Istituzioni culturali
L’Archivio Storico Comunale di Palermo Gli archivi storici sono luoghi “senza tempo”: in essi, i secoli trascorsi, e che sono visibili e tangibili nell’immensa mole di documentazione conservata, assicurano la trasmissione della memoria o - per usare l’espressione di Marc Bloch - il passaggio del ricordo.
In precedenza, e fino al 1463, anno di edificazione del Palazzo del Municipio, la documentazione prodotta dagli organi municipali fu concentrata in alcuni vani dello stesso Palazzo. Tuttavia, accresciutasi la mole delle carte, fu necessario trovare più ampi spazi dove conservarla. Venne individuata come sede adatta allo scopo l’ex convento di San Nicolò da Tolentino, i cui locali furono incamerati dal Comune nel 1866, in forza della legge sulla soppressione delle corporazioni religiose. Trovata la sede, fu bandito il pubblico concorso per scegliere il Direttore dell’Archivio. Risultò vincitore il giovanissimo (appena ventunenne) Fedele Pollaci Nuccio, esperto in paleografia greca e latina, diplomatica e archivistica. Egli riordinò le carte e le distinse in due grandi sezioni: “Ufficio diplomatico” e “Ufficio amministrativo”, ancora oggi a base dell’attuale ordinamento archivistico. I criteri di tale suddivisione sono chiariti dallo stesso Pollaci: “Abbiamo compreso nel primo (Ufficio diplomatico) quegli archivi che contengono i documenti relativi all’esercizio dei poteri che il Senato di Palermo possedette fin dai tempi più remoti; comprendemmo nel secondo(Ufficio amministrativo) quelli attinenti all’amministrazione diretta del patrimonio della città o dei cittadini”. Anche se – precisa- “l’Ufficio amministrativo è collegato strettamente per natura col diplomatico, del quale può a diritto considerarsi come il compimento e l’effettuazione” ![]() Dell’Ufficio diplomatico citiamo le serie più importanti: Consigli civici e Deliberazioni decurionali (1446-1860); Atti, Bandi e Proviste(1311-1550); Atti del Senato(1551-1860); Bandi(1573-1826); Archivio di proviste (1573-1823); Penes acta(1600-1827); Lettere e biglietti(1683-1777); Burrature d’atti(1617-1821); Cerimoniali del Senato(1568-1802). Fanno parte dell’Ufficio amministrativo l’Archivio del Libro universale del Patrimonio(1607-1800); le Cautele di contabilità(1603-1808); l’Archivio dell’Acqua(1659-1842); l’Archivio del notaro ordinario del Senato(1618-1819) etc. Particolare menzione va fatta, infine del registro di gabelle regie di epoca angioina (1274) e del protocollo del notaio Adamo de Citella(1298-99), nonché del fondo Ricordi patrii, raccolta di cimeli risorgimentali tra i quali lettere autografe di Garibaldi, Umberto I e Crispi. “Settemila metri di documenti, sette secoli di storia della città”. Se, nell’era della comunicazione veloce, dei media e della pubblicità, qualcuno volesse inventare uno slogan per attirare il potenziale fruitore-cliente dell’Archivio storico del Comune di Palermo, forse questo potrebbe essere adatto: suggerisce l’idea di una massa imponente di dati, una miniera di notizie cui potere attingere per illuminare un arco cronologico ampio, che va dalla fine del XIII alla metà del secolo appena trascorso. Tutto il passato della città, insomma, racchiuso in sette chilometri di scaffalature lignee, cariche di carte e volumi manoscritti. Solo pochi comuni italiani (per lo più settentrionali, che hanno vissuto in pieno il fenomeno medievale del libero comune) possono vantare una documentazione così ampia, integra e ben conservata. E solo pochi comuni, non solo in Italia, ma anche in Europa, conservano la propria documentazione in un “contenitore” eccezionale come l’ex convento di san Nicolò da Tolentino, all’interno del quale, a firma dell’architetto Giuseppe Damiani Almeyda, è possibile ammirare un raro esempio di edilizia per archivi di fine Ottocento: la superba “Aula Grande” (che recentemente l’Amministrazione comunale ha voluto intitolare ufficialmente al suo Autore), con la straordinaria scala a chiocciola che porta ai ballatoi percorribili, muniti di leggii, e i quattro grandi argani in legno, provvisti di cestelli per una più funzionale movimentazione delle carte.
L’Archivio si pone come naturale punto di riferimento per chi voglia
riscoprire le radici più autentiche della storia e delle tradizioni
della nostra Città.
Via Maqueda 157 - 90134 – Palermo Posta elettronica istituzionale archivispazietno@comune.palermo.it SALA DI CONSULTAZIONE Orari: dal lunedì al venerdì 9,00 – 13,00; mercoledì 9,00 – 13,00/15,30 – 17,30 CONTATTI Per la segreteria della direzione: Tel. 091/6160124 – 091/6164465 - a.massa@comune.palermo.it Per le segnalazioni relative ai servizi archivistici, bibliografici e visite: Anna Massa - Tel 091/6160124 - a.massa@comune.palermo.it Simone Di Fazio – Tel 091/6160124 - simone.difazio@comune.palermo.it Per segnalazioni relative al sito web: Valentina Di Fazio – Tel 091/6160124 – v.difazio@comune.palermo.it
viale Duca degli Abruzzi, 1 - 90146 Palermo viale Duca degli Abruzzi, 1 Tel 0916160124 Sono stati ultimati i lavoro di restauro del complesso monumentale (dipendenze della Casina alla Cinese) che dal 1934 ospitano il Museo etnografico siciliano “G. Pitrè”. In attesa del riallestimento della collezione permanente, l’Istituto riapre il 22 dicembre 2011 con una mostra temporanea dal titolo Pitrè tra memoria e futuro Il primo allestimento del Museo all’Assunta La mostra
è visitabile fino al 27 maggio 2012 nei seguenti orari: Info: archivispazietno@comune.palermo.it scarica la brochure della mostra in pdf
Nel 1938, con queste parole introduttive all’opera “La vita e l’arte del popolo siciliano nel museo Pitré”, il direttore Giuseppe Cocchiara già esprimeva il senso del museo, inaugurato da soli tre anni presso le dipendenze della Reale Casina Cinese e intitolato al grande demologo palermitano scomparso nel 1916 Situato ai margini del parco della Favorita, il Museo “Etnografico Siciliano G.Pitrè” è ancor oggi una delle istituzioni più amate ed apprezzate da un pubblico variegato e internazionale. Distribuiti in diverse sezioni tematiche, vi sono oltre 4000 oggetti di cultura materiale e immateriale della vita e della tradizione del popolo siciliano databili tra il XVII e XX secolo, il cui nucleo principale fu raccolto dallo stesso Pitré ed esposto in occasione della Mostra Etnografica Siciliana, allestita in un padiglione all’interno dei giardini della Grande Esposizione Nazionale di Palermo del 1891- 92. Utensili domestici, manufatti legati all’attività agropastorale, alle feste, alla magia e religione, nonché costumi, pitture su vetro, ex voto, balocchi, pani e dolci della festa, ceramiche, carretti, marionette e cartelloni dell’Opera dei Pupi, strumenti musicali, sono solo alcuni esempi delle ricchissime raccolte custodite negli spazi espositivi. All’interno della sezione presepi vi è una collezione di statuine, che con i gruppi della Strage degli Innocenti, costituisce la più vasta testimonianza conosciuta dell’opera di Giovanni Antonio Matera e della sua bottega. Di particolare attrazione per il pubblico, non solo palermitano, sono le due carrozze del Senato, una della fine del Settecento e l’altra dei primi dell’Ottocento, manufatti di grande eccezionalità esecutiva e progettuale, che raccontano l’uso cerimoniale cittadino perpetrato per decenni in occasione di particolari rituali festivi. La ricca biblioteca del Museo Pitrè è stata trasferita nel recuperato seicentesco Palazzo Tarallo, posizionato nel cuore del mercato storico di Ballarò, a poca distanza dall’Archivio storico comunale, dalla Biblioteca comunale e dal monastero dell’Assunta, che fu la prima sede del Museo Pitré nel 1910, ed è regolarmente consultabile
via Chiappara, 81 - 90100 Palermo
Qui, al pianterreno, è stato trasferito il teatrino dell’opera dei pupi, che si trovava nel Museo Pitrè. Nel piano nobile spicca l’ampio salone affrescato da Pietro Martorana. Nelle altre sei sale sono stati collocati due eleganti portantine settecentesche e alcuni manufatti del Museo di gusto e committenza colta e aristocratica, anche se realizzati in quelle stesse botteghe artigiane da cui uscivano opere di uso più popolare. Palazzo Tarallo è lo spazio espositivo del Museo Pitrè, adibito a mostre temporanee di carattere etnoantropologico, nonché a convegni ed eventi legati al mondo delle tradizioni popolari. Al secondo piano si trova la Biblioteca etnografica del museo, regolarmente consultabile in loco.
BIBLIOTECA DEL MUSEO ETNOGRAFICO G. PITRÈ C/O PALAZZO TARALLO
Posta elettronica istituzionale: archivispazietno@comune.palermo.it
Palazzo Tarallo, via Chiappara n.81
Orari: lunedì, martedì, giovedì e venerdì 9.00 - 13.00 mercoledì 9.00 – 13.00; 15.30 – 17.30 Tel. 091 7409180/81
CONTATTI:
Dirigente Servizio Archivi e Spazi Etnoantropologici: Eliana Calandra e.calandra@comune.palermo.it Via Maqueda 157 - 90134 – Palermo Tel 091/6164465 - 6160124 fax 091/6100776
Per segnalazioni relative ai servizi culturali, bibliografici e archivistici: Anna Massa - Tel. 091/6160124 – 091/6164465 - a.massa@comune.palermo.it
Per segnalazioni relative al museo Pitrè e alle mostre temporanee: Patrizia D’Amico, Tel. 091 6160124 f.p.damico@comune.palermo.it
Per segnalazioni relative al Palazzo Tarallo: Francesco Diliberti tel 091 7409186 f.diliberti@comune.palermo.it
Fu istituita nel 1760
come Pubblica Libreria del Senato su iniziativa del principe di San
Vincenzo e di un gruppo di nobili illuminati. Dopo l'espulsione dei padri
Gesuiti dalla Sicilia, la Pubblica Libreria occupo' nel 1775 parte
della Casa Professa, edificata nella seconda meta' del ' La Biblioteca Comunale
si e' arricchita nel tempo grazie soprattutto a donazioni di studiosi
e ai lasciti degli ordini religiosi: dai diplomi e scritture relativi
alla storia siciliana del periodo normanno alle Costituzioni
federiciane, ai codici membranacei, incunaboli, messali, miniature,
edizioni rare del ' Il classico arredo in legno scolpito della sala di lettura proviene dalla Biblioteca dell'ordine dei Gesuiti; nel ballatoio sono appesi i ritratti di uomini illustri siciliani. Pregevoli bassorilievi ornano le scale in marmo rosso di accesso alle sale; tra questi, un busto di Alessandro Vanni, opera di Ignazio Marabitti. via Paolo Gili 4 -
tel. 091 6524942
Biblioteca Gramsci
I recapiti telefonici della Biblioteca
Gramsci sono i seguenti: 091591523; 091591557; fax 0916513952.
info@istitutogramscisiciliano.it www.istitutogramscisiciliano.it
Orario di apertura al pubblico e' il
seguente:
dal lunedi' al giovedi' ore 9.00 -
17.00;
venerdi' e sabato ore 9.00 - 13.00.
Le ex Officine Ducrot si trovano all'interno di un'area di 55.000 mq, alle spalle del Castello della Zisa, e contengono una quarantina di capannoni, alcuni di grande bellezza, tutti, comunque, esempi interessantissimi di archeologia industriale, con una naturale vocazione a diventare una straordinaria cittadella della cultura, sull'esempio di analoghi luoghi di lavoro obsoleti. Qui furono realizzati i mobili liberty tra i piu' belli d'Europa, disegnati da Ernesto Basile, da quelli per Villa Igiea agli arredi di Montecitorio e delle grandi navi da crociera dei Florio. Gia' attive come fabbrica di mobili Golia all'Esposizione Nazionale di Palermo del 1891-92, acquistarono rilievo quando ne assunse la direzione Vittorio Ducrot, vulcanico ingegnere francese dalle travagliate esperienze politiche, che inizio' la collaborazione con Basile nel 1899, divenendo proprietario unico dell'impresa nel 1902. l'anno dopo, contava 20 macchine e 200 operai; venne poi quotata in Borsa e nel 1930 aveva 2.500 dipendenti. Il declino comincio' nel '39, quando fu rilevata da un gruppo finanziario genovese. Nel '40 venne costruita la palazzina dell'Aeronautica Sicula, su progetto da Salvatore Caronia Roberti. l'attivita' cesso' nel '68, mentre una variante al Piano Regolatore Generale ne prevedeva la demolizione per farne area edificabile: le ex Officine Ducrot avrebbero fatto la stessa fine delle ville liberty di via Liberta' e via Notarbartolo, se non fossero state acquistate dal Comune nel '95 e aperte, in minima parte, quasi subito. Oggi sono stati recuperati quasi tutti i capannoni, spazi che sono stati adibiti, di volta in volta, a teatro, cinema, danza, mostre, concerti, convegni; una palazzina e' sede del Centre Culturel Francais de Palerme et de Sicile e del Goethe Institut; un'altra della Biblioteca dell'Istituto Gramsci Siciliano; e una terza della Biblioteca dell'associazione Ester Mazzoleni. In questi anni, i Cantieri sono diventati un importante punto di riferimento culturale, ospitando migliaia di avvenimenti. Questo complesso di enormi potenzialita' sta, cosi' trovando il suo recupero globale. Gli ultimi tre padiglioni ristrutturati sono destinati ad ospitare la Scuola nazionale di cinema - sezione Documentario; mentre un quarto, vasto 2 mila metri quadrati, sara' sede del Museo euro-mediterraneo delle arti contemporanee.
via Dante 53 tel. 091 7407631
Gipsoteca tel. 091 7407797 orari: da martedi' a sabato ore 9-19 domenica e festivi ore 9-13 lunedi' chiuso
ingresso 5 euro Spazio mostre tel. 091 7407809 orari: da martedi' a sabato ore 9-19 domenica e festivi ore 9-13 lunedi' chiuso (il costo del biglietto d'ingresso varia secondo le mostre)
Per la visita alla Civica Galleria d'arte moderna a Palazzo Ziino e Museo Pitre' si puo' acquistare un singolo biglietto al costo di € 12
tel. 091 7407788 ingresso libero La Mediateca: “Luogo di cultura innovativo” La Mediateca di Palazzo Ziino via Dante, 53 (PA) possiede un patrimonio musicale di grande interesse quale l’archivio di Documentazione della Musica Contemporanea, curato dal Centro per le Iniziative Musicali in Sicilia (CIMS). L’archivio rappresenta un esempio unico nel suo genere non solo per la qualita' e rarita' dei reperti musicali custoditi ma soprattutto perche' molti di essi sono relativi alle “Settimane Internazionali per la Nuova Musica” che fecero di Palermo, negli anni ’60, un centro di attivita' e promozione culturale. L’archivio e' composto da partiture edite e manoscritte di compositori italiani e stranieri, registrazioni in cassette e CD, bobine di rarissimo valore, lettere manoscritte e rassegne stampa. La Mediateca possiede anche un archivio audiovisivo composto da una ricca vetrina di film brevi (429 cortometraggi in VHS) provenienti dalle passate edizioni della rassegna PRIMA AZIZ “Palermo Cinema Breve” curata dall’Ass. Culturale Piano Sequenza. Allo scopo di rendere fruibile tale prezioso patrimonio la Mediateca ha allestito una sala di consultazione audio/video con postazioni di ascolto musica e una postazione per la visione dei cortometraggi. Un apposito spazio e' stato allestito per la consultazione di pubblicazioni, partiture e carteggi.
Il servizio verra'
aperto alla fruizione pubblica a decorrere dal 25
GENNAIO 2010
Servizio Promozione, Identita' e Immagine della citta' di Palermo tel. 091 7407794/7817 orari: lunedi' mercoledi' ore 9-12.30
Ristrutturato come casa della cultura nel 1999, e' un edificio a tre piani con spazi idonei per manifestazioni e iniziative nel cuore della citta' Sorge all'interno della lottizzazione di fine '800 realizzata nell'area dell'Esposizione Nazionale del 1891-92. Dimora della famiglia dell'avvocato Ottavio Ziino, venne progettato dal fratello Nunzio nel gusto neoclassico della Palermo tardo-ottocentesca e inaugurato nel 1895, due anni prima del Teatro Massimo. Nel 1960, il palazzo fu venduto all'Enpas, che per alcuni anni lo utilizzo' come archivio; poi, il periodo dell'abbandono, concluso nel 1985, quando venne acquistato dal Comune e restaurato sotto la direzione dell'ingegnere Giorgio Fernandez. Al piano terreno si trova il book shop dov'e' possibile acquistare anche il merchandising museale. Al primo piano, si puo' visitare la Gipsoteca che, per qualita' e consistenza numerica, ha pochi eguali in Italia. Lungo quattordici stanze, sono esposti 64 gruppi in gesso, provenienti dalla Civica Galleria d'arte moderna: pezzi unici, alcuni nati come bozzetti per sculture in bronzo, altri per rimanere fissati nel gesso. Soggetti per lo piu' di argomento storico - celebrativo che portano le firme di celebri artisti siciliani fra '800 e '900: Ettore Ximenes, Mario Rutelli, Antonio Ugo, Benedetto Civiletti, Domenico Costantino, Rosario Bagnasco, Giovanni Nicolini, Bernardo Balistreri, Nino Geraci, Filippo Sgarlata, Giovanni Barbera; oltre al sardo Francesco Ciusa e al fiammingo Julius-Pierre van Biesbroeck. Il secondo piano (quindici stanze) e' dedicato alle esposizioni temporanee, che ha visto susseguirsi nel corso degli anni mostre e retrospettive, fra gli altri, del Gruppo dei Quattro (Guttuso, Barbera, Franchina, Lia Pasqualino Noto), Giovanni Fattori, Giorgio de Chirico, Egon Schiele, Vincenzo Florio, Michele Dixit, Saro Mirabella, Afro, Piero Guccione, Bruno Caruso, Toto' Bonanno, Pier Augusto Breccia, Daniela Papadia, Guido Baragli, Sandro Scalia, oltre alle le esposizioni Sulle orme di Caravaggio, Fiori d'autore e From Palermo to America di Enzo Sellerio. Nelle dieci stanze del terzo piano ospitata la Mediateca - sezione della Biblioteca Comunale - che conta trenta postazioni multimediali accessibili gratuitamente, di cui quattro per non vedenti; qui e' possibile connettersi ad internet e, con l'assistenza di tutor, usufruire di una serie di servizi, quali l'editing ipertestuale (montaggio di immagini, suoni, testi), l'editing video, la video-conferenza (con traduzioni simultanee). via Santa Maria
dello Spasimo 13 - tel. 091 6161486
culturaspaziespositivi@comune.palermo.it Restaurato nel 1995 come affascinante rudere romantico a cielo aperto, con i suoi alberi di sommacco cresciuti all'interno, tuttora cantiere aperto alla ricerca delle tracce di una ricca e variegata memoria, il complesso di Santa Maria dello Spasimo sorge nel quartiere della Kalsa (Al Khalisa, cioe' l'Eletta), la cittadella fondata dagli Arabi nel 937. La sua storia comincia, pero' nel 1506, quando il giureconsulto Giacomo Basilico' dono' il terreno ai padri di Monte Oliveto per costruirvi chiesa e convento; e proprio a lui si deve la denominazione Spasimo, in segno di devozione alla Madonna che soffre davanti a Cristo in croce. Devozione che porto' gli Olivetani a commissionare un dipinto sul tema al grande Raffaello. Ma lo Spasimo di Sicilia rimase solo per un breve periodo di tempo a Palermo, per poi, dopo confuse vicende, essere donato a Filippo V di Spagna (oggi si trova al Museo del Prado di Madrid). I lavori di costruzione della chiesa non vennero mai completati perche' nel 1536, sotto la minaccia dell'armata turca, l'area fu scelta per la realizzazione di un baluardo difensivo, ancor oggi visibile sul livello della copertura absidale. Fu, poi, sede di spettacoli pubblici (per alcuni studiosi, anzi, si può considerare il primo teatro stabile italiano), lazzaretto in seguito all'epidemia di peste del 1624, magazzino di grano a meta del '600, di nuovo teatro alla fine del secolo, ospizio di mendicita' nel '700. Nell'800 furono realizzati altri corpi di fabbrica ad uso ospedaliero, e questa destinazione ebbe fino al 1986, mentre la chiesa continuo' ad essere utilizzata come deposito, soprattutto di materiale artistico. Frutto di un'architettura tardo-gotica con influssi rinascimentali, la chiesa e' caratterizzata dallo slancio verticale dell'abside, possiede un'ampia navata centrale con cappelle laterali e numerosi elementi di stile chiaramontano o carnelivariano, che esaltano la tradizione arabo-normanna. Nel portico ottocentesco e' stata messa in luce parte del magnifico chiostro cinquecentesco che porta ad un grande salone, attuale sede di mostre. Tutto il complesso, oggi, sede di prestigiose manifestazioni culturali di diverso tipo (concerti, spettacoli teatrali, progetti espositivi, etc.).
BIBLIOTECA
MULTIMEDIALE "VILLA TRABIA" Una piccola ma preziosa struttura culturale al centro della citta' si trova al piano terra della casena di Villa Trabia alle Terre Rosse, oggi sede dell'assessorato alla Cultura, Turismo e Sport, circondata da uno splendido parco. La biblioteca conta circa 20.000 libri d'ogni genere (dai settori umanistici a quelli scientifici), 500 cd rom, 2.500 cd musicali (ascolto in cuffia) e 2.000 video cassette (film anche in lingua orginale); sette le postazioni internet (prenotare) e 36 i posti-lettura; 17 i quotidiani, italiani e stranieri, consultabili.
BIBLIOTECA DECENTRATA DI
BORGO NUOVO Tre ambienti con una biblioteca di circa 2.500 libri di ogni genere. Si effettuano prestiti della durata di un mese. Molto frequentata, soprattutto dagli studenti del quartiere.
BIBLIOTECA DECENTRATA DI
BRANCACCIO Possiede circa 4.000 libri, con una sala di lettura e una sala con tre postazioni di computer (due collegati ad internet); oltre ad una sala dedicata ai ragazzi. Prestiti di libri per un mese.
BIBLIOTECA DECENTRATA DI
PALLAVICINO Conta 6.500 libri circa di ogni genere. Servizio consultazione e prestiti (non oltre un mese). Organizza incontri con letture di fiabe per i giovanissimi del quartiere.
BIBLIOTECA DECENTRATA PRESSO LA SCUOLA MEDIA "BUONARROTI" Possiede 5.000 libri di vario genere, un centinaio di cd rom e altrettante video cassette, piu' quattro postazioni internet. Svolge servizio prestiti di libri fino a un mese. |
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Comune di Palermo © 1997 - Ultima modifica: giovedì 19 gennaio 2012 10.32.15 |