutti i diversi aspetti che caratterizzano il territorio, tra i quali la scarsa integrazione delle aree periferiche con il cuore della città, il centro storico non pienamente valorizzato nella sua offerta di patrimonio artistico-monumentale (da cui dipende anche la rivitalizzazione del tessuto artigianale che caratterizza la storia della città, il latente rapporto della città con il suo mare (elemento ritenuto anche culturalmente significativo in ottica di euromediterraneo), la necessità di valorizzare i mercati storici e dei correlabili sistemi produttivi e commerciali che rappresentano una importante componente del sistema economico cittadino, nonché la necessità di collegare il sistema di formazione del capitale umano al sistema produttivo incentivando altresì l’insediamento di nuove imprese in grado di aumentare le capacità occupazionali della città, così da trasformare quelli che oggi appaiono quali punti di debolezza in punti di forza rendendoli un valore aggiunto del territorio; il tutto in una strategia integrata e condivisa ad ogni livello (sia pubblico sia privato) tesa a valorizzare tutto il patrimonio progettuale esistente, incentivare l’integrazione funzionale tra soggetti e sviluppare un circuito economico virtuoso in grado di attivare il finanziamento privato e quindi superare le debolezze di relazione pubblico/privato che ancora caratterizzano il sistema economico locale. In tal senso, il progetto si sviluppa nella creazione dei fattori di contesto economico e sociale in grado di assicurare condizioni stabili di competitività per la città di Palermo in un’ottica che vada oltre la dimensione sia temporale sia operativa del PIT, favorendo la crescita della qualità del capitale umano e di conoscenza, il miglioramento del contesto cittadino in termini di dotazione e funzionalità delle infrastrutture che possano incentivare la localizzazione di nuove imprese (e favorire quindi lo sviluppo – sia quantitativo sia qualitativo - del sistema occupazionale), lo sviluppo di settori trainanti caratterizzati dall’impiego di qualificati processi tecnologici ed il consolidamento delle forme di partenariato e di integrazione sinergica tra soggetti utili a governare i processi di cooperazione con il Mediterraneo. L’attenzione alla realizzazione di questi elementi di discontinuità – unitamente all’integrazione funzionale ed operativa tra soggetti - è infatti considerata la variabile strategica che permetterà di assicurare la sostenibilità dell’intervento e permetterà al contempo di cogliere i vantaggi competitivi che derivano dall’organizzazione in un sistema integrato di una serie di interventi, ognuno dei quali è caratterizzato da una sua specifica complessità. Le logiche che guidano il processo di realizzazione dell’obiettivo globale del PIT sono inoltre strettamente orientate a sviluppare un meccanismo economico virtuoso in grado di attivare nuovi circuiti economici promuovendo il finanziamento privato delle iniziative, cogliendo così tutte le opportunità di valorizzazione della città e di creazione di nuove opportunità occupazionali (nonché di miglioramento - anche qualitativo - dei bacini di impiego) che possono derivare alla città dalla creazione dell’area di libero scambio. Il modello di intervento è stato chiaramente sviluppato cogliendo quelli che sono gli specifici punti di forza e di debolezza che caratterizzano la dimensione metropolitana della città di Palermo, soprattutto con riferimento all’impatto ed alle potenzialità di sviluppo connesse alla creazione dell’area di libero scambio dell’euromediterraneo e al ruolo “centrale” che la città di Palermo assume anche nei confronti dell’intera economia regionale. Il Progetto si articola in quattro linee di intervento strettamente interconnesse tra loro e strettamente correlate agli obiettivi generali di sviluppo competitivo del sistema urbano: 1. Affermazione di un polo della cultura euromediterranea in grado di incentivare in città lo sviluppo di circuiti produttivi nel settore artistico-culturale: organizzazione integrata dell’offerta culturale della città, attraverso la valorizzazione degli itinerari storico–culturali urbani in grado di esaltare l’unicità del patrimonio artistico e monumentale della città e lo sviluppo di un sistema museale di eccellenza. Il rafforzamento dei circuiti integrati di fruizione culturale permetterà fra l’altro, di valorizzare le istanze di cooperazione con il Mediterraneo e realizzare sul territorio le condizioni per l’insediamento sul territorio delle imprese legate al settore della cultura e quindi lo sviluppo di nuovi bacini occupazionali. Interventi:
2. Organizzazione di un sistema di supporto al potenziamento e all’internazionalizzazione del tessuto produttivo locale: la linea di intervento è funzionale a promuovere i processi di crescita ed innovazione e di apertura internazionale del sistema imprenditoriale locale, rafforzare il sistema della ricerca scientifica e tecnologica e migliorare il livello qualitativo del sistema occupazionale. Si intende così collegare il mondo dei produttori di know-how ed il mondo delle imprese, nonché questo con il mondo della formazione, in modo da accelerare lo sviluppo competitivo del sistema produttivo locale rafforzando il ruolo della ricerca scientifica e tecnologica e consentendo lo sviluppo di nuove opportunità occupazionali. Saranno altresì razionalizzate tutte le funzioni ed i sistemi che sul territorio svolgono attività di sostegno allo sviluppo del sistema imprenditoriale locale, integrando tutte le azioni che compongono il processo di governance del sistema della cooperazione e del partenariato nell’area euro-mediterranea, ivi compreso il sistema informativo di monitoraggio dell’offerta produttiva, dei servizi locali, e delle opportunità per l’insediamento di investimenti esteri sul territorio e governerà, coinvolgendo ed integrando tutte le strutture istituzionalmente preposte a tale scopo. Interventi:
3. Diversificazione e potenziamento del sistema turistico locale: riorganizzazione dell’offerta turistica della città - anche al fine di promuovere l’insediamento di nuove strutture alberghiere in grado di assorbire i nuovi flussi turistici che caratterizzeranno la città, attraverso azioni di diversificazione dell’offerta e di supporto a sistemi di organizzazione innovativa del sistema ricettizio. La linea prevede, oltre al recupero di tratti di costa strategici (finalizzati a restituire a Palermo il “suo mare”) e la realizzazione della più grande area a vere della Città (il Parco d’Orleans), la valorizzazione di importanti volani economici che sono patrimonio della città, quali i mercati storici e i manufatti artigianali prodotti dagli artigiani del centro storico. Interventi:
4. Investimento sul capitale umano e di conoscenza, attraverso l’organizzazione di un sistema che metta in collegamento stabile la ricerca con l’impresa e con il mercato, in un ambito che vada oltre i confini locali e che agisca nei settori a maggiore valore aggiunto in ottica di euromediterraneo, quali le telecomunicazioni e la cultura (settori strategici anche in termini di promozione di nuova e qualificata occupazione) e che sia quindi di servizio alle altre linee strategiche, attraverso l’aumento della dotazione e della qualità dei servizi alla produzione e soprattutto dei servizi di trasferimento delle innovazioni sia tecnologiche sia di mercato e l’incentivazione dei sistemi di confronto e di cooperazione scientifica con il Mediterraneo e la realizzazione di iniziative di stage formativi per lo sviluppo delle professionalità funzionali a garantire la sostenibilità dell’intervento progettuale. Interventi:
IL QUADRO FINANZIARIO DEL PROGRAMMA DI INTERVENTI: Il PIT prevede alla data l’attivazione di risorse per complessivi 64.466.850 di euro, di cui 56.108.645 risorse pubbliche (47.686.336 € di risorse POR e 8.422.309 € di altre risorse pubbliche) e 8.358.205 € di risorse private:
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