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RIVIVE LA FIORENTE STAGIONE DEL LIBERTY SICILIANO

IN UNA MOSTRA A PALAZZO ZIINO

CON DIPINTI, SCULTURE, ARREDI, DISEGNI, FOTOGRAFIE E RIVISTE

 

A distanza di venticinque anni dalla mostra Palermo 1900, tenutasi nel 1981 presso la Civica Galleria d’arte moderna, al Ridotto del Teatro Politeama, la città ritrova una delle sue più fiorenti stagioni artistiche in una mostra, Arte e architettura liberty in Sicilia, che si svolge a Palazzo Ziino dal 29 aprile. La mostra resta aperta fino al 1° giugno, con i seguenti orari: da martedì a sabato, ore 9.30 - 17,30; domenica, ore 9,30 - 13; chiusa lunedì e giorni festivi. L’ingresso è libero.

Arte e architettura liberty in Sicilia rappresenta una raffinata campionatura della produzione artistica e architettonica del Modernismo (chiamato convenzionalmente Liberty) nell’Isola, assurto come fenomeno corale e secondo un preciso arco temporale, compreso tra gli anni 1897-1925: cioè dall’anno della “secessione” artistica dai tradizionalisti, promossa da Ernesto Basile (1897), a quello dell’esito del concorso per l’ingresso monumentale di via Roma (1924), a Palermo, che segna la conclusione della stagione modernista palermitana e in Sicilia come espressione artisticamente propositiva.

         Opere d’arte e materiale d’epoca

         Curata da Carla Quartarone, Eliana Mauro, Ettore Sessa e Nicola Giuliano Leone, e nell’allestimento progettato da Nuccia Donato, Gaetano Rubbino e Davide Ventimiglia, la mostra vede esposti oltre duecento “pezzi”: una sessantina di dipinti, una trentina di sculture, un centinaio di disegni d’architettura e bozzetti, una trentina di mobili; e poi, arredi, ceramiche, oggetti, abiti, manifesti, libri, riviste ed affiches, provenienti da collezioni pubbliche e private siciliane. Ma c’è anche un cospicuo materiale documentario d’epoca, tra cui fotografie di archivi e disegni originali relativi ad opere d’arte, architetture, arti minori, stabilimenti industriali, avvenimenti storici e mondani, ritratti dei vari protagonisti e dei committenti.

          L’iniziativa nasce d’intesa fra l’Amministrazione comunale (assessorato alla Cultura), il dipartimento di Storia e Progetto nell’Architettura dell’Università di Palermo, la facoltà di Architettura e con la collaborazione della Biblioteca centrale della Regione siciliana.

          «Questa densa e articolata rassegna – ha detto il sindaco Diego Cammarata –testimonia la vivacità culturale della Sicilia nell’epoca delle grandi trasformazioni industriali ed economiche del primo scorcio del secolo scorso. In questo senso, la mostra assume particolare rilievo anche dal punto di vista didattico, invogliando allo studio e alla visita luoghi e opere dimenticati di grande interesse. Una stagione felicissima, quella del Modernismo, che a Palermo assunse evidenza internazionale grazie a figure straordinarie come Florio e Basile e alla risonanza che ebbero eventi quali l’Esposizione nazionale del 1891-92, la Targa Florio, l’inaugurazione del Grand Hotel Villa Igiea e la nascita della Civica Galleria d’arte moderna. Una stagione che merita di essere ripercorsa e che rappresenta un modello anche oggi».

          Arte e architettura liberty in Sicilia nasce anche dall’esigenza di un’impostazione meno tradizionale che, pur privilegiando i capofila del movimento modernista (Ernesto Basile su tutti), si propone di ancorare questo fenomeno artistico ad un più strutturato movimento di rinascita culturale, economica e sociale della società palermitana e siciliana fra ’800 e ’900.

          Così, per offrire un più corretto quadro d’insieme del fenomeno, la mostra – oltre ai settori delle architetture e delle città, delle arti figurative, delle arti applicate e grafiche e dell’ambiente culturale e sociale del periodo – si propone di effettuare anche una ricognizione critica sull’economia e sulla compagine industriale e mercantile dell’epoca, al fine di sfatare quel luogo comune sul carattere effimero delle componenti di supporto del Liberty siciliano. Fenomeno oggi universalmente riconosciuto come la più originale fra le manifestazioni del Liberty italiano.

Il percorso espositivo

Suddiviso in varie sezioni tematiche, si apre con la sezione storico-documentaria, che comprende due settori: Protagonisti e comprimari (composta da 11 pannelli illustrativi) e Architettura, arte e società (21 pannelli). Il primo documenta, con riproduzione di pitture, foto, illustrazioni d’epoca e con notizie biografiche, alcuni degli eventi e delle personalità più significative (artisti, committenti, politici, letterati, attori, etc.) che animarono la Belle Epoque palermitana. Il secondo settore riguarda immagini di città, di architetture, arredi, ambienti di lavoro e manifestazioni culturali dell’epoca.

La sezione Itinerari documenta in 14 itinerari (50 pannelli), con percorsi a tema, l’attuale patrimonio dell’architettura e delle arti decorative liberty nelle varie realtà della Sicilia: dal Palermitano (oltre al capoluogo, Santa Flavia, Termini Imerese, Casteldaccia, Cefalù) al Trapanese (oltre al capoluogo, Marsala, Mazara, Erice, Favignana); dall’Agrigentino (oltre al capoluogo, Canicattì, Licata, Sciacca) a Caltanissetta ed Enna; dal Messinese (oltre al capoluogo, Barcellona, Milazzo, Sant’Agata di Militello, Baronia, Naso) al Catanese (oltre al capoluogo, Caltagirone, Acireale, Riposto, Taormina, Giarre); dal Ragusano (oltre al capoluogo, Modica, Scicli, Vittoria, Comiso, Ispica) al Siracusano (oltre al capoluogo, Noto, Palazzolo Acreide, Avola). Questa sezione è il risultato di una ricognizione condotta su basi scientifiche, in base ad un progetto di formazione post lauream sui beni culturali, finanziato dall’assessorato regionale al Lavoro, dal titolo “Beni culturali e sviluppo locale - Valorizzazione dei beni culturali”, diretto da Carla Quartarone.

La terza sezione, “Arti decorative e industriali”, propone una selezione di arredi – forse il contributo più originale della Sicilia alla cultura modernista –, prevalentemente prodotti dalla fabbrica palermitana Ducrot e disegnati da Ernesto Basile, al quale appartengono anche alcuni dei disegni di progetto.

La sezione Arti figurative presenta dipinti, sculture, opere di grafica e d’arte applicata dei più significativi artisti siciliani del tempo, protagonisti di quel cenacolo di pittori, scultori e decoratori  formatosi intorno alla figura di Basile. Fra questi, Francesco Lojacono, Ettore De Maria Bergler, Antonino Leto, Michele Catti, Giuseppe Enea, Salvatore Gregorietti, Rocco Lentini, Pietro De Francisco, Ettore Ximenes, Mario Rutelli, Antonio Ugo, Archimede Campini, Benedetto Civiletti.

All’editoria è dedicata un’apposita sezione, che vede una selezione di monografie e periodici, editi negli anni 1899-1925, punto di riferimento per la diffusione del linguaggio e del gusto modernisti. Fra i tanti, “L’Architettura pratica”, “L’Edilizia moderna”, “L’Illustrazione siciliana”, “L’Ora illustrata”, “Psiche”, “La Bohème”, “Rapiditas”, “La Sicile illustrée”

La sezione Architettura, infine, accoglie tavole e disegni originali di Ernesto Basile e di alcuni deI protagonisti del Liberty siciliano, facenti parte del nucleo culturalmente portante della sua scuola, come il catanese Francesco Fichera, il siracusano Gaetano Avolio, il trapanese Francesco La Grassa, il calatino Francesco Saverio Fragapane, il messinese Camillo Autore, il licatese Filippo Re Grillo e i palermitani Ernesto Armò, Salvatore Benfratello, Salvatore Caronia Roberti, Giuseppe Capitò, Antonino Lo Bianco, Antonio Zanca.

Le principali opere

Fra le tante, si possono ammirare i dipinti Spiaggia di Deaville di Pietro De Francisco e il Ritratto della Principessa di Rohan, Duchessa di Madrid di Ettore De Maria Bergler; le sculture Raccoglimento di Archimede Campini e Bozzetto di Naiade di Mario Rutelli; il bozzetto per un Monumento alla Libertà di Mario Rutelli; ed il paravento in quercia a quattro ante di Ernesto Basile, produzione Carlo Golia & C. Ben cinquantadue sono i prestatori, fra i quali spicca la Civica Galleria d’arte moderna di Palermo, che espone, per la prima volta, alcune opere provenienti dai suoi depositi.

 

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