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Giuseppe Garofano

Calcografo, morto a Napoli nel 1787.

Appartenne alla Congregazione dell'Oratorio, si sa che inizi?la sua attivita' come pittore nella bottega di Vito D'Anna, ma che continu?come incisore.

La prima tavola firmata e datata che conosciamo ?l'antiporta del libro di Arcangiolo Leanti ?Lo stato presente della Sicilia?, pubblicato a Palermo nel 1761 dal tipografo Francesco Valenza.

Lavor?all'illustrazione di libri con i tipografi Pietro Bentivenga nel 1762 e Stefano Amato nel 1764.

Nel 1766 ? a Roma, dove probabilmente si era trasferito per perfezionarsi nella calcografia: lo si rileva dalla firma apposta ad una immagine della Madonna con Bambino ed angeli (Joseph Garofalus Congr. Orat. Pan: Sculp: Romae 1766).

Trattenutosi oltre il tempo consentitogli dalla Congregazione, ne venne espulso (probabilmente non erano estranei altri motivi). Si spos? due volte ed una delle mogli era figlia del matematico palermitano Nicol?Cento.

La sua attivita' a Palermo, per altro mai interrottasi nel periodo romano, riprese nel 1768 nella tipografia regia con Gaetano Maria Bentivenga e nel 1776 con il Rapetti . E? dell'anno successivo la bella pianta di Palermo, voluta dal Villabianca, su rilievo del regio ingegnere Nicol?Anito.

Nel 1778 lavora a Palermo con Antonino Valenza; l'ultima incisione che conosciamo firmata e datata ?del 1786 e raffigura la Vergine, ricavata da un dipinto di Fedele da S. Biagio.

Tra le cose pi?interessanti della sua produzione segnaliamo una veduta di Porta Felice, in foglio grande, inserita nei ?Diari? del Villabianca e la  pianta della Sicilia riprodotta su quella del barone Samuele Schmettau.

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