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Gaspare Bivona
Patriota, nato a Palermo nel 1830 e morto nel 1891.
Figlio
di Raffaele Bivona e di Caterina Perricone e Conca, fu
battezzato nella antica parrocchia di S. Ippolito ed ebbe un
fratello di nome Vincenzo. A venta' anni spos?Rosa Aiello e
dal matrimonio nacquero i figli Caterina (1851), Giuseppa
(1856), Raffaela (1858), Giovanni (1860), tutti battezzati
nella medesima chiesa.
Di modesta ma dignitosa condizione sociale, fu animato da
sentimenti patriottici partecipando a quei moti di popolo
che portarono il 4 aprile del 1860 all'insurrezione
organizzata da Francesco Riso e all'occupazione del convento
della Gancia. Si dice che nella bottega del Bivona fosse
nascosto il cannone di legno che i congiurati avevano
costruito per quella rivoluzione. Fra i congiurati Bivona si
distinse per coraggio ed ardimento.
Avendo le truppe borboniche espugnato il convento e
catturato gli occupanti, Bivona, insieme con Filippo Patti,
riusc?a salvarsi nascondendosi all'interno delle tombe
della cripta e da l? perforando il muro di cinta, a fuggire
dopo alcuni terribili giorni in cui si trovava in quella
condizione attraverso uno stratagemma posto in atto dagli
abitanti del quartiere: mentre i soldati tentavano di sedare
una finta zuffa tra popolane, egli riusc?a trapassare, col
suo compagno di sorte, da quella fortuita breccia e a salire
su un carro ricoperto di paglia, eludendo la sorveglianza
della ronda militare.
Bivona rientr?a Palermo al seguito di Giuseppe Garibaldi il
27 maggio 1860. Una lapide posta intorno a quella breccia
immortala i nomi di Gaspare Bivona e di Filippo Patti,
legandoli alla ormai celebre ?buca della salvezza?.
Il coraggio di Gaspare Bivona, di Filippo Patti ed il
sacrificio delle Tredici Vittime fucilate fuori porta S.
Rosalia, incita' Giuseppe Garibaldi a preparare la spedizione
per liberare la Sicilia. Come ricompensa per la sua
dedizione all'unita' della patria italiana, Gaspare Bivona fu
assunto in servizio presso l?Amministrazione municipale di
Palermo. |