DIRIGENTE DEL SERVIZIO: DR. ALFREDO MILANI
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Il Comune di Palermo utilizza 4273 lavoratori socialmente utili, impegnati in attività originariamente promosse nell’ambito di vari progetti.
Tra gli altri, fanno parte del suddetto bacino di L.S.U. 1.076 soggetti provenienti dalle ex cooperative sociali, cosiddette “storiche”, successivamente utilizzati (con spesa a carico del Comune) in attività socialmente utili e 462 lavoratori (con spesa gravante sul fondo nazionale per l’occupazione), attualmente utilizzati nell’ambito dei servizi cimiteriali.
Sono 1.076 che provengono dalle ex cooperative sociali, comunemente definite e conosciute come “8 + 37 cooperative storiche”, che hanno operato in regime di convenzione con l’Amministrazione Comunale.
Per utilizzare gli operatori delle cooperative sociali in un progetto di L.S.U., nel corso di una conferenza di servizi svoltasi il 16 marzo ‘99 in Prefettura, alla presenza del Prefetto di Palermo, del Sindaco, dell’Assessore al Personale e del dirigente coordinatore della ripartizione del Personale pro tempore, si è prospettata la necessità di individuare i lavoratori come particolare categoria. Il Prefetto ha autorizzato l’Amministrazione comunale a procedere alla richiesta di ricognizione dei soci lavoratori alla Commissione regionale per l’impiego. Il passaggio dal regime convenzionale all’utilizzazione in L.S.U. è stato dettato da due motivi:
per consentire di canalizzare questi lavoratori nella più organica disciplina di livello nazionale relativa all’utilizzazione di lavoratori per la realizzazione di progetti di utilità collettiva finalizzata anche all’incremento e al miglioramento dei servizi di competenza dell’Amministrazione comunale;
per scardinare un sistema di microcriminalità sviluppatosi all’interno delle cooperative e nei rapporti tra i presidenti e i soci lavoratori, che meritava la massima attenzione delle autorità in vista dell’obiettivo di rendere i medesimi soci effettivamente autonomi rispetto alle decisioni e alla volontà dell’organismo societario del quale facevano parte.
Il Prefetto, preso atto delle motivazioni esposte dal Sindaco pro tempore, valutati positivamente e condivisi gli scopi che l’Amministrazione comunale intendeva perseguire, sotto il profilo della garanzia dei livelli occupazionali già di per sé insoddisfacenti in questa città, nonché sotto il profilo della garanzia dei lavoratori e allo scopo di neutralizzare alcuni comportamenti intimidatori e vessatori posti in essere, secondo una logica di “capolarato”, nell’ambito delle cooperative, ha, pertanto, aderito alla proposta dell’Amministrazione comunale autorizzando, attraverso delle deroghe, la Giunta municipale a richiedere la ricognizione dei soci lavoratori delle cooperative alla Commissione Regionale per l’impiego, per ottenere l’individuazione, di tali soggetti quale categoria speciale da utilizzare nei lavori socialmente utili.
La Giunta municipale, con deliberazione del 19 marzo ‘99, ha approvato il progetto di lavori socialmente utili in via straordinaria per utilizzare i lavoratori delle cooperative sociali operanti in convenzione con il Comune di Palermo.
La Commissione regionale per l’Impiego il 23 marzo ‘99 ha individuato i lavoratori come particolare categoria approvando il progetto promosso dall’Amministrazione comunale.
Successivamente, nel marzo 2000, i lavoratori sono stati avviati in un P.I.P. (Piano di Inserimento Professionale) di tipo “A” promosso dall’Amministrazione comunale. Il ricorso al P.I.P. di tipo “A” si è reso necessario considerato che queste persone non possedevano il requisito minimo per continuare ad essere utilizzati in L.S.U.
L’utilizzazione nel P.I.P. di tipo “A” si è protratta per un periodo di 12 mesi, fino al 31 marzo 2001. Allo scadere dei 12 mesi di utilizzazione nel piano formativo, il Commissario straordinario, con deliberazione del 31 marzo 2001, ha approvato la prosecuzione delle attività socialmente utili fino al mese di aprile 2001, svolte dai 1.078 soggetti, in precedenza utilizzati nell’ambito del P.I.P. di tipo “A”. Con deliberazione commissariale del 30 aprile 2001, è stata autorizzata la prosecuzione dell’attività fino al mese di giugno.
Con deliberazione commissariale del 26 aprile 2001, sono stati posti in essere gli adempimenti previsti dalla circolare dell’Assessore regionale del lavoro n. 7/01, in forza della quale ai lavoratori precedentemente utilizzati nel P.I.P. di tipo “A” si possono applicare le disposizioni del regime transitorio dei lavori socialmente utili. Infine, con deliberazione del 29 giugno 2001 adottata dal Commissario straordinario, con i poteri della Giunta, è stata disposta, tra l’altro, la prosecuzione delle attività socialmente utili svolte dai lavoratori fino al 30 settembre.
Con deliberazioni di Giunta comunale del 30 ottobre 1997 e del 17 dicembre 1997, l’Amministrazione comunale ha promosso i progetti di lavori socialmente utili “Fiori 1”, “Ex Agenzia Recapito espressi” e “Palermo Produce”, finanziati con le risorse (preordinate al finanziamento di progetti di lavori socialmente utili) destinate alla Commissione Regionale per l’impiego della Sicilia, dal fondo nazionale per l’occupazione I progetti sono stati successivamente prorogati.
Questi progetti sono stati rimodulati ed accorpati nelle attività socialmente utili “Servizi cimiteriali”, secondo la deliberazione del 18 maggio 2000, con la quale, peraltro, la Giunta ha individuato lo sbocco occupazionale nella forma della società mista, mirata alla gestione ottimale dei servizi cimiteriali del Comune.
Con deliberazione di Giunta del 27 ottobre 2000 è stata approvata la proroga fino al 30 aprile 2001 del progetto L.S.U. “Servizi Cimiteriali”, per l’utilizzazione di 204 lavoratori, di cui 191 a carico del Fondo Nazionale per l’Occupazione e 13 a carico dell’Amministrazione Comunale.
Oltre ai 201 lavoratori, risultano ricompresi nell’ambito del progetto “Servizi cimiteriali”: 14 lavoratori (utilizzazione diretta in lavori socialmente utili); dei 14 lavoratori soltanto 6 sono ancora titolari del trattamento di mobilità e risultano impegnati nelle attività previste per il progetto “Servizi cimiteriali”; è stato inoltre autorizzato l’avviamento al lavoro con riserva di 4 lavoratrici per l’utilizzazione, fino al 30 aprile 2001, nelle stesse attività socialmente utili previste per il progetto “Servizi cimiteriali”, con onere a carico dell’Amministrazione.
Il 30 aprile 2001 sono state prorogate, fino al mese di giugno, le attività socialmente utili dei servizi cimiteriali. Infine, con altre deliberazioni del 29 giugno 2001, adottate Commissario straordinario con i poteri della Giunta Municipale, è stata disposta la prosecuzione la prosecuzione delle attività socialmente utili svolte da questi lavoratori fino al 30 settembre 2001.
Con deliberazione di Giunta comunale del 16 giugno 2000 l’Amministrazione comunale è subentrata nel progetto di lavori socialmente utili promosso dall'Azienda speciale A.M.I.A., rivolto a 270 lavoratori gravanti sul Fondo nazionale per l’occupazione. Alla data dell’ atto deliberativo - a seguito delle dichiarazioni di decadenza e/o di rinunzia ad essere utilizzato in L.S.U. - dei 270 soggetti provenienti dall’A.M.I.A., soltanto 251 lavoratori hanno avuto diritto ad usufruire delle misure di fuoriuscita dal bacino del precariato, in forza della convenzione stipulata con l’Azienda.
I lavoratori sono stati utilizzati in attività socialmente utili diverse e specificatamente nell’ambito dei servizi cimiteriali, per le attività di pulizia, di cura degli spazi verdi cimiteriali e della relativa manutenzione.
Anche per questi lavoratori l’Amministrazione Comunale si è impegnata per la costituzione di una società mista mirata alla gestione attuale dei servizi cimiteriali del Comune di Palermo.
Con successiva deliberazione di Giunta del 27 ottobre 2000 si è provveduto al rinnovo delle attività socialmente utili. Con deliberazione commissariale del 30 aprile 2001, sono state prorogate, unitamente alle altre, fino al mese di giugno, le attività socialmente utili rientranti nell’ambito dei servizi cimiteriali cui risultano impegnati i lavoratori.
Infine, con una provvedimento del 29 giugno 2001 adottato dal Commissario straordinario con i poteri della Giunta è stata disposta la prosecuzione, tra l’altro, dei lavoratori fino al 30 settembre 2001.
Il progetto di L.S.U. “Palermo Lavoro”, promosso dall’Amministrazione Comunale con deliberazione di Giunta del 29 luglio 1998, è il risultato dell’accordo prefettizio raggiunto il 29 giugno 1998, alla presenza del Sindaco di Palermo, del Sottosegretario al Lavoro, del Prefetto, dell’Assessore Regionale al Lavoro, del Presidente del Consiglio Comunale, dell’Assessore comunale al Personale della società Italia Lavoro.Si è resa necessaria una procedura straordinaria in considerazione che l’Amministrazione Comunale non aveva programmato la promozione del progetto L.S.U. “Palermo Lavoro” che ricomprende gran parte dei lavoratori precedentemente utilizzati nell’ambito delle cooperative sociali e delle associazioni. Il periodo di convenzione tra le cooperative sociali e/o associazioni e l’Amministrazione Comunale, ancorché secondo le previsioni contrattuali avrebbe dovuto impegnare i lavoratori per un periodo di mesi 4, ha subito un’interruzione (verosimilmente motivata da problemi di natura finanziaria) seguita da un lungo periodo di silenzio da parte dell’Amministrazione, durante il quale si alternavano le voci di una possibile ripresa dei servizi in cui erano stati impegnati i soci lavoratori in forza della convenzione. In realtà, ben diverso fu l’orientamento dell’Amministrazione comunale che, ricorrendo alla procedura straordinaria, decise di interrompere definitivamente i rapporti con le cooperative sociali e/o associazioni per promuovere il progetto di L.S.U. “Palermo Lavoro”.
L’excursus professionale di questi lavoratori trae origine dall’art. 23 della legge dell’11 marzo 1988 n. 67 con cui, a livello nazionale, venne promosso un intervento per i soggetti privi di occupazione, attraverso la realizzazione nei territori del Mezzogiorno di iniziative a livello locale, temporalmente limitate, consistenti nello svolgimento di attività di utilità collettiva. Successivamente l’Assemblea Regionale Siciliana ha prorogato le attività assumendo a proprio carico gli oneri finanziari connessi all’utilizzazione dei soggetti. Il Comune, sulla scorta di un apposito progetto di L.S.U. promosso dall’Amministrazione per 480 unità, da anni ormai utilizza questi lavoratori che si sono ridotti a 429, a seguito di dimissioni volontarie e/o decadenze. L’attuale bacino di riferimento conta oggi 448 unità, poiché 19 lavoratori dall’Amia sono stati posti in mobilità al Comune.
I 19 lavoratori provenienti dall’Amia sono transitati in regime ASU presso il Comune, con autorizzazione della Giunta Comunale, del 27 novembre 2003 e hanno iniziato la propria attività socialmente utile al Comune dal 16 febbraio 2004.