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Salvatore Morso
Storico e religioso, nato
il 6 febbraio 1766 e morto il 14 settembre 1828.
Compiuti i primi studi
quasi da autodidatta, pervenne alla laurea in filosofia nel
1784; abbracciato lo stato ecclesiastico fu allievo di
Rosario Gregorio per la teologia e venne dallo stesso
avviato alla conoscenza della paleografia e della
letteratura greca.
Ancora per suo tramite
entr?in contatto con Alfonso Airoldi. Dopo la scoperta
della fantacomica tragica vicenda del Velia, Morso cominci?
a studiare l'arabo; arriv?a tale punto di conoscenze ed
approfondimento di studi che, per meriti particolari, venne
nominato professore interino di lingua araba nell'Universita'
di Palermo.
Gli venne pure affidato
l'incarico di studiare il corpus di monete arabe possedute
da Airoldi assieme all'altro proveniente dal sequestro dei
beni al Velia (che ne aveva coniato un bel numero nella
propria zecca casalinga); questo pregevole lavoro rimase
inedito.
I suoi studi vennero
apprezzati dall'arcivescovo di Aleppo monsignor Germano
Adami, la maggiore autorita' del settore.
Dopo avere letto la parte
araba della lapide del Palazzo reale di Palermo, tradusse le
altre, trilingue e quadrilingue, che si trovavano nella
chiesa di S. Michele Arcangelo e le pubblic?nel 1813 presso
la Reale Stamperia.
Citiamo la prestigiosa ed
importante ?Descrizione di Palermo antico ricavata sugli
studi degli autori sincroni e i monumenti dei tempi?,
che venne pubblicata in seconda edizione nella bella veste
tipografica datagli da Lorenzo Dato nel 1826, impreziosita
da incisioni in rame.
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