Programma di Riqualificazione Urbana e Sviluppo Sostenibile del Territorio
(PRUSST)

 promosso dal Comune di Palermo e denominato

“Società, lavoro e ambiente per lo sviluppo delle reti urbane”

(D.M. LL.PP.  n. 1169 del 08.10.1998)

Il PRUSST (Programma di riqualificazione urbana e sviluppo sostenibile del territorio) è uno strumento di pianificazione che si propone, attraverso un modello flessibile basato sulla concertazione fra pubblico e privato, di dotare il territorio di nuove infrastrutture, servizi, opere di pubblica utilità ed insediamenti produttivi in grado di stimolare processi di sviluppo economico. Tutto ciò, tenendo conto delle esigenze di tutela ambientale, della salvaguardia del patrimonio storico-culturale e dei risvolti occupazionali che possono accompagnarsi alla realizzazione dei progetti, per un impiego del suolo urbano mirato a creare benefici collettivi.

I due obiettivi primari del Prusst, cioè la riqualificazione urbana e lo sviluppo sostenibile, vengono perseguiti con interventi promossi da privati e da enti pubblici. Nell’ambito del Prusst si possono realizzare opere anche in variante alle previsioni contenute negli strumenti urbanistici. La concessione di tali varianti da parte degli enti pubblici comporta, a carico dei privati, il pagamento di oneri aggiuntivi, oltre a quelli ordinari che derivano dall’utilizzo del suolo pubblico.

L’origine dei PRUSST. La pressante richiesta di modernizzazione e di liberalizzazione, che negli anni recenti è stata sempre più marcata, ha reso necessario il passaggio dal rigido sistema “autoritativo” ad un modello flessibile e concertato per delineare gli assetti e le prospettive del territorio. Ciò, come detto, nel rispetto delle di interessi differenziati come la protezione del suolo, la tutela dell’ambiente naturale, la salvaguardia e la promozione del patrimonio culturale, storico e paesaggistico.

Nella pianificazione, della quale è direttamente responsabile la pubblica amministrazione, non si poteva più proseguire, infatti, con la rigidità dei vecchi strumenti urbanistici, spesso messi in discussione nella loro validità. Per questo motivo sono stati introdotti, nell’ordinamento, strumenti e procedimenti concertati, come ad esempio i patti territoriali, i programmi di riconversione urbana e i Programmi di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio (PRUSST).

È utile ricordare, in tal senso, che nel 1987 un rapporto della Commis­sione Mondiale sullo Sviluppo e sull’Ambiente (WCED), intitolato “Il nostro futuro comune”,  ha definito lo sviluppo sostenibile come “sviluppo che soddisfa le esigenze attuali senza compro­mettere, per le generazioni future, la possi­bilità di soddisfare le proprie esigenze”.

L’8 ottobre ’98, il ministero dei Lavori pubblici ha emanato il decreto n. 1169 per la promozione di programmi innovativi in ambito urbano, utilizzando la denominazione “Programmi di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio” (PRUSST). Con questo provvedimento, il Ministero si è proposto di favorire la riqualificazione di alcune zone territoriali e l’incremento dell’occupazione attraverso le assunzioni in aziende private. Nello stesso decreto sono stati indicati alcuni assi prioritari di intervento, intesi come pre-condizioni per gli investimenti pubblici e privati finalizzati a nuovi insediamenti produttivi in grado di promuovere sviluppo, innovazione, competitività tra imprese e maggiore occupazione.

Inizialmente, nel promuovere la formazione dei PRUSST il Governo ha utilizzato le somme di denaro disponibili adottando un criterio premiale. Le pubbliche amministrazioni hanno partecipato ad una gara a livello nazionale e ad ogni PRUSST è stato assegnato un punteggio in funzione dei risultati proposti (notevole il peso attribuito, fra l’altro, alla possibilità di creare posti di lavoro stabili). Con il decreto si è data la possibilità di realizzare opere anche in variante agli strumenti urbanistici vigenti, ma comunque compatibili con essi. Tutti gli interessati hanno potuto partecipare, secondo le indicazioni contenute nell’apposito bando allegato al decreto stesso. Ai proponenti privati, per prevenire l’eventualità di un loro recesso dal programma, è stata anche richiesta la presentazione di una fideiussione, a garanzia dell’impegno.

Il PRUSST di Palermo. Votato dal Consiglio comunale nel ’99, il Prusst di Palermo comprende in tutto 77 interventi privati e 64 pubblici (7 di questi ultimi, peraltro, sono a carico di ditte private), in parte finanziati dallo Stato. Il relativo accordo quadro è stato stipulato presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il 31 maggio 2002.

Dopo la pubblicazione dell’apposito bando ministeriale (indicato nel decreto del ’98), la fase d’attuazione del PRUSST di Palermo, si è aperta, di fatto, con l’arrivo delle proposte progettuali negli uffici dell’Amministrazione. Pervenuti i fascicoli, si è reso necessario, innanzitutto, verificare che gli interventi fossero in linea con i principi dettati dal decreto ministeriale e compatibili con gli strumenti urbanistici vigenti. Effettuato un primo esame da parte degli uffici, si ritenne necessario presentare il programma in Consiglio Comunale. Il Consiglio, con deliberazione n. 228 del 5 agosto 1999, approvò la localizzazione degli interventi dei proponenti privati. Il Gruppo PRUSST, che nel frattempo era stato costituito per la formazione del programma, completò l’elenco con gli interventi pubblici da presentare al Ministero.

Il Ministero, esaminato il PRUSST di Palermo dal titolo “Società, lavoro e ambiente per lo sviluppo delle reti urbane”, lo ritenne meritevole di approvazione e lo finanziò con un importo di 7.139.717.000 di vecchie lire, fornendo anche un servizio di assistenza tecnica per la progettazione di alcune opere pubbliche.

Il relativo accordo quadro, poi, è stato stipulato il 31 maggio 2002, presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dal Sindaco di Palermo Diego Cammarata, dall’assessore regionale all’Industria Marina Noè, dai rappresentanti del Ministero e della Cassa Depositi e Prestiti e, infine, dal delegato dei proponenti privati del PRUSST di Palermo. Il documento ha previsto anche un servizio di monitoraggio e la costituzione di un collegio di controllo e vigilanza presieduto dal provveditore alle Opere pubbliche di Palermo. Firmato l’accordo quadro, l’Amministrazione comunale, data l’ampiezza e la complessità delle procedure, ha costituito un apposito servizio nell’ambito del settore Urbanistica, denominato Servizio PRUSST.

Le conferenze dei servizi. Di esaminare in dettaglio le singole proposte di intervento si occupano preliminarmente il servizio PRUSST e, successivamente, apposite conferenze dei servizi, che ne verificano la legittimità e la compatibilità con gli strumenti urbanistici vigenti, raccogliendo contestualmente i pareri e i nullaosta. Questa attività è propedeutica all’approvazione definitiva dei progetti, che avviene, poi, con delibera del Consiglio comunale. Alle conferenze dei servizi partecipano gli enti pubblici interessati, che, per legge, devono esprimersi sui progetti.