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De Lisi

Famiglia di scultori palermitani.

Il capostipite Benedetto nacque nel 1830 e mor?nel 1875.

Studi?col Villareale e, a Firenze, con Pietro Tenerani. Partendo da una visione neoclassica giunse con l? Angelo di Moore, una delle sue ultime opere oggi alla  Galleria d'arte moderna, ad esiti che risentono delle teorizzazioni romantiche.

Fra le sue sculture ricordiamo la statua di Ruggero Settimo in piazza Politeama, il Monumento a Vincenzo Florio, il Busto di Garibaldi alla Galleria d'arte moderna. Fu autore anche di numerosi ritratti commemorativi.

L'artista ebbe due figli Stefano e Domenico.

Stefano, nato nel 1865 e morto nel 1886, compi studi letterari e fu avviato dal padre all'arte della scultura. Nel suo lavoro ebbe un?arditezza innovatrice tendente ad esaltare l'immediatezza dell'impressione visiva, come nel caso del bozzetto in bronzo Garibaldi a cavallo, presso la Galleria d'arte moderna.

Domenico, nato nel 1870 e morto nel 1946, frequenta' lo studio del Civiletti.

La sua produzione comprende numerose opere funerarie, ritratti e sculture di piccole dimensioni di delicato realismo.

Fra le opere monumentali si ricordano l? Umberto I, Francesco Paolo Perez a S. Domenico e Carlo III di Borbone all'Albergo dei poveri.

Benedetto jr, nato nel 1898 e morto nel 1967, figlio di Domenico, prosegu?nella strada di famiglia. Frequenta' l'Accademia di belle arti, studiando con Ugo e Rutelli; senta' l'influsso del nonno Benedetto e ne reintepreta' i modi ponendo attenzione al Liberty e, pi?tardi, al Novecento.

Fu docente e direttore dell'Accademia di belle arti; partecip?a varie edizioni della Biennale di Venezia. Alla guida del Sindacato delle belle arti, fu attivo organizzatore di mostre in Italia e all'estero. Cos? lo ricorda Ubaldo Mirabelli. ?.. in De Lisi non c'?ansia. La vita ?accettata. Per questo egli pota' credere alla figura e sentirla come ancora necessaria all'arte [?] un senso segreto racchiuso nelle opere a testimonianza dell'uomo e del suo sogno silenzioso e tenace?.

 

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