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Ruggero Settimo

Patriota e statista, nato il 19 maggio 1778 e morto a Malta il 12 maggio 1863.

Appartenente alla famiglia dei principi di Fitalia, milita' in gioventa' nella Marina borbonica, giungendo alla carica di ministro della Marina nel 1812.

In quell 'anno prese parte ai lavori di riforma della costituzione e quando, tre anni dopo, il re abol?il patto costituzionale, si dimise dalla carica e visse in disparte.

Torn?alla politica attiva nel 1820, aderendo alla rivoluzione indipendentistica e fu uno dei membri della Giunta provvisoria.

Fallita la rivolta, si ritir?nuovamente a vita privata.

Nel 1848, ormai settantenne, fu nominato capo del Governo rivoluzionario e il  25 marzo, nella chiesa di San Domenico, inaugur?il Parlamento. Fu acclamato presidente del regno e "padre della patria".

Soffocata anche questa rivoluzione, prese la via dell'esilio e si rifugi?a Malta, da dove non torn?pi?

Nel 1860 approv? l'annessione della Sicilia al Piemonte e l'anno dopo fu nominato senatore e presidente del Senato (il primo presidente del Senato del nuovo Regno d'Italia).

?ricordato nella chiesa di San Domenico da un imponente monumento cui lavorarono gli scultori Salvatore Valenti e Domenico Costantino.

Il monumento, al centro della piazza a lui dedicata, ?invece opera dello scultore Benedetto De Lisi.

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