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Angelo
Marini
Scultore vissuto nel XV secolo. Pare abbia avuto Marini per
cognome. Secondo il Vasari, scolp?una Santa Maria Maddalena
per il Duomo di Milano. Gli vengono attribuiti anche i
bassorilievi della cappella della Madonna del Rosario dello
stesso Duomo, scolpiti unitamente a Francesco Brambilla,
Agostino Busti, Andrea Fusina e al Solari. E? sua anche la
statua di Pio IV. Esegu?alcune statuette in bronzo per il
Ciborio della Certosa di Pavia.
Da L.
Sarullo
Confuse e talvolta contraddittorie sono le notizie
tramandate dalle fonti su questo scultore detto ?il
Ciciliano?, attivo nella seconda meta' del ?500. Il primo a
farne cenno ?il Vasari, il quale nella biografia del
Garofano e di altri artisti lombardi aggiunta alla edizione
delle sue Vite, ricorda ?in Milano uno scultore chiamato
Angelo e per soprannome il Ciciliano il quale fece?una Santa
Maria Maddalena elevata in aria da quattro putti che ?opera
bellissima?.
La
notizia ?confermata dagli storiografi lombardi, i quali lo
menzionano pure tra gli esecutori delle sculture del Duomo
di Milano ( C.Torre 1674, F.Pirovano 1822).
Anche
il Cicognara nella sua celebre ?Storia della scultura in
Italia? del 1823, nomina il Marini tra i molti architetti ed
artefici che lavorarono al Duomo di Milano e che vengono
elencati nello studio di Carlo Torre.
Lo
studioso, inoltre, trattando della Certosa di Pavia annota
che nei registri dei monaci sono elencati in modo un po?
confuso molti artisti e fra questi Angelo Marini Siciliano.
A lui infatti vengono attribuite le statue di bronzo del
sontuoso ciborio, realizzato su disegno di Francesco
Brioschi e di Silvestro da Carate, di cui il Brambilla
esegue gli ornamenti ( descrizione della Certosa di Pavia
1883).
Altri
biografi come il Ticozzi (1819), il De Boni (1820) e lo Zani
(1823), accennano ad un Angelo Maria Siciliano attivo nel
1556. Nonostante sembri assodata l?origine siciliana di
questo scultore, non abbiamo dalle fonti locali alcuna
notizia su di lui fino al 1861.
Il
primo a menzionarlo ?A.Gallo, che fornisce un profilo
biografico dello scultore senza tuttavia citare sempre le
fonti da cui attinge. Secondo lo studioso, Marini nasce a
Palermo nei primi anni del XVI secolo ed entra a far parte
della rinomata scuola di Antonello Gagini. Ancora giovane
lascia la Comune natia per recarsi a Firenze e poi a Roma,
allo scopo di perfezionare la sua formazione. Ben presto
pero? viene chiamato a Milano per eseguire insieme al
Brambilla alcune importanti sculture del duomo. Tra le
statue a lui affidate sono quelle di Pio IV benedicente,
Cristo fra i dottori, S.Costantino, S.Elena e la
Maddalena in estasi tra gli angeli, di cui le
ultime due si trovano nel Museo del Duomo. Lo stesso
studioso, riportando la notizia riferita dal Cicognara, nota
che il Marini non solo primeggia ?nelle pi?insigni sculture
del Duomo di Milano, ma ben anche in altri simulacri,
bassorilievi ed ornati in marmo nel tempio della Certosa di
Pavia?.
Si
tratta delle statuette in bronzo presenti nel presbiterio
seguite insieme al Brambilla e delle due statue in marmo di
S.Bruno e di Adamo ed Eva, ancora oggi
collocate la prima nella facciata al di sopra dello zoccolo
e la seconda in alto sotto la loggia superiore.
Sempre
il Gallo, interpretando in maniera errata le notizie
riportate dal repertorio dello Zani, che oltre al nostro
cita un omonimo orefice e pittore del 1517, afferma che
l?attivita' del Marini spazia dalla scultura alla pittura,
dall'oreficeria all'architettura ?seguendo il costume di
molti valentuomini di quell?epoca che insieme pi?di
un?arte abbracciavano per gli stretti vincoli che
hanno fra loro, ed una ne prediligevano, per acquisire
maggior fama?. E continua sostenendo che ?iniziato
prima nella pittura e nella oreficeria abbia esercitato in
gioventa' quelle due arti, ma gi?abilissimo
modellatore quando usc?dalla scuola del Gagini: talch?
profittando poi del concorso degli scultori chiamati nel
Duomo di Milano, abbia abbandonato quelle quelle due prime
arti, e verso il 1560 si sia dato di proposito alla scultura
nelle opere del Duomo di Milano e anche in bronzo della
Certosa di Pavia? ( Gallo 1861). Nella scultura in
bronzo, peraltro, ?guidato dal Brambilla ?ch?era in essa
valentissimo?, come mostrano del resto i Santi
Dottori di uno dei pergami del Duomo di Milano, ?ma
poscia con l?esercizio l?uguagli?e forse superbollo nella
grazia e nella diligenza? ibidem.
L?ultimo periodo della vita dello scultore appare piuttosto
oscuro anche al Gallo, il quale dando per certo che quell?Angelo
Marini considerato dal Zani nativo di Cremona sia la stessa
persona, ne ricava che muore nel 1587.
Il
Gallo aggiunge, inoltre, che poich?sembra che lo Zani
tragga la notizia dai registri parrocchiali di Cremona, si
pu?supporre che il Marini ormai vecchio si fosse ritirato
in quella Comune rimanendoci fino agli ultimi suoi giorni.
Dopo
l?ampia trattazione del Gallo, ad occuparsi di Marini ?
Gioacchino Di Marzo (1883-84) che, prendendo in esame la
tradizione critica precedente, ritiene sicuramente eseguite
dallo scultore le opere in marmo e in bronzo della Certosa
di Pavia e del Duomo di Milano, mentre si mostra piuttosto
perplesso di fronte alle affermazioni del Gallo.
Dopo
la morte del Di Marzo non viene dato nessun altro importante
contributo per la conoscenza di questo scultore, ad
eccezione di Salinas (1901) e di D?Agati (1907) che
ricordano esposta nella sala di S.Giorgio del Museo
Nazionale di Palermo la statua di Pio IV eseguita da Marini
per il Duomo di Milano.
L?artista ?semplicemente menzionato tra le sculture del
Duomo di Milano e delle opere della Certosa di Pavia dal
Pirovano (1822), dal Calvi (1865), dal Boito (1889), dal
Meyer (1900), dal Malaguzzi Valeri (1906), dal Beltrami
(1907), dal Nebbia (1910), dal Brinckmann (1919), dal
Thieme- Becker , dal B??it, dal Bescap?e Mezzanotte
(1965), dal Prince Amerson(1965) e dal T.C.I. (1985). |