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Gagini

Famiglia di illustri scultori che ebbe un ruolo preponderante nel panorama isolano di quest'arte. Il capostipite Domenico, proveniva da Bissone sul Lago di Lugano, dove era nato presumibilmente nel terzo decennio del XV secolo e mor?nel 1492.

Il suo percorso artistico parte da influenze tardo gotiche per giungere, attraverso echi rinascimentali, a una visione che rispecchia la complessita' culturale propria dell'Italia meridionale di quegli anni.

Giovannello, primogenito di Domenico, nacque a Palermo nel 1470. Fu, come scrive l'Accascina, di temperamento strano. L?unica sua opera documentata ?il Sarcofago di Gaspare de Marino nella Cattedrale di Agrigento, eseguito con Andrea Mancino. L?ultima notizia su di lui proviene da una nota di pagamento del 1492.

L?esponente pi?famoso ? Antonello, considerato il pi?valente scultore del ?500 siciliano. Anch'egli figlio di Domenico, era nato intorno al 1478 e mor?nel 1536.  Le opere di Antonello e della sua bottega, soprattutto le sue celebri ed elegantissime Madonne, si possono ammirare ancora oggi in molti centri dell'isola. L?artista inizi?la sua attivita' a Messina con la realizzazione della Madonna della Grazia per la Chiesa di Bordonaro. Subito dopo si dedic?con aiuti al Polittico marmoreo per la Chiesa di S. Maria Maggiore di Nicosia. Nel 1508 rientr?definitivamente a Palermo. Nella capitale il suo primo impegno fu quello della grande Tribuna per l'abside centrale della Cattedrale, smembrata alla fine del secolo XVIII. Era un'opera grandiosa, che si sviluppava lungo il giro absidale, alla quale lo scultore si dedic?con alterne vicende fino alla morte, demandando ai suoi discendenti il compito di terminarla. Ebbe numerosi figli, tutti scultori.

Giandomenico, avuto dalla prima moglie Caterina Blasco, nato nei primi anni del XVI secolo e morto prima del 1567, oper?in vari centri siciliani.

Antonino viene ritenuto il pi?fedele continuatore dell'arte del padre. Ebbe bottega a Palermo e lavor?molto in tutta l'isola, lasciandovi apprezzate sculture. Risulta attivo fino al 1575.

Giacomo, nato nel 1517 e morto nel 1598, realizz?numerose statue per la Tribuna ideata dal padre. Oltre che nel capoluogo, ebbe incarichi a Naro, Pettineo ed Alcamo.

Fazio, scultore e architetto nato nel 1520 e morto nel 1567.

Collabor?col fratello Vincenzo, nato nel 1527 e morto nel 1595.

Insieme lavorarono alla decorazione della Tribuna iniziata dal padre Antonello, alla costruzione del portico settentrionale del Duomo di Palermo e del portico laterale del Duomo di Monreale. ?di sua mano il balcone in marmo che decora la facciata del Palazzo Arcivescovile.

Giacomo ebbe un figlio di nome Giuseppe morto nel 1579, che esercita' la sua arte a Palermo. Il maggiore Nibilio, attivo dal 1564 al 1607, fu un abilissimo argentiere. A lui si deve l'abbandono delle forme goticheggianti in favore delle novita' di gusto rinascimentale. Fu anche un valente medaglista e i suoi oggetti (calici, candelabri, reliquiari, ostensori e vari arredi) sono fra i pi?raffinati che la produzione siciliana vanti.

Uno degli ultimi rappresentanti della famiglia fu Antonuzzo, scultore e costruttore, figlio di Giandomenico e nipote di Antonello, nato a Caltagirone dove i Gagini si trasferirono.

Fu attivo tra quella Comune e Palermo a partire dal 1576 fino alla morte avvenuta nel 1627. Fu padre di Giandomenico, architetto e scultore scomparso nel 1627, anch'egli operoso fra Palermo e Caltagirone. Da Giandomenico nacque Francesco, nato a Caltagirone nel 1610 e morto nel 1643.

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