Il Museo Archeologico Regionale di Palermo è uno dei più importanti musei archeologici dell'area mediterranea. Si trova in un edificio che anticamente faceva parte del complesso della Chiesa di S. Ignazio all'Olivella, costruito nel 1598 e che racchiudeva l'Oratorio di San Filippo Neri (successivamente annesso al plesso nel 1769) gestito dai frati Filippini. L'edificio divenne sede del museo nel 1866, mantenendo comunque a tutt'oggi il suo aspetto conventuale. In seguito ad un bombardamento nella Seconda Guerra Mondiale, le opere medievali e moderne contenute al suo interno vennero trasferite al Palazzo Abatellis per consentire la ricostruzione, alla quale seguì la definitiva destinazione del museo a Museo Archeologico.
Inizialmente il museo era costituito dal materiale di appartenenza del museo dell'Università di Palermo, costituitosi in seguito a donazioni dei Principi di Belmonte che resero possibile la realizzazione di una Pinacoteca, in seguito si arricchì di altri elementi, grazie al contributo della neocostituita Commissione di Antichità e Belle Arti per la Sicilia, che fece confluire diverso materiale da tutta l'isola, e dei sovrani Borbonici, che resero disponibili molte opere di valore siciliane e campane e altre contenute all'interno di edifici cittadini. Dopo l'anno 1860 la gestione del Museo Archeologico Regionale venne affidata alla Commissione di Antichità e Belle Arti che, grazie a fondi disponibili, consentì ad arricchire notevolmente le collezioni contenute nello stesso museo.
Il museo si sviluppa in due piani. Vi sono racchiuse la famosa Pietra di Palermo, varie epigrafi, statuette provenienti da Tindari, una imponente statua di Zeus sul suo trono proveniente da Solunto, materiale greco, romano, siceliota, etrusco, urne cinerarie provenienti da Chiusi, reperti risalenti all'epoca preistorica e provenienti da tutta la Sicilia Occidentale, una serie di pregevoli vasi di ceramica attica con figure rosse e figure nere. Inoltre, sono presenti anche delle ceramiche apule, campane e siciliane, le splendide metope dei templi di Selinunte (figure femminili, di Dei e SemiDei, tra le quali l' "Efebo di Selinunte"). Tra le statuette greche spiccano l' "Ariete di Siracusa", in bronzo, risalente all'epoca ellenistica e l' "Ercole che abbatte il cervo", e tra le sculture un frammento del fregio del Partenone. E' presente anche un'interessante collezione di numismatica, che però attualmente è chiusa.
La collezione di arte etrusca esposta nel museo è la più importante fuori dalla Toscana.
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