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Cesare Airoldi
Patriota e scienziato,
nato a Palermo il 2 novembre 1774 e morto a Firenze il 28
dicembre 1858. Discendente da una nobile famiglia di origine
milanese trapiantatasi in Sicilia nel secolo XVI, prese
parte al moto rivoluzionario del 1812.
L'anno successivo venne
eletto presidente della Camera dei Comuni del Parlamento
siciliano e successivamente ministro dell'Interno.
Nel 1815, dopo
l'abolizione del Parlamento da parte di Ferdinando I, fu
costretto ad abbandonare la Sicilia ed a vivere in esilio,
prima a Milano, poi a Parigi ed infine a Firenze.
Si dedicò allo studio
delle scienze naturali e alla sua morte donò all'Università
di Palermo le sue preziose collezioni che servirono ad
incrementare il Museo di geologia "G.G. Gemmellaro". Donò
anche la sua ricchissima collezione di libri alla Biblioteca
comunale di Palermo, dove è conservato un suo ritratto nella
galleria degli uomini illustri. |