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Giovanni Meli

Poeta dialettale, nato a Palermo il 6 marzo 1740 e ivi morto il 20 dicembre 1815.

Esercita' anche la professione di medico condotto a Cinisi ed insegn?chimica generale nell'Accademia degli Studi, la futura Universita'

Indoss?l'abito talare e fu chiamato abate, nonostante non avesse mai preso gli ordini e non avesse mai ottenuto un'abbazia. Appena ventenne fu ammesso all'Accademia del Buon Gusto e divenne assiduo frequentatore della casa del principe di Campofranco, Antonio Lucchesi Palli, dove si tenevano dotte riunioni letterarie, chiamate ?la galante conversazione?.

La sua prima composizione fu ?La fata galanti?, cui seguirono ?L'egluga in lodi di lu gattu?, ?L'origini di lu munnu? e via via tutte le altre sue poesie pastorali e le odi anacreontiche, morali e pindariche.

Le sue opere furono tradotte in latino e in greco, in italiano, in francese, in tedesco, in inglese. ?ricordato nel Pantheon di San Domenico da un imponente monumento funebre, opera di Valerio Villareale, che scolp?anche il medaglione posto nella parete dello scalone della Biblioteca comunale. Altri monumenti lo ricordano in piazza Stazione Lolli e all'interno del Palazzo Pretorio; infine due lapidi indicano la sua abitazione primitiva in via Seminario ltalo Albanese e la casa in cui visse e mor? in via Maqueda al n. 331.

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