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KALS’ART 2006

50 SERATE FRA MUSICA, TEATRO E MOSTRE NELL’IMPAREGGIABILE  PALCOSCENICO

DEL CENTRO STORICO

 

 

APERTI MUSEI, CHIESE E ORATORI SERPOTTIANI

 

Anche quest’anno, da venerdì 21 luglio a sabato 9 settembre, ogni giovedì, venerdì e sabato, dalle 21 alle 24, è possibile visitare musei, chiese e oratori decorati da Giacomo Serpotta che si trovano all’interno del perimetro della Kalsa.

L’iniziativa, promossa dal Comune, è in collaborazione con l’associazione Amici dei Musei siciliani, l’Università degli Studi, l’Arcidiocesi di Palermo, l’assessorato regionale ai Beni culturali e la Soprintendenza dei Beni Culturali.

Nei siti storici sono organizzate visite guidate a cura dell’associazione Amici dei Musei siciliani.

Fra gli edifici aperti, c’è palazzo Chiaramonte (lo Steri), in piazza Marina, in cui è esposta La Vucciria di Renato Guttuso, che, dipinta nel 1974, venne donata dallo stesso artista di Bagheria all’Università di Palermo.

Fra le chiese visitabili, Santa Maria della Catena, San Giovanni dei Napoletani, Santa Maria degli Angeli (la Gancia), Santa Maria della Pietà, Maria SS dei Miracoli, San Francesco d’Assisi, la Magione, la chiesa dei Cocchieri, oltre agli oratori di San Lorenzo e dell’Immacolatella.

Fruibile, infine, anche il Museo delle Marionette, nei nuovi locali di vicolo Niscemi.

 

I MONUMENTI VISITABILI

Palazzo Chiaramonte (lo Steri)

piazza Marina

Detto anche Lo Steri (da Hosterium magnum), come risulta dagli inventari quattrocenteschi, il palazzo appartenne alla famiglia Chiaramonte, una delle più potenti della Sicilia medievale. Voluto da Andrea Chiaramonte, fu iniziato nel 1306. Dal 1412 al 1517, sotto re Martino, fu sede della corte e venne rimaneggiato da diversi architetti; anche l’ordine degli spazi interni fu stravolto, alcuni dei quali vennero affrescati dal pittore palermitano Antonello Crescenzio. Fu, poi, sede del Viceré, della Regia Dogana e, dal 1600 al 1782, sede del Tribunale dell’Inquisizione. Nell’800 venne riadattato a Tribunale. Dopo il restauro degli anni ’70 del ’900, è diventato sede del Rettorato dell’Università. A pianta quadrata, con elegante cortile interno, portici a piano terra e logge nel piano nobile, la massiccia mole esterna è contrassegnata da eleganti bifore in stile gotico-catalano. Splendida la Sala delle Capriate, coronata da merli, e capolavoro assoluto è il soffitto della Sala dei Baroni (1380), ritenuto il massimo esempio della pittura siciliana del XIV secolo.

 

Chiesa di Santa Maria della Catena

piazzetta della Dogana

Così chiamata perché su un muro di essa era assicurata un’estremità della catena che chiudeva il porto della Cala. Costruita a partire dal 1502 da Matteo Carnilivari in stile gotico-catalano, alla fine di una breve scalinata ha un’elegante loggia a tre archi, dove si aprono i tre portali d’ingresso rinascimentali attribuiti a Vincenzo Gagini, eD un interno di affascinante spazialità.

 

Chiesa di San Giovanni dei Napoletani

piazza Marina, ad angolo con corso Vittorio Emanuele

Si trova quasi di fronte alla chiesa della Catena, e fu edificata alla fine del ’500 dalla congregazione della nazione dei Napoletani. La decorazione a stucco, settecentesca, è opera di Procopio Serpotta.

 

Chiesa di Santa Maria degli Angeli (detta la Gancia)

via Alloro

Destinata dai Frati Minori Osservanti ad ospizio dentro le mura della città (“gancia”), è ricchissima di storia e di opere d’arte. I lavori iniziarono alla fine del ’400, ma la chiesa ebbe numerose trasformazioni a partire dalla fine del ’600. L’interno ha un magnifico soffitto ligneo cassettonato cinquecentesco, ma configurazione barocca, con affreschi e decorazioni a stucco, e notevoli dipinti di Vincenzo da Pavia, Filippo Tancredi, Pietro Novelli, Guglielmo Borremans, Antonino Grano. All’ingresso, un grande organo del 1615, opera di Raffaele La Valle. Una parte del convento è utilizzata quale sede distaccata dell’Archivio di Stato.

 

Chiesa di San Francesco d’Assisi

piazza San Francesco d’Assisi

La splendida basilica medievale fu adornata con dieci statue di Virtù francescane da Giacomo Serpotta nel 1723. Le allegorie ripropongono lo stile maturo di Serpotta, che si osserva nella loro grande eleganza, leggiadria ma anche forza. Spiccano, tra le altre, la tenerissima Mansuetudine con l’agnello; la Fortezza, con la scimitarra sguainata; la severa Modestia, che distoglie lo sguardo dallo specchio; e la Teologia, che è la più berniniana fra le statue, con quello svolazzo improvviso della veste.

 

Chiesa di Santa Maria della Pietà

via Torremuzza

Iniziata nel 1678 e ultimata da Giacomo Amato in un barocco tipicamente romano, gode di una monumentale facciata. Numerose e importanti le opere d’arte all’interno, fra cui gli affreschi del sottocoro di Guglielmo Borremans (1772).

 

Chiesa della Magione (o della SS. Trinità)

via Magione

Fu eretta nel 1191 e ceduta, qualche anno dopo, all’Ordine Teutonico, diventando mansio, cioè sede del precettore dell’ordine: da qui, il nome Magione. Fonde stili arabi e normanni con opere d’arte cinquecentesche all’interno. Spiccano le eleganti absidi che danno su piazza Magione e il bel chiostro dell’antico monastero cistercense.

 

Chiesa di S. Maria dei Miracoli

Piazza Marina

Costruita su un terreno concesso dal Senato palermitano nel 1547, la chiesa presenta una pianta a croce greca iscritta in un quadrato. Il prospetto, d’impronta rinascimentale, è ornato da paraste. Le decorazioni scultoree sono della bottega del Gagini. Sul fianco settentrionale esterno, un loggiato, chiuso già a partire del ’700 e adibito ad autonomo edificio di culto con il nome di chiesa di Sant’Apollonio.

 

Oratorio di San Lorenzo

via dell’Immacolatella

Vi si può ammirare uno straordinario ciclo scultoreo in stucco, capolavoro settecentesco di Giacomo Serpotta. Nell’aula, progettata da Giacomo Amato nel ’600, si trovava la celebre Natività di Caravaggio, trafugata nel 1969.

 

Oratorio dell’Immacolatella

via dell’Immacolatella

L’oratorio fu edificato dalla compagnia omonima fondata nel 1575. Tra il 1725 e il 1726 l’architetto Gaetano Lazzara sovrintese ai lavori di decorazione a stucco realizzati da Procopio Serpotta e Vincenzo Perez. Il recente restauro a cura della Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali consente oggi di riappropriarsi dei giusti toni della bianca materia che fa da contorno, sulla volta, agli affreschi di Vincenzo Bongiovanni, dipinti nello stesso periodo, con Storie della vita della Vergine. Sulla base dei suggerimenti di un teologo francescano vennero disposti i medaglioni dell’aula, che raffigurano Dottori e Padri della Chiesa: San Girolamo, Sant’Agostino, San Gregorio Magno, Sant’Ambrogio, ma anche San Cirillo d’Alessandria, San Sofronio di Cipro, San Giovanni Crisostomo e Sant’Anastasio I Papa. Le vele della cupoletta presbiteriale, che contiene uno stupenda coltre di nimbi in stucco, sono invece occupate dai quattro profeti maggiori: Isaia, Ezechiele, Geremia e Baruc. Tutte queste figure furono state scelte per alludere alle Virtù mariane, cui è dedicato l’oratorio.

 

Chiesa della Madonna dell’Itria dei Cocchieri

via Alloro

Fu fondata tra il 1596 e il ’98 dall’Unione dei Cocchieri. Al di là della semplice facciata, l’interno ad unica, piccola aula, conserva due interessanti dipinti seicenteschi: Apparizione della Trinità alla Vergine e La Madonna dell’Itria con San Francesco di Sales; degni di rilievo anche la seicentesca statua raffigurante San Riccardo e il coevo Crocifisso ligneo. Sotto la cripta è stata riscoperta la cripta dei confrati, con affreschi tardo seicenteschi.

 

Complesso di Sant’Anna la Misericordia

Piazza Sant’Anna

Ubicato nel cuore del centro storico, dove sorge l’antico mercato dei Lattarini, il complesso di Sant’Anna la Misericordia (o alla Misericordia o della Misericordia) è formato dall’ex convento francescano della chiesa di Sant’Anna, una delle più scenografiche del Barocco palermitano, e dall’attiguo palazzo Bonet, sito di fronte a piazza Croce dei Vespri e palazzo Gangi. Esso mantiene tuttora, rispettivamente,  i connotati dell’architettura residenziale di fine ’400, in stile gotico-catalano, con alcune bifore rimesse in luce (palazzo Bonet); e di una residenza conventuale seicentesca, che si articola attorno ad un magnifico chiostro con colonne in marmo grigio e arcate a tutto sesto, preceduto da un bel portale d’ingresso, d’impronta manierista, dei primi del ’600. Il complesso è stato inaugurato il 28 settembre dello scorso anno dopo un’opera di recupero, curata dall’assessorato al Centro storico del Comune. Dopo il successo della grande retrospettiva su Francesco Lojacono, visitata da migliaia di persone, gli spazi del Complesso monumentale accoglieranno definitivamente la Civica Galleria d’arte moderna, per quasi cento anni ospitata presso il Ridotto del Teatro Politeama.

 

Museo internazionale delle Marionette (Mima)

vicolo Niscemi

 

Il museo si deve all’impegno dell’intellettuale palermitano Antonio Pasqualino (cui esso è dedicato, dopo la sua scomparsa), che lo ha fondato nel 1975, dopo avere raccolto nel tempo una ricca collezione (circa 4 mila “pezzi”) comprendente antichi pupi palermitani, catanesi, napoletani, assieme a marionette, burattini, figure animate, strumenti musicali e attrezzature di scena provenienti da ogni parte del mondo. Da non perdere, le maschere-marionette africane e dell’isola di Bali, un’orchestra birmana in legno a sfoglia d’oro e marionette realizzate da artisti contemporanei (Guttuso, Baj, Kantor). Nei nuovi locali dietro a piazza Marina, vi si trova anche un piccolo teatro, biblioteca, bookshop e coffee-corner. Il museo promuove un intenso programma di attività didattica, ricerca e spettacoli teatrali.

 

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