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KALS’ART 2006 50 SERATE FRA MUSICA, TEATRO E MOSTRE NELL’IMPAREGGIABILE PALCOSCENICO DEL CENTRO STORICO
LE “LUCI D’AUTORE” ALLA KALSA
Anche quest’anno, piazze, strade e vicoli della Kalsa verranno abbelliti con il progetto delle Luminarie d’autore: per tutta l’estate, il quartiere arabo di Palermo ospiterà le originali interpretazioni luminose proposte, in occasione di Kals’art, da celebri designer italiani, Mario Bellini, Pierluigi Cerri, Michele De Lucchi, Italo Lupi e Paolo Rizzatto. L’uso creativo delle luminarie consentirà al pubblico di passeggiare nelle strade della Kalsa sotto suggestivi archi e installazioni di luce realizzate dai cinque designer. Il progetto, realizzato da PromoPalermo – produzione esecutiva di Andrea Peria Giaconia – si avvale della collaborazione dei luminaristi palermitani, i fratelli Ribaudo e Salvatore Riolo, e della Confcommercio Palermo. La lavorazione delle luminarie è stata, infatti, affidata anche quest’anno alle storiche famiglie di luminaristi, in modo da fondere due linguaggi artistici, quello dell’innovazione stilistica dei designer, e gli archi di luce della tradizione siciliana. Le strade della Kalsa saranno trasformate in un inusuale museo luminoso a cielo aperto, in cui le installazioni di luce accompagneranno la passeggiata di palermitani e turisti fra i vicoli dello storico quartiere arabo.
Italo Lupi per via AlloroPer questo originale allestimento, l’autore immagine che una serie di supporti orizzontali siano disposti tra una casa e l’altra di via Alloro, distanti tra loro una decina di metri, a sostegno del duplice tipo di luminaria proposto. Una sorta di “travi americane” leggere, in legno, supporterà la sagoma outline delle lettere dell’alfabeto. Sarà costituita dal contorno interno-esterno delle lettere, quindi, verrà composta la struttura che ospiterà le luci. Alla duplice fila di lampadine si aggiungono, nei tratti indicati, segmenti di tubi al neon, in vari colori. Ogni alfabeto completo ha un totale di 105 tubi al neon, così suddivisi: 81 tratti rettilinei e 24 tratti curvilinei, per sottolineare tre alfabeti di luminarie, ognuno dei quali divisi in sette circuiti distinti. Paolo Rizzatto per via IV AprileLa proposta per l’illuminazione di via IV Aprile è stata sviluppata in modo particolare intorno a delle specifiche considerazioni. Le prime sono di carattere urbanistico e topografico e riguardano la collocazione della strada rispetto al quartiere di fondazione araba della Kalsa. Infatti, rappresentando uno degli accessi privilegiati al quartiere, la via IV Aprile collega piazza Marina, su cui si estendeva anticamente la Cala, con l’asse monumentale del quartiere costituito da via Alloro; in particolare, il percorso mette in relazione l’angolo sud-ovest di piazza Marina, caratterizzato dalla presenza monumentale di palazzo Steri e dall’altrettanto imponente ficus magnolioides del giardino Garibaldi, con il complesso conventuale della Gancia. Si è voluto proporre un’immagine del tutto nuova, attraverso una forma che si muovesse liberamente nelle tre dimensioni lungo l’asse longitudinale della strada. Il progetto si risolve in un’unica linea luminosa, lunga circa 150 metri, dall’andamento sinuoso sia nel piano orizzontale che nel piano verticale, caratterizzata da una maggiore complessità geometrica alle due estremità (davanti a palazzo Steri e a palazzo Palagonia) e da una soluzione di continuità al centro, in corrispondenza del vicolo Greco. Inoltre, sei spezzoni di arco di cerchio lunghi 3,90 metri, combinandosi opportunamente con la linea principale, suggeriscono la forma delle lettere che compongono la parola “K A L S A”. Dal punto di vista della tecnica costruttiva ed elettrica, si riprende la tecnologia tradizionale delle luminarie, adottando le tradizionali lampadine di 5w ed i rispettivi portalampade. Mario Bellini per via dello SpasimoL’Atelier Bellini si è ispirato ad una “tempesta di luce”. La struttura posta in via dello Spasimo, tra piazza Magione e piazza Kalsa, è costituita da un tornado di luce, il cui centro è disposto su di una spirale; la distanza tra i cerchi è di circa 25 centimetri. L’altezza totale della struttura è di dieci metri, più tre metri di distanza dal livello del suolo. L’allestimento è realizzato interamente in alluminio, con un asse centrale posto all’estremità superiore della spirale, utile al sostegno e alla rotazione della stessa. Il particolare disegno che ne viene fuori attirerà gli spettatori, colpendone l’immaginazione e proiettandoli verso un “tornado luminoso”. Michele De Lucchi per piazza MagionePiazza Magione vedrà al centro della piazza un albero bifacciale, illuminato da entrambi i lati, di sette metri e mezzo, alto due metri da terra. La struttura è verniciata di bianco, realizzata internamente in ferro e alluminio, e rivestita in legno. È composta da un tronco portante in ferro, con cinque facciate a forma di silouette, montate a formarne un cerchio, ognuna composta da tre rami secondari ai quali verranno applicati foglie e frutti di limone a doppia faccia realizzati in legno. Pierluigi Cerri per vicolo dei BianchiColoratissimi cerchi concentrici illumineranno il vicolo, creando una vera e propria “galleria di luci”. L’illuminazione degli anelli sarà visibile dai due lati, posti da terra a degradare dall’altezza di cinque metri sino ad arrivare a due metri. Verrà utilizzato un sistema di cavetti sottili, nel rispetto delle antiche strutture dei palazzi prospicienti. Perfettamente in asse, la “galleria” apparirà come un unico cerchio concentrico prospettico. |