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Palermo, Via Dante, 53 - Portineria tel. 091.7407631 - Fax 091.7407614 |
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orario apertura Mostre d'arte dal martedì alla
domenica dalle ore 9.30 alle 19.30
orario apertura Mediateca dal martedì al sabato dalle 9 alle 19
la
domenica dalle 10 alle 18
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STORIA
All'interno della lottizzazione ottocentesca realizzata nell'area dell'esposizione Universale, sorge, nel 1895, "la bella palazzina di via dell'Esposizione," dimora della famiglia dell'avvocato Ottavio Ziino.
L'edificio viene progettato da Nunzio Ziino, architetto, fratello del noto avvocato.
I fondi per la realizzazione del palazzo sembra che provengano da una generosa parcella di Vincenzo Florio che suggerì di utilizzarli per questo scopo.
Concepito risentendo del gusto neoclassico della Palermo tardo ottocentesca, dal punto di vista architettonico, perpetra il modello distributivo-funzionale delle dimore palazziali settecentesche; l'ampio androne carraio e i locali di servizio al piano terra, il piano nobile con gli ambienti di rappresentanza, i piani superiori per i figli e il personale.
Inaugurato il 4 marzo 1895, due anni prima del Massimo, è figlio della stessa matrice architettonica, non è un caso che il partito architettonico di entrambi sia caratterizzato da grandi colonne corinzie scanalate. Mediante l'inserimento di queste ultime, nel prospetto di via Dante, il prof. Ziino dichiarò palesemente la matrice neoclassica del suo progetto; le quattro colonne scanalate utilizzavano il piano terra come stilobate, collegavano il primo e secondo piano con un ordine corinzio dell'altezza di 9 diametri così come proposto dal Vignola, il terzo piano venne concepito come un alto attico a sostegno di una imponente cornice di puro e perfetto stile corinzio.
Il Palazzo era stato arricchito da pregevoli opere d'arte delle quali
rimangono ormai poche tracce.
Ernesto Basile fu incaricato di disegnare i tendaggi in broccato e velluto che andarono divisi tra gli eredi.
Il Pittore Rocco Lentini fu incaricato di dipingere i sopraporta in legno che sono stati interamente rubati.
Il Pittore Giuseppe Enea dipinse alcune carte da parati successivamente sostituite.
Il Pittore Padovano Ernesto affrescò una volta del salone con nudo di donna.
Vi intervenne anche l'Architetto Damiani Almeyda disegnando i camini andando perduti.
L'edificio mantenne l'utilizzo e lo schema distributivo residenziale fino al secondo dopoguerra; nel 1946 il primo venne adibito a sede della Democrazia Cristiana che successivamente negli anni '50 occupò i locali di piano terra.
Nel 1960 la famiglia Ziino lo vendette all'ENPAS che per pochi anni lo utilizzò come archivio, a questo utilizzo seguì il trentennale abbandono.
Nel 1985 l'ENPAS lo vende al Comune.
Il progetto di manutenzione straordinaria redatto dall'Ufficio del Centro Storico, coordinato dal Vicesindaco Emilio Arcuri, è stato eseguito sotto la Direzione dell'ing. Giorgio Fernandez che insieme all'ing. F. S. Siracusa e con l'arch. A. Prinzi si era già occupato dell'immobile.
I lavori di manutenzione hanno interessato la fabbrica in tutti i suoi aspetti. Le gravi situazioni statiche hanno reso necessario il rifacimento delle coperture e dei solai intermedi, di ampi brani di pavimentazione e l'adeguamento impiantistico.
Le parti decorate superstiti sono state oggetto di un intervento di restauro progettato dall'Ufficio del Centro Storico con la consulenza della restauratrice Marella Labriola, diplomata all'Istituto Centrale del Restauro di Roma. Gli interni sono stati allestiti su progetto dell'arch. Filippo Terranova che ha curato i seguenti aspetti: il progetto per la fornitura degli arredi, il progetto per gli arredi su misura, il progetto di illuminotecnica e il progetto delle apparecchiature tecniche cucina-bar.
GIPSOTECA
orario apertura Mostre d'arte dal martedì alla
domenica dalle ore 9.30 alle 19.30
I gessi che costituiscono la Gipsoteca di Palazzo Ziino provengono per la maggior parte dai depositi della Civica Galleria d'Arte Moderna di Palermo dove vi sono pervenuti per lasciti o donazioni più o meno cospicue da parte delle famiglie degli artisti rappresentati, come è il caso delle opere di Domenico Costantino, Benedetto Civiletti, Ettore Ximenes, Giovanni Barbera; o talvolta più direttamente da parte degli stessi autori, come per quelle di Mario Rutelli. Altri di proprietà della Galleria, già parte delle collezioni dell'Ottocento e del Novecento, sono rimasti nelle sale di esposizione permanente con le altre sculture di più nobile materia e con i dipinti della stessa epoca.
Questi gessi sono circa settanta e appartengono ad autori per la maggior parte attivi a Palermo; gli stessi che costituiscono la trama principale dello svolgimento della storia della scultura in Sicilia. Solo due artisti non siciliani sono occasionalmente presenti: Iulius Pierre Van Biesbroeck di origine belga ma attivo in Italia e Francesco Ciusa il principale aedo del realismo in Sardegna: inserimenti di diversa estrazione geografica, ma non dissonanti nel divenire storico e linguistico della collezione.
Gli altri artisti sono presenti con un numero vario di opere: Benedetto Civiletti è l'artista più rappresentato; seguono Mario Rutelli ed Ettore Ximenes; e gli altri da Domenico Costantino e Rosario Bagnasco, Antonio Ugo, Giovanni Nicolini e Bernardo Balistreri, nati nell'ultima parte del secolo e già attivi nei primi anni del Novecento.
Nino Geraci, Filippo Sgarlata e Giovanni Barbera sono più avanti di poco: nati all'inizio del nuovo secolo realizzarono la loro formazione nello spazio tra le due guerre e proseguirono la loro attività anche oltre; tranne Giovanni Barbera mancato prematuramente nel 1935.
Molti di questi gessi sono sculture ben note che addobbano gli spazi della città; altri invece non sono mai stati trasferiti in altra materia e investiti talvolta da patine colorate, sono stati destinati a mostre nazionali ed internazionali. In gran parte sono stati presenti alla Esposizione Nazionale del 1891-92.
Ricomposti e ripuliti dal lavoro di restauro questi gessi ora tornano a vivere in una esposizione permanente restituiti alla loro dignità di oggetto d'arte; nonostante alcune parti mancanti e non ricostruite per rimanere fedeli al criterio conservativo e più strettamente filologico. Al fine di salvaguardare la autenticità originaria.
orario apertura Mostre d'arte dal martedì alla
domenica dalle ore 9.30 alle 19.30
Le mostre in corso o già effettuate a Palazzo Ziino
Al secondo piano del Palazzo una serie di ambienti, estesi per circa 370 mq, sono destinati a sede di mostre temporanee.
Nel progettare l'allestimento di questi ambienti si è partiti dal considerare che una sede per mostre temporanee, data la varietà dei temi espositivi, deve fornire all'utente spazi variamente malleabili e possibilmente neutri.
Fatte queste considerazioni iniziali, si è deciso di allestire gli ambienti utilizzando un sistema di binario a parete, in alluminio estruso che permette illuminazione sia diretta che indiretta, posto ad un'altezza dal pavimento di m.3. La particolarità di questo sistema consiste nelle diverse possibilità di configurazione che ben si adattano alle esigenze di illuminazione di ambienti sede di esposizioni. Inoltre è possibile integrare l'illuminazione d'accento tramite l'utilizzo di appositi faretti alogeni da agganciare al modulo base e regolabili secondo le diverse esigenze espositive.
La luce naturale che entra dalle numerose finestre è filtrata con tende a pacchetto.
Alle mostre si accede da quella che doveva essere la porta d'ingresso principale dell'originario appartamento.
Sono undici vani in sequenza che permettono di variare i percorsi a seconda delle esigenze espositive.
orario apertura Mediateca dal martedì
al sabato dalle ore 9 alle 19 e la domenica dalle ore 10 alle 18
Una Mediateca è un luogo di consultazione, di fruizione e produzione culturale attraverso l´utilizzo prevalente di nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Un´occasione di aggregazione civile e di formazione, un punto nodale della conservazione e valorizzazione della memoria storica e sociale.
La Mediateca di Palazzo Ziino è un sistema aperto e di servizi in continuo divenire, sinergico con una cultura urbana innovata. Questa nuova cultura urbana diviene fonte primaria per lo sviluppo economico-sociale, con ricadute occupazionali e imprenditoriali. Il fatto che la Mediateca nasca a Palermo non è un caso, ma è il frutto di una precisa strategia dell´Amministrazione Comunale volta a cogliere i segnali di cambiamento della società.
Obiettivo primario della Mediateca è la diffusione della conoscenza del patrimonio culturale della città, ponendo sullo stesso piano il bene culturale tradizionale e il bene culturale cosiddetto atipico.
Beni culturali tradizionali: biblioteche - musei - gallerie - istituzioni culturali - fondazioni - centri di documentazione - scuole - università.
Beni culturali atipici: raccolta e collezioni scientifiche - giardini storici e verde - moda e arti applicate - sport - salute e territorio - archeologia subaquea - archeologia industriale - percorsi per/dei bambini - popoli e nazioni: il valore della diversità - prodotti enogastronomici locali - artigianato.
È dotata di trenta postazioni dalle quali è possibile effettuare ricerche su basi dati, locali o remote, connettersi alla rete Internet, accedere a risorse multimediali ed elaborare documenti ipertestuali. Sono possibili stampa e duplicazione.
Alcune postazioni sono destinate a disabili.
Una sala didattica è dedicata alla fruizione collettiva: seminari, formazione, video / teleconferenze. Sarà dotata di un maxischermo, di un video proiettore, di una regia, di due telecamere e di attrezzature multimediali che prevedono l'utilizzo delle risorse tecnologiche della Mediateca.
PROGETTO
Il recupero di Palazzo Ziino rappresenta una importante occasione di valorizzazione di un asse viario, la via Dante, che il "Piano di risanamento ed ampliamento della città di Palermo" redatto nel 1885 dall'ingegnere Felice Giarrusso aveva individuato, nella previsione di una città che, triplicando la sua popolazione nel giro di pochi anni, si sarebbe dovuta espandere a macchia d'olio.
La qualità urbana della via Dante è testimoniata dalle ville e dai palazzi che la fiancheggiano e che, oggi, culmina con il recupero dei Cantieri Culturali alla Zisa.
Palazzo Ziino è un edificio che si eleva su quattro livelli.
La facciata principale segnata dalla scansione regolare delle aperture è monumentalizzata da un ordine gigante formato da quattro colonne corinzie, poggianti su un alto basamento e spiccanti verso l'alto dal balcone principale del piano nobile.
L'intervento di manutenzione straordinaria redatto dall'ufficio del Centro Storico ha mantenuto la distribuzione originaria degli ambienti, facendo sì che il vecchio impianto sia ancora perfettamente leggibile.
Il progetto di allestimento degli spazi interni, prevede la realizzazione di una nuova sede espositiva per le collezioni di gessi della Galleria d'Arte Moderna E.Restivo, di spazi per mostre temporanee e attività didattico-congressuali, della Mediateca comunale, di uffici di rappresentanza e di tutti i servizi necessari all'accoglienza del pubblico fra i quali ristorazione, bar-caffetteria, book-shop e merchandising museale.
Al piano terra, nell'atrio, è sistemata l'accoglienza tra il ristorante ed il punto vendita a sinistra ed un ufficio di rappresentanza del Comune sulla destra.
Nel corpo annesso sono sistemati gli uffici del Festival del '900.
Il piano nobile è destinato ad accogliere l'esposizione permanente della collezione di gessi della Galleria d'Arte Moderna E.Restivo, che interagisce con la sede centrale della Galleria. Gli ambienti espositivi si estendono per circa 500 mq. Nello stesso piano si trova la caffetteria con terrazza sul cortile.
400 mq del secondo piano sono destinati a spazi per mostre temporanee, con annessa sala didattica.
La Mediateca, luogo di fruizione e produzione culturale attraverso l'utilizzo di differenti "media", occupa il terzo livello con trenta postazioni, anche per disabili, per una superficie di circa 320 mq. Una parte del terzo piano accoglie gli uffici amministrativi.
Accoglienza, ristorazione, punto vendita ma anche servizio di prenotazione per le manifestazioni culturali della città, sono gli elementi che (criteri museografici e museologici a parte) contribuiscono al rinnovamento del Museo contemporaneo, dove il "Giardino delle Muse" diventa luogo d'incontro.
È bello pensare a Palazzo Ziino come "Casa di arte e cultura" e spazio di crescita sociale ed economica per tutti.