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Giuseppe Patricolo
Architetto e restauratore, nato a Palermo nel 1753 e morto
il 18 aprile 1828.
Sposatosi il 4 gennaio 1784, ebbe dodici figli, tra i quali
i pi?noti sono Giovanni e Salvatore, pittori
e Michele, architetto. Raggiunto il grado di
?capomastro? della Real Casa Borbonica, godette di una
particolare stima da parte dello stesso re Ferdinando IV, il
quale il 25 febbraio 1824 chiese per iscritto a lui e
all'ingegnere Giuseppe Patti un parere preciso sulla
demolizione di Porta Nuova, proposta dall'ingegnere
Speranza. Il giudizio nettamente negativo del Patricolo
riusc?ad evitare la possibile distruzione del monumento e a
sollecitare un recupero strutturale e decorativo, a cui in
seguito fu dato un contributo rilevante proprio dal figlio
Salvatore.
La sua
attivita' si dispiega nel periodo compreso tra la fine del
XVIII e gli inizi del XIX secolo.
Tra il
1810 e il 1814 fu sovrintendente dei cantieri di
ristrutturazione del palazzo del Duca d?Orleans (genero del
Re), sito nel piano di Santa Teresa. all'interno della reale
Palazzina Cinese esegu?opere di grande rilievo, quali il ?caf?ouse?,
le scale ?a lumaca? neogotiche e i padiglioni o quartiero di
cavalleria de? reali cacciatori; l?acquedotto del Gabriele;
la casina dei giardinieri ?collaterale alla casina del
Marchese Ajroldi? e la sistemazione della passeggiata nella
flora all'italiana con vasche in marmo e grotte.
Presso
l?attuale parco della Favorita esegu?oltre ai ?torriglioni?
di caccia neogotici, il magazzino in stile romano ornato di
stucchi per la macerazione del sommacco e l?impianto delle
statue e delle fontane della passeggiata.
Nel
1815 dovendosi procedere al restauro dei celeberrimi
affreschi del cortile di palazzo Sclafani, sede
dell?Ospedale grande e nuovo, raffigurati il Trionfo
della Morte (oggi alla Pinacoteca regionale di palazzo
Abatellis), il Purgatorio e il Paradiso (opere
perdute, realizzate nel 1634 da Pietro Novelli), presenta' un
preventivo di spesa quantificato in ?onze 90.12.5?, ma il
restauro venne eseguito solo sette anni dopo da Giuseppe
Velasco per mancanza di fondi.
Francesco Paolo Patricolo |