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377° FESTINO DI SANTA ROSALIA
Il
Cardinale Salvatore De Giorgi L'evento-spettacolo del 14 luglio: il progetto Festi-Maimone L'evento-spettacolo del 14 luglio: il percorso sonoro alla Marina
Il
377° Festino di Santa Rosalia è il primo del terzo millennio: va,
perciò, celebrato e vissuto come un rasserenante segno di speranza, come
stimolo a impegnarci più decisamente nell’incessante e mai
definitivamente compiuto rinascimento religioso, morale, culturale e
sociale della nostra città, come un invito forte rivolto a tutti noi
cristiani a tendere alla santità, a questa "misura alta della vita
cristiana ordinaria" (Giovanni Paolo
II), alla quale tutti, come Rosalia, Dio
ci ha chiamati facendoci col Battesimo figli suoi. E’ l’invito che la
nostra Santuzza ci rivolge col fascino della sua bellezza verginale, per
non lasciarci travolgere dal degrado morale e dal pauroso vuoto di valori,
che insidiano anche la nostra città, e per farci riscoprire virtù
antiche, onorate perfino dai popoli pagani ma oggi misconosciute,
disprezzate o derise perfino dai cristiani. Il suo messaggio, che parte
esclusivamente dal suo amore a Cristo, rivelazione suprema e definitiva
dell’unico vero Dio e "compimento dell’anelito presente in tutte
le religioni dell’umanità" (Giovanni
Paolo II), giunge ogni anno come un
messaggio di amore per la sua Città, che dall’indimenticabile 15 luglio
1624 si stringe intorno a lei, quasi identificandosi con lei, come
garanzia di liberazione e di
riscatto dai mali che l’affliggono e come sicuro sostegno nel faticoso
cammino verso il bene. Accogliere
il suo messaggio, con la buona volontà di metterlo in pratica, è l’espressione
più vera dell’autentica devozione a Santa Rosalia, che non può ridursi
a spettacolo o a folklore, ma è soprattutto sforzo sincero di imitazione
nella sequela di Cristo, "colui che fa nuove tutte le cose" (S.
Giovanni). Questo è il significato della
partecipazione ai momenti più strettamente religiosi del festino (
Vespri, Messa solenne in Cattedrale, Processione), che auspico sempre più
numerosa, attenta e devota. Salvatore Cardinale De Giorgi Arcivescovo di Palermo
Puntuale come le nostre speranze, fedele alla nostra devozione, Santa Rosalia è, per la 377ª volta, tra noi con tutto il fascino del sacro, con tutto il folklore dei riti profani che, pur tuttavia, uniscono la città alla sua protettrice. La Santa, che ha dato l’esempio della rinunzia e della povertà, che ha insegnato la spiritualità, che da una grotta umida e disagevole protegge la sua Palermo, viene accolta da un tripudio di colori, di suoni di fasto. Gratitudine e fede si fondono con il bisogno di rappresentare, nel più visibile dei modi, la forza della sua intercessione. L’accolgono le strade che per Lei si lasciano addobbare, rivestire di luce, riecheggiare di canti; l’accolgono i devoti che per Lei abbandonano le quotidiane fatiche, l’accoglie la trepida attesa della macchina scenica, immaginata, desiderata. È con orgoglio che la prima edizione di questo nuovo millennio consente a noi tutti di dare il benvenuto a Santa Rosalia, di affidarLe la nostra città, di organizzare la Sua festa e di gridarLe, con tutto l’affetto di figli devoti: Viva Palermo e Santa Rosalia. Guglielmo Serio Commissario Straordinario
Se c'è una ricorrenza che s'impone nella mente e nel cuore dei palermitani questa è il Festino: la festa per eccellenza. L’attenzione popolare verso Santa Rosalia risale indietro nel tempo allorché, secondo i cronisti, al ritrovamento delle spoglie della Santa e al corteo che le consegna alla pìetas cittadina, fa seguito l’inspiegabile quanto improvvisa purificazione della città dalla peste. Come d’incanto le quattro Sante Patrone di Palermo – Sant’Agata, Santa Cristina, Santa Ninfa, Sant’Oliva – vedono affidare a Santa Rosalia le sorti della città. Da quel lontano 1624 il patto di fede e di alleanza si rinnova nella festa che ogni anno si celebra nel tripudio popolare, che è al contempo attesa mistica e curiosa aspettativa di una macchina scenica che porta la Santa a sovrastare tutti e tutto, quasi irraggiungibile, eppure così vicina alle miserie umane, alle attese di chi a Lei si affida. E il miracolo più grande é quello che nell’era della tecnologia, allorchè sembra non esserci più né tempo, né spazio per il sacro, la comunità nel nome di Rosalia ritrova la sua coesione, il comune sentire la fede. L’evento si impone sulla storia di ogni giorno e vive non solo nella memoria collettiva, ma nel riproporsi attesa testimonianza. Nel Festino ogni cosa sembra trovare la sua giusta collocazione: fede, tradizione, gestualità, suoni, colori, sapori. La Santa, nel tornare a benedire la città e la sua gente, consente di ribadire la forza di una identità che non ha mai cessato di accomunare quanti in Lei si riconoscono e che nella sua celebrazione ritrovano la speranza, la gioia, l’abbandono. La 377ª edizione del festino, Rosalea Triumphat, si pone come momento di riflessione sul significato che la festa ha nel giungere fino a noi e, al contempo, momento di disamina dei simboli che entrano in rapporto con la Santa e con il rito. L’azione scenica nei suoi diversi quadri, è volta a spiegare come il culto di Santa Rosalia, nell’affondare le sue radici nel tempo della storia, in realtà trae la sua forza dall’universo dei segni del tempo del mito. La Santa e il culto a Lei tributato, infatti non celano lo stretto legame con gli antichi culti comuni a tutto l’occidente e, in particolare, all’area mediterranea. Un festino coniugato al femminile, in cui la dea madre illumina e origina ogni cosa: dea madre che, con nomi diversi nelle diverse culture, ha sempre significato l’incipit di ogni palpito di vita.
La sera del 14 luglio 1995, in quell’ora al limitare della notte, "ora che volge al disio", quando la luminosità dell’aria si attenua, ma non è ancora scuro, nel cielo che sovrasta il piano della cattedrale, i palermitani videro il mare. Il tempo di uno stupore, misto ad attesa e si fece buio. Allora, sotto una gran luce, giunse un vascello volante che, tuttavia "navigava", terribile e incombente. Portava la peste. Anzi la raccontava (ché la peste a Palermo c’era venuta nel 1624 con un veliero carico di spezie). Ora la sua ombra slittava sulla facciata del palazzo arcivescovile. Poi, la nave veleggiò verso la cattedrale, che s’infuocò come presa da incendio, a rappresentare la difesa estrema della città dal morbo in arrivo. Allegoria di un male antico e di uno recente, altrettanto luttuoso e pestifero; invocazione alla Santa Patrona Rosalia perché guarigione ne seguisse. Iniziava così il 371° Festino. Il primo del nuovo corso. Ad avviarlo, dopo decenni durante i quali aveva perduto il suo smalto e la sua spettacolarità, venne incaricato un palermitano della Vucciria. E il pensiero primo di quel palermitano fu di riportare il Festino ai fasti del Seicento, di recuperare quello spirito che, appunto perché antico, si sarebbe ritrovato ad esser moderno. Non si trattava di copiare una formula, ma di esaltarne il significato. E di significato, in quel momento, il Festino ne aveva almeno uno: la liberazione dalla terribile e per lunghi anni imperante peste della mafia. Quel palermitano cercò in Italia e in Europa. Chiese lumi ad uomini di teatro e, infine, trovò quel soggetto unico che gli abbisognava. Curioso e sorprendente che si chiamasse Festi. Predestinazione dei nomi! Ne nacque un progetto, che venne presentato (e illustrato) al Consiglio Comunale. E sembrò ai consiglieri che li si volesse imbrogliare. Qualcuno disse al palermitano della Vucciria: "Lei ci vuol far sognare". Non si sbagliava. Il progetto di Valerio Festi e del suo staff era davvero un sogno, ma realizzabile. E si realizzò. Per tre anni, dal 1995 al 1997. Il Festino, da allora, non è sceso più di livello. Evento intensamente religioso e insieme laico e civile, si fa festa e auspicio. Miracolosa Rosalia, nella quale anche i non credenti si riconoscono, per quel suo identificarsi con l’anima palermitana. Ed è in ciò il vero prodigio della Santa: d’esser santa per chi santa la crede e simbolo per chi non crede ai santi. Unicità di una patrona! E siamo al 2001. L’attuale Commissario Straordinario di Palermo, Guglielmo Serio, richiama "il palermitano della Vucciria" a occuparsi del Festino. E quest'ultimo richiama Valerio Festi, ritenendo che non necessariamente un soggetto omologo nuovo occorra a mutare modi e forme del Festino. Sarà sufficiente mutare gli uni e le altre. A parere di chi scrive (che sino a qui ha preferito definirsi "palermitano della Vucciria"), Valerio Festi e Monica Maimone hanno concepito un progetto che abbondantemente prevede tale mutamento. E non soltanto di modi e forme. Non c’è più da raccontare la repulsa, la cacciata del male, ma l’aspirazione al bene. Non c’è più da togliere le macerie del passato, ma di proseguire la ricostruzione del presente. Differenza di non poco conto. Un Festino, quindi, non volto ad esprimere la drammaticità di un ricordo, ma la lieta novella di una realtà che, seppure ancora non del tutto priva di travagli, ha il conforto di trovarsi migliorata e (si spera) avviata verso un futuro ancor più vivibile; sempre sotto la protezione della Santa e attraverso la partecipazione attiva dei cittadini – ché non c’è miracolo senza il contributo del miracolato.
Direttore Artistico
10 luglio ore 16.30 Partenza dell’Urna di Santa Rosalia dalla Cattedrale per il quartiere Zisa 11 luglio ore 19.00 - Chiesa Cattedrale Tripudio in onore di Santa Rosalia Liturgia Eucaristica presieduta da Don Giuseppe Calderone 12 luglio ore 19.00 Tripudio in onore di Santa Rosalia Liturgia Eucaristica presieduta da Don Nicola Bordonaro 13 luglio ore 19.00 Tripudio in onore di Santa Rosalia Liturgia Eucaristica presieduta da Don Domenico Sodaro 14 luglio ore 16.00 Celebrazione solenne dei Primi Vespri presieduta da S. Em.za Rev.ma il Cardinale Salvatore De Giorgi Arcivescovo Metropolita di Palermo con la partecipazione delle Autorità cittadine 15 luglio Sante Messe ore 09.00 - 10.00 - 11.00 - 17.30 ore 11.00 Solenne Pontificale presieduto da Sua Em.za Rev.ma il Card. Salvatore De Giorgi Arcivescovo Metropolita di Palermo Solenne Processione con l’Urna argentea di S. Rosalia 15 luglio ore 19.00 Itinerario Chiesa Cattedrale Via Matteo Bonello Corso Vittorio Emanuele Piazza Marina: Discorso del Cardinale Arcivescovo Corso Vittorio Emanuele Via Matteo Bonello Chiesa Cattedrale Dal 10 luglio al 4 settembre - Chiesa Cattedrale VIVA PALERMO E S. ROSALIA Mostra sulle testimonianze della devozione popolare 12 luglio ore 21.30 - Chiesa Cattedrale CONCERTO IN ONORE DI SANTAROSALIA Coro del Teatro Massimo di Palermo
MARTEDI 10 LUGLIO Ore 18.30 - Piazza Danisinni IL CUNTO DELLA SANTA NELLE VERSIONI DEI TOPI E DEGLI UCCELLI Spettacolo di strada itinerante Compagnia Acunamatata Ore 18.30 - Via Pietro Novelli, 1/a OPERA DEI PUPI Di Vincenzo Argento Associazione Agramante Ore 21.30 - Piazza Monte di Pietà … ESSENNU NATA SANTA ROSALIA Serata di triunfi e farse in onore della Santuzza Componimento su testi e brani tradizionali Di Fabrizio Lupo e Vito Parrinello Messa in scena e regia di Fabrizio Lupo Con Paride Benassai, Giorgio Li Bassi, Rosa Mistretta e Vito Parrinello Compagnia Ditirammu Ore 21.30 - Centro sociale San Saverio All’Albergheria LA ROSALIA Letture di Franco Scaldati Dal poema epico di Petru Fudduni MERCOLEDI 11 LUGLIO Ore 18.30 - Piazza Zappa (Zen) IL CUNTO DELLA SANTA NELLE VERSIONI DEI TOPI E DEGLI UCCELLI Spettacolo di strada itinerante (replica) Ore 18.30 - Via Pietro Novelli, 1/a OPERA DEI PUPI Di Vincenzo Argento (replica) Ore 18.30 - Piazza Kalsa IL MITO DI SANTA ROSALIA PALERMU: ‘U FESTINU Spettacolo di canti e figure Cantastorie Antonio Tarantino Con la partecipazione dei Cantori del Folk Ore 21.30 - Piazza Monte di Pietà …ESSENNU NATA SANTA ROSALIA Serata di triunfi e farse in onore della Santuzza (replica) Ore 21.30 - Centro sociale San Saverio All’Albergheria LA ROSALIA Letture di Franco Scaldati (replica) Ore 21.30 - Oratorio Maria SS. Consolatrice (Villaggio Ruffini) RUSALÈ: C’ERA E C’È! Canti, racconti e poesie di ieri e di oggi Di e con Sara Favarò e i Sikelia GIOVEDI 12 LUGLIO Ore 12.30 - Piazza Garraffello Ore 18.30 - Porta Carini LA STORIA DI SANTA ROSALIA Ballate tradizionali siciliane Cantastorie Nonò Salamone Pitture di Walter Lombardo Ore 18.30 - Piazza Santa Cristina (Borgo Nuovo) IL CUNTO DELLA SANTA NELLE VERSIONI DEI TOPI E DEGLI UCCELLI Spettacolo di strada itinerante (replica) Ore 18.30 - Via Pietro Novelli, 1/a OPERA DEI PUPI Di Vincenzo Argento (replica) Ore 21.30 - Centro sociale San Saverio All’Albergheria LA ROSALIA Letture di Franco Scaldati (replica) Ore 21.30 - Piazza Monte di Pietà GRIDAMU TUTTI PI LA VIA "VIVA SANTA ROSALIA" Festa e schiticchiu a Santa Rosalia Di e con Alfredo e Letizia Anelli Con la partecipazione di Ambrogio Sparagna, Erasmo Treglia, Maria Moramarco, Luigi Bolognese Quartetto orchestrale Etnic Sonos Ore 21.30 - Via Paruta (angolo via Terranova) A LU CELU, DI GLORIA, XHIURI Voci, canti e suoni di festa Di e con Sara Cappello Con la partecipazione di Stefania Sperandeo, Massimo D’Anna, Francesco Catania VENERDI 13 LUGLIO Ore 12.30 - Piazza Sferracavallo Ore 18.30 - Piazza Mondello LA STORIA DI SANTA ROSALIA Ballate tradizionali siciliane (replica) Ore 18.30 - Via Brancaccio IL CUNTO DELLA SANTA NELLE VERSIONI DEI TOPI E DEGLI UCCELLI Spettacolo di strada itinerante (replica) Ore 21.30 - Oratorio Maria SS. Consolatrice (Villaggio Ruffini) UN PUPO VERO Narrazione in lingua poetica siciliana Testi e musiche di Serena Lao Liberamente ispirato a Pinocchio di Collodi SABATO 14 LUGLIO Ore 12.30 - Piazza Carmine Ore 18.30 - Giardino Garibaldi LA STORIA DI SANTA ROSALIA Ballate tradizionali siciliane (replica) Dal 10 al 14 luglio
Produzione Andrea Peria Giaconia, Ezio Trapani Direzione organizzativa Alfio Scuderi Segreteria organizzativa Cesare Gaudenti, Chiara Zarcone Coordinamento amministrativo Mario Silvestri Assistenti di produzione Barbara Ingargiola, Leonardo Lo Coco
Elegìa per la Santa Vergine Patrona di Palermo un progetto di Valerio Festi e Monica Maimone 14 luglio 2001 ore 21
PRIMO APPARATO Piano del Palazzo Reale - La Patrona Si comincia dalla roccaforte normanna, il cuore antico di Palermo. La Palaeopolis, l’antica città, era una cittadella sulla collina dell’attuale Palazzo dei Normanni (o Palazzo Reale), delimitata dai fiumi Kemonia e Papireto. Probabilmente qui si pose la prima pietra e si diede avvio all’avventura di una capitale nel mezzo del Mediterraneo. Rosalia, rifondatrice di città, restauratrice dell’ordine naturale, pone, con la sua liturgia di festa, un’ideale nuova pietra nel luogo in cui tutto ha avuto inizio. La petra di li petri, le spoglie mortali di Rosalia incastonate nella pietra del monte Pellegrino come un gioiello prezioso, diviene fondamenta del nuovo regno, del nuovo tempo, là dove i simboli del potere sono manifesti, in quel palazzo che, secondo la leggenda, la vide ancora bambina e già presa dall’ispirazione divina. L’AZIONE SCENICA All’inizio è una voce recitante, una voce maschile, una voce antica; all’inizio è l’acqua purificatrice, che scende con nuvole bianche a coprire l’intera Torre Pisana; all’inizio è la "scala degli angeli", rituale di ascensione, mezzo per porre in comunicazione cielo e terra; la scala invisibile, sospesa nell’aria, si anima di figure femminili in volo, esseri di luce che accompagnano la Patrona nella sua discesa tra l’acqua e la pietra verso Palermo. E poi, di nuovo, l’acqua che si sparge sulla terra e ricopre tutto il piano del Palazzo Reale e sale in morbide volute ad avvolgere uomini e cose. Ed ecco, in omaggio ad Artemide e al suo mondo gemello, escono dall’acqua 10 carri trainati da 10 cavalli gemelli in sculture di rame e argento, proiettati in un salto verso il buio della notte. In omaggio ad Atena e alla sua inviolabilità, poi, giungono sfere trasparenti, perle di luce che avanzano fendendo la folla; all’interno di ciascuna, una creatura bianca, eterea, intoccabile, che danza anch’essa leggera sospesa nel vuoto della sfera, come proveniente dalla cima del monte. Giungono ritte, ciascuna su di un alto carro che isola l’una dall’altra e loro da tutte, le 19 vestali di Estia-Vesta-Brigida. E i loro carri lasciano una scìa di fiamme, affinché il fuoco sacro non si estingua. E poi, si muove, come venisse da un tempo lontano, il grande carro della Grande Madre, che contiene tutti gli Elementi, un concertato di origini. Sinfonie litìche, dell’aria, dell’acqua, del fuoco s’intrecciano in una danza panica, quasi un vortice sufi di innumerevoli donne. Si alzano, infine, sfere volanti che si stagliano all’orizzonte e che prendono possesso del cielo della città. Alle sfere affrancate, volano nell’aria delle donne; affermano il loro primato sulle case, sui palazzi, sugli uomini. Sono le Patrone. Il Corteo - Primo Percorso Si muove il corteo lungo il Cassaro (Corso Vittorio Emanuele), preceduto da angeli che si distaccano da Porta Nuova e volano fino alla cattedrale, sostenuti da invisibili ali. Il corteo è aperto dal’immenso carro della Grande Madre, carico degli Elementi e di tutte le donne. Seguono 10 carri con i cavalli gemelli, sospesi in aerea corsa e perle rilucenti di luce, con candide fanciulle, al loro centro. E ancora: 20 carri custodi del fuoco e della purezza, il carro-Nave, simbolo della chiesa, il carro-Monte, simbolo della montagna sacra, il carro-Città, simbolo della Patrona. E su di esso giovane, bionda e romita, Santa Rosalia. SECONDO APPARATO Cattedrale - La Rosa Mistica L’intera cattedrale, reliquiario della Santa, si muta in "Rosa mistica", in onore della Patrona mentre figure femminili danzano vestite d’aria, rapite da un canto. La cattedrale è simbolo di Palermo per il suo sincretismo di stili. Essa è segno, ancora, di trasformazione: quella di Palermo, in particolare perché la logica della trasformazione spirituale unisce la capacità architettonica di reinventare le sue pietre, i suoi materiali, per le dominazioni, le fedi, i culti. Come in una meraviglia barocca, la cattedrale muta a vista e si trasforma in un tripudio di rose e di stelle. Rose che volano, sipari di fiori che si materializzano dal nulla, verzure che si compongono a vista, scambio tra il vero e il verosimile, luci di stelle che occhieggiano tra i fiori: e su tutto un grande sipario di bianco fuoco che scende ad accendere la trasformazione. L’AZIONE SCENICA All’arrivo del corteo, preceduto dagli angeli, una grande cascata bianca scende a velare l’immagine nota delle mura. Si accendono ovunque bianche luci che volteggiano nell’aria, come uno sciame di lucciole. Si sollevano in volo tralci di rose, che ricoprono di un sipario ascendente le mura appena scoperte dal fuoco. Migliaia di petali di rose, lasciati cadere da decine di fanciulle, si adagiano dalle mura della cattedrale sul giardino come un tappeto di fiori. Avanzano, nel sacro recinto, sculture di verzura, si aprono e si sollevano cespugli di rose, si scoprono rampicanti, si compone un gioco coreografico di fiori in movimento. Le sculture di verzura, teatri di natura in movimento, entrano nel corteo. Si accendono, davanti alla cattedrale, grandi sculture di fuoco che rappresentano un cielo stellato. Il corteo - Secondo percorso Il Corteo continua il cammino fino ai Quattro Canti. S’illumina il cielo del Cassaro, in omaggio all’arrivo della Santa. TERZO APPARATO I Quattro Canti - La Polis In questo quadrivio, che è cuore creativo della città da cui si dipartono le sue arterie principali, Rosalia si veste della cultualità di Atena. La verginità della dea nella cornice dei Quattro Canti diviene simbolo apotropaico per la sicurezza della città. Atena era detta Pallade (che vuol dire vergine) perché – si narra – aveva mandato a Troia una statua con la sua effige modellata dalle sue stesse mani. La statua, il Palladio, la vedeva ritratta come nella versione che di lei farà Fidia nel Partenone, in piedi e in armi. Finchè il Palladio fosse stato conservato nel cuore della città, Troia non avrebbe visto tramontare il sole. Rosalia nel suo aspetto acquatico, ligneo, litico (Tanit) rifonda la palaeopolis sul colle del Palazzo Reale, ai Quattro Canti, nel suo aspetto etereo (Atena) rifonda la Neapolis: quella città fuori dalle mura che è la Palermo di tutti, non solo del potere. Con Atena, Palermo incontra Atene; città sorella nel Mediterraneo, entrambe sedi di grandi innovatori del pensiero e dello spirito, entrambe votate interamente alla dea. L’AZIONE SCENICA I Quattro Canti sono rivestiti con una candida tela. Il passaggio dall’uno all’altro palazzo è garantito da passerelle sospese nel vuoto a grande altezza, e visibili dal fondo del Cassaro. Sculture, statue, colonne, architetture prospettiche, l’immagine di una città classica, appaiono su bianche tele. Tutto è luce, razionalità e bellezza, mirabile insieme costruito dall’ingegno umano. Al centro della passerella appare una grande interprete, visibile da tutti coloro che giungono dal Cassaro: la sua immagine è replicata quattro volte, per dare modo a tutti gli astanti di coglierla e fermarsi nel silenzio dell’ascolto. La sua voce recitante (femminile questa volta) riprende il racconto mentre scorre sotto di lei il corteo che continua il suo cammino verso Porta Felice. Nel momento del trionfo della Polis, avviene la sosta e la consegna, da parte dei rappresentanti dei cittadini, dei fiori alla Santa; subito dopo, il grido "Viva Palermo e Santa Rosalia!", che esplode con gioia popolare a sottolineare l’espressione d’identità. QUARTO APPARATO Porta Felice, verso la Marina – Elegia Qui il cerchio si chiude così come è iniziato. Nell’ultima tappa di questo percorso, in avanti verso la rifondazione della città barocca e indietro nel tempo dalle origini del culto, Rosalia è sovrana della terra. E si veste nel culto di Artemide. Artemide come Brigida, come Rosalia, come Tanit, è la protettrice delle partorienti. A lei è consacrato ogni inizio, sia materiale, sia spirituale. Artemide è l’avvio al pensiero: come divinità degli specchi d’acqua, ella è il pensiero che riflette se stesso. Con Artemide Palermo incontra Efeso, città capace di fregiarsi di una delle sette meraviglie del mondo antico. Porto e crocevia, luogo di incontro dell’Oriente come dell’Occidente. Così Efeso, così Palermo. L’AZIONE SCENICA Entra da Porta Felice un altro corteo, che si reca festante incontro al Corteo opposto, proveniente dai Quattro Canti. E’ un gruppo itinerante di donne altissime (issate su una mobile struttura semovente). Gli abiti delle donne sono ricoperti da canne palustri e da licheni; i loro copricapi sono ornati di pietre e di piume. Queste Grandi Madri, imponenti e sorridenti, al congiungersi dei cortei aprono le immense gonne che nel giungere fino a terra, coprono la struttura che consente loro di muoversi con un traino invisibile. Sulla scalinata, a fianco di Porta Felice, donne creano sculture di fuoco, nelle quali s’immergono, per uscirne intatte. Su Porta Felice, sullo slargo di piazza Marina, accolgono il corteo, avvolgendolo in una spirale beneaugurante di fuoco di gioia, animali terribili che eruttano fuoco da fauci smisurate; animali di cui si coglie soltanto la scìa di fiamme, animali riflesso di paure ancestrali, domate dalla dea. Il corteo esce dalla Porta, ed entra alla Marina.
Musiche e ritmi a Sud del mondo Percorso sonoro tra tradizione e innovazione in onore di Santa Rosalia
La Marina, sabato 14 luglio ore 22.30 FILIPPA GIORDANO Violini Luca Rocco, Andrea De Luca, Franco Invidia, Andrea Paoletti Viole Massimo Paciariello, Daniele Marcelli Violoncelli Alessandro Incagnoli, Giacomo Pecorella LINA SASTRI Violino Agostino Oliviero Chitarra Gennaro Venditto Percussioni Salvatore Minale HEVIA MARILUZ CRISTOBAL CAUNEDO Percussioni tradizionali Maria José Hevia Percussioni Eduardo Gutierrez Batteria Cristian Constantini Violino Peter Bulla Tastiere Adian Schinoff Chitarra Fernando Gonzalez Basso Juan Carlos Mendoza Organizzazione Marilla Simonini e Costa est Road manager Javier Santos Stage manager Raul Gonzalez Fonico di sala Gabriel Araujo Fonico di palco Adolfo Sanchez Luci Javier Luque Backliner Wilson Torres, Santiago Ruiz Produzione Andrea Peria Giaconia, Ezio Trapani Direzione organizzativa Alfio Scuderi Direttore tecnico Michele Russotto Segreteria organizzativa Cesare Gaudenti, Chiara Zarcone Fuochi d’artificio Lorenzo La Rosa Luminarie Domenico Pumo e figli
LE LUMINARIE ALLA MARINA La lunga passeggiata della Marina sarà rischiarata da un percorso di luminarie barocche, che tiene conto del delicato rapporto tra i materiali d’illuminazione e uno spazio urbano segnato dalla contemporaneità. FUOCHI D’ARTIFICIO La sera del 14 un concerto per fuochi d’artificio cadenzerà il percorso musicale che sviluppa l’idea d’innovazione e di tradizione, simbolo del Festino 2001.
Elegia per la Santa vergine Patrona di Palermo Un progetto di Valerio Festi e Monica Maimone con la collaborazione di Alberto Milazzo
Una spettacolazione en plein air in Quattro Apparati e un Corteo con la partecipazione di Isabelle Huppert
PRIMO APPARATO - PALAZZO REALE - LA PATRONA Il Custode dei libri Moni Ovadia in voce Rosalea delle Fonti Smezhinka Nedeva e Paride Orfei La Scala degli Angeli Angela Anselmo, Stefania Cotroneo, Angela D’Alessandro, Teresa Demma, Giorgia Di Giovanni Valentina Marchese, Silvana Misìa, Valentina Ribaudo, Giovanna Tortone, Stefania Travaglia Artemide e Apollo Paola Cacciarelli, Roberta Calafiore, Valentina Consoli, Francesca Clelia Daidone, Valentina Gambino Chiara Geracà, Anna Lipari, Rosa Lo Cascio, Agnese Lo Verde, Lucrezia Lo Rito, Gaia Mazzarese Manuela Modica, Mariangela Motisi, Maria Piraino, Manuela Russo, Maria Sarcì, Paola Sasso Cecilia Stagno, Elena Tartamella, Vita Alba Vaccaro Le Vestali Eugenia Belluardo, Sabina Cusmano, Daniela D’Agostino, Giulia De Maria, Barbara Ferro, Livia Guarino Maria Letizia Lapis, Sarah Moncada, Enza Mortillaro, Elkis Ochoa Battle, Cinzia Palumbo, Barbara Patti Carla Salvato, Christelle Simonin, Rosa Scicchigno, Geraldina Signa, Giulia Valenti, Elisa Viola Atena Roberta Bisco, Marta Lovison, Giovanna Soletta Camilla Lombardo La Grande Madre: un enigma Angela Anselmo, Catherine Auble, Brigitte Barbe, Bettina Bojanov, Paola Bonazzi, Barbara Castelli Stefania Cotroneo, Dèlphine Dartues, Teresa Demma, Giorgia Di Giovanni, Anne Laure Esteve Amèlie Martin, Silvana Misìa, Morena Musumeci, Valentina Ribaudo, Maria José Sanfilippo, Stefania Travaglia Le Patrone Gabriella Costa, Roberta Cusimano, Chiara Daniele, Modesta Di Paola
SECONDO APPARATO - LA CATTEDRALE - LA ROSA MISTICA Il Volo degli Angeli Serena Bonacotta, Gaia Trapani Il Carro di Santa Rosalia è preceduto dai tamburinai Franco Aucello, Giuseppe Aucello, Maurizio Aucello, Onofrio Aucello Maurizio Di Maio, Domenico Perino, Giuseppe Perino. è mosso da Pietro Abbate, Antonino Bilello, Daniele Bilello, Giacomo Bilello, Salvatore Cacioppo, Matteo Catanzaro Giuseppe Compagno, Giovanni Costantino, Mario Macaluso, Rosario Macaluso, Gaspare Monte Giuseppe Pietro Russo, Antonino Scarpaci, Francesco Terranova Tripudio di petali di rose Stefania Amitra, Annalisa Ardizzone, Glenda Aresu, Elisabetta Cangelosi, Renata Carnevale Cristina Chiacchio, Elisa Ciotta, Cinzia Cucco, Rosalia D’Alleo, Liuba Figlia, Laura Fiscella Elisa Gallea, Barbara Gravagna, Giulia Iraci, Valentina Iraci, Maria Lo Manto, Antonella Lombardino Valeria Lo Re, Francesca Maggi, Silvia Marsala, Vincenza Milio, Maria Assunta Papa, Claudia Pecoraro Giulia Pecorella, Federica Perniciaro, Rossella Pizzuto, Isabella Ragonesi, Viviana Raimondi Elvira Salamone, Carla Trapani, Roberta Trapani, Francesca Vassallo Teatrini Barocchi inscenanti: I carri di verzura Costanza Arena, Flavia Becerra, Selene Bombaci, Costanza Farina, Simona Galluzzo, Rebecca Hatzl Emanuela La Martina, Daniela Macaluso, Marta Morreale, Costanza Parisi, Clara Patti Silvia Patti, Martina Ventimiglia, Giuliana Vitaliti I carri delle fanciulle Laura Bono, Silvia D’Alia, Simona D’Avenia, Naomi Dorato, Marianna Grillo, Giulia Ienna Carla Lo Giudice, Gaia Marotta, Eugenia Mazzola, Giulia Morreale, Adele Orlando, Francesca Prinzi Marina Rispoli, Paola Saccone Claudia Savarino, Carmen Tambone, Laura Tambone
TERZO APPARATO - I QUATTRO CANTI - LA POLIS La città e i canti Isabelle Huppert
QUARTO APPARATO - PORTA FELICE - ELEGÌA Le grandi madri Simona Andronaco, Ilenia Casano, Elvira Corrao, Provvidenza Cumbo, Maria Luisa Di Martino Valentina Lo Buono, Noemi Lo Verde, Claudia Luna, Alessia Maritato, Laura Moncada Noemi Parisi, Giuseppa Volturno Gaglio, Rosalia Sovrana Sculture di fuoco La Salamandre: Bertrand Boss, Louisa Boulebiar, Lara Castiglioni, Christian Coine, Cesar Frade, Thierry Kruchten, Corinne Lordier, Marie Am Minodier, Herve’ Perrin, Geraldine Salmon, Richard Trabalon Animali di fuoco Guillaume Debrandreuil, Jean-Michel Lacles Le macchine sono movimentate da Elio Adragna, Francesco Adrignola, Francesco Aiello, Francesco Aiello, Andrea Ajello, Sergio Ajello, Alessandro Ala, Michele Ales, Ivan Amorello, Luca Ancona, Antonio Arfeli, Marcello Ari, Giuseppe Armanno, Gianfranco Attardo, Giancarlo Baio, Ignazio Baretti, Filippo Blandino, Carlo Boccadutri, Alessandro Bombolino, Enzo Brandi, Stanislao Bravo, Claudio Bruno, Alberto Buccheri, Stefano Bufalino, Andrea Buglisi, Mauro Burgio, Antonino Calabria, Luigi Calafiore, Mauro Cannata, Antonino Carollo, Giorgio Caruso, Giuseppe Caruso, Giuseppe Casano, Gaspare Cascino, Giovanni Chiarenza, Antonino Ciaravino, Giuseppe Ciminna, Filippo Colombo, Gaspare Colombo, Giovanni Corona, Pasquale Corona, Salvatore Corradi, Cristiano Corso, Carmelo Cosenza, Giovanni Costanzo, Giuseppe Costanzo, Antonio Cottone, Giovanni Cumbo, Tommaso Cumbo, Antonino Cusimano, Domenico Cusimano, Giuseppe Cusimano, Renato Cutino, Dario Daidone, Gaetano De Lisi, Marco De Maria Saverio Denaro, Alberto Detta, Vincenzo Di Chiara, Roberto Di Giovanni, Saverio Di Leonardo, Vincenzo Di Michele, Luciano Di Paola, Salvatore Di Paola, Simone Di Paola, Jacopo Di Stefano, Giovanni Di Stefano, Vincenzo Diana, Giovanni D’Ippolito, Salvatore Dolcemascolo, Riccardo Elena, Santo Faia, Giovanni Fauci, Dario Ferrari, Gianluca Ferraro, Antonino Fiorentino, Orazio Fiorentino, Salvatore Fiorentino, Paolo Foresta, Antonio Forno, Giovanni Frazzica, Giovanni Galati, Armando Garlant, Salvatore Gatto, Ignazio Giangalivigni, Rosario Greco, Roberto Greco, Filippo Alberto Guaiana, Salvatore Gullo, Francesco Imparato, Gaetano Imparato, Paolo Inzinzola, Francesco Paolo Lecce, Massimo Li Pani,Vincenzo Liuzzo, Diego Lo Dico, Marco Lo Gelfo, Giovanni Lo Presti, Calogero Lo Re, Alessandro Lombardo, Alessandro Luzio, Francesco Macaluso, Luigi Macaluso, Alessio Maddaloni, Andrea Maddaloni, Maurilio Mangano, Gianfranco Maniscalco, Gioacchino Mantorana, Domenico Marchese, Giuseppe Massa, Luca Messina, Marcello Messina, Mauro Messina, Filippo Milazzo, Daniele Moretto, Salvatore Nastasi, Giovanni Neglia, Benedetto Oliva, Francesco Oliva, Vittorio Paceco, Antonio Palazzo, Pietro Palazzotto, Vincenzo Palmeri, Marco Pantano, Dario Parisi, Francesco Parisi, Vincenzo Passalacqua, Riccardo Pece, Davide Pecoraino, Federico Pecoraino Lorenzo Pecoraino, Paolo Pecoraro, Alessandro Pennacchio, Emanuele Pianelli, Simone Pipito’, Giuseppe Pollina, Andrea Pomo, Dario Porrovecchio, Umberto Prestigiacomo, Fabio Puglisi, Giuseppe Raimondi, Giuseppe Raimondi, Daniele Rea, Antonino Ribaudo, Giuseppe Rizzo, Massimo Rizzo, Massimo Roffi, Vincenzo Romano, Riccardo Russo, Giovanni Sampino, Vincenzo Savoca Giovanni Scalia, Francesco Scarpaci, Alessandro Settecase, Davide Signa, Geatano Sinagra, Salvo Spera Giuseppe Stanfa, Srdan Stipcich, Francesco Tata, Fabio Terzo, Luigi Testa, Fabio Torregrossa Antonino Tumminello, Carlo Tumminello, Luca Tumminello, Renato Tumminia, Alfredo Utro, Fabio Vaccaro, Ignazio Vaccaro, Paolo Vegna, Mauro Verduci, Girolamo Visconti, Francesco Zizza, Giovanbattista Zizza Regìa di Monica Maimone Assistenti alla regìa Nanì Maimone, Alberto Milazzo, Alessandra Rossetti Testi di Marco Maria Pernich Carri di Fabrizio Lupo Realizzati da Tommaso Balsamo Scultori Maurizio Montaina, Cesare Inzerillo, Nicola Sferruzza, Vincenzo Troia Carpentieri Totò Abbate, Paolo Camarda, Antonio Faraci, Dario Librizzi, Rosario Mangiapane Fabbro Franco Lupo Scenografe Maria Abbate, Simonetta Ardizzone, Lia Canino, Serena Raccuglia Scenografie di Fabio Carturan Realizzate da Guido Buganza, Lucia Morandi, Marco Sironi Pittori Simone Ciceri, Alessandra Citelli, Andrea Maiotti, Paolo Mazzarella, Mimma Pinzino Scenografi Roberta Poggipollini, Valerio Romano, Sarita Sassi, Tommaso Serra, Paolo Turchetti, Mirko Zeni Costumi di Barbara Petrecca Realizzati da Anna Carnelli, Sabrina Carnelli, Paola Pezza Sarte di scena Rita Campanella, Jacqueline Micheli, Melina Programma, Nuccia Saranita Movimenti coreografici di Cinzia Cona (Esseri di luce - L’enigma - Volo degli Angeli), Tiziana Cona (Artemide/Apollo - Tripudio di petali - Teatrini barocchi - Le grandi madri) Thierry Krutchen (Le Vestali - l’Enigma - Rosalia sovrana), Camilla Lombardo (Atena). Luci di Marcello Jazzetti Coordinamento tecnico di Paolo Maimone Allestimenti curati da Tommaso Balsamo, Daniele Cappelletti e Beppe Saluto Macchine Sceniche costruite da Cesare Galluzzo con Andrea Comini, Gabriele Dall’Osto Francesco Dominici, Enzo Galluzzo, Maurizio Giustuniano, Sandro Immesi, Daniele Rosone Tommaso Spataro, Gigi Verderio Coordinamento e preparazione porteurs Gilad Azikri e Ludovico Pignatti Porteurs Davide Andreoli, Alessandro Bassani, Marco Boarino, Simone Ciceri, Andrea Comini Marco Coppola, Gabriele Dall’Osto, Francesco Dominici, Attilio Frigo, Simone Garganico Sandro Immesi, Andrea Maiotti, Giacomo Nicoletti , Fabrizio Nocera, Valerio Romano Daniele Rosone, Paolo Turchetti, Alessandro Voltolin, Mirko Zeni Luci Mama Service Fonica ArteSicilia Assistente musicale Federica De Filippis Una produzione KANT - Ragioni e pratiche della Festa Organizzata da Rosanna Giovagnoli e Gianni Valle Stampa e comunicazione Marosa d’Annunzio e Dedi Salmeri Segreteria organizzativa Sabina Lo Buglio e Antonella Maniscalco Autorizzazioni e certificazioni Massimo Briguglia Assistenti alla produzione Eleonora Bordonaro Monica Cannistraro, Maria Rita Galluzzo, Fabio Garraffa, Biagio Ignoffo Amministrazione Serena Cortese e Cinzia Agresta
Si ringraziano: ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA, SOPRINTENDENZAAI BENI CULTURALI E AMBIENTALI DELLA SICILIA, OSSERVATORIO ASTRONOMICO "G.S.VAJANA", CAPITANERIA DI PORTO DI PALERMO, COOPERATIVE DEI LAVORATORI PORTUALI TUTRONE, IN.PORT PALERMO s.p.a., NEW PORT s.r.l., FESTIVAL DI PALERMO SUL NOVECENTO, PRESIDE E IL PERSONALE DEL LICEO VITTORIO EMANUELE, UFFICIO CENTRO STORICO DI PALERMO, AZIENDA MUNICIPALE DEL GAS, AZIENDA MUNICIPALIZZATA IGIENE AMBIENTALE, AZIENDA MUNICIPALIZZATA TRASPORTI, ALESSI PUBBLICITÀ, VISIV@ DIGITAL PRINT E LA DITTA ESECUTRICE DEI LAVORI AI QUATTRO CANTI E I TANTI CHE CI HANNO AIUTATO
Guglielmo Serio Commissario Straordinario Nicolò Maggio Salvatore Rocca Vice Commissari Giovanni Nicolai Dirigente Coordinatore Settore Attività Culturali Rita Cedrini Consulente per la Cultura Giancarlo Drago Consulente per la Comunicazione Guido Valdini Giuseppe Giarratana Ufficio Stampa e Servizi informativi
377° FESTINO DI SANTA ROSALIA
Direttore Artistico Pino Caruso Ideazione Valerio Festi Regia Monica Maimone Rosalea Triumphat Kant - ragioni e pratiche della festa Le manifestazioni Terzo Millennio Rosalia della concordia Idearte Palermo Immagine e progetto grafico Enzo Venezia www.enzovenezia.it per V&T associati progetti per lo spettacolo l’arte e la comunicazione collaboratori Cinthia Buglisi, Giusi Giacalone, Vittorio Venezia Numero Verde 800 234169 Sito internet www.comune.palermo.it e-mail ufficiostampa@aqu.comune.palermo.it |