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Antonio Bivona Bernardi           

Botanico, nato a Messina nel 1778 e morto a Palermo nel 1837.

Si laure?in scienze naturali a Palermo, dopo avere interrotto i meno congeniali studi giuridici. Ventenne, frequenta' nbsp; le lezioni pubbliche di Giuseppe Tineo, primo direttore dell?Orto botanico di Palermo e quelle private di Giuseppe  Bartolotta, abile dimostratore dell?Orto.

Dal 1804 al 1806 intraprese diversi viaggi nel resto d?Italia, durante i quali venne in contatto con validi professori di botanica.

Ritorn?a Palermo con un notevole bagaglio di esperienze, opere, collezioni scientifiche e strumenti tra cui alcuni di fisica inventati da Volta, ceduti dal Bivona alla Regia Universita' di Palermo.

Apporta' un notevole contributo alla conoscenza dei costituenti pi?espressivi della flora fanerogamica dell?isola ed alla crittogamia sicula.

Non ebbe mai incarichi accademici, ma ottenne riconoscimenti e consensi sia in patria che all'estero ed ebbe una notevole influenza sulla cultura scientifica a Palermo, infatti,  alla sua scuola si formarono i celebri Filippo Parlatore e Agostino Todaro.

Bivona ?considerato il primo tra i botanici siciliani e scrisse diverse opere: nel 1806 pubblic??Una prima Centuria delle piante sicule?, nel 1809 ?Monografia delle Torpidi?, nel 1810 pubblic??Una nuova specie di Astragalo dell?Etna?,  ?Astragalus siculus?, a cui fanno seguito quattro Manipoli dal 1813 al 1816.

E? del 1835 la pubblicazione di ?Tinea, nuovo genere di fanerogame?, dedicato all'amico prof.  Vincenzo Tineo.

 

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