Città di Palermo


Il Tesoro della Cattedrale, racchiuso nella Cripta, è composto da una collezione di opere d'arte decorativa, testimonianza della produzione orafa e tessile locale dal periodo normanno all'Ottocento. Il nucleo più antico è composto dai reperti provenienti dalle Tombe Reali ispezionate nel 1781. Tra questi la famosa Corona dell'Imperatrice Costanza d'Aragona, prima moglie di Federico II di Svevia, opera dell'opificio del Palazzo Reale di Palermo, con pietre preziose, perle e smalti ad alveolo, formato tipico della produzione normanna. Aquile smaltate di età federiciana risultano inserite nel paliotto detto dell'Arcivescovo Carandolet (1520-1544), ricamato con perline e fili d'argento come la sua Mitria. Tra le suppellettili liturgiche vi sono il Reliquario dei Santi Cosma e Damiano con smalti di scuola toscana del XIV secolo. Si ricorda il Breviario membranaceo del 1452 con lo stemma dell'Arcivescovo Simone da Bologna, miniato dal pittore Guglielmo da Pesaro e da altri miniatori. Una delle prime opere che reca il marchio della Maestranza degli orafi e argentieri di Palermo è il Calice di tipologia madonita della seconda metà del XV secolo. Coevo è il reliquario architettonico caratterizato da guglie e pinnacoli che rinviano allo stile gotico-catalano dell'epoca.Cinquecentesco è il reliquario della Croce dal ricettacolo in cristallo di rocca inserito in una edicola argentea cuspidata. Del seicento è il calice ornato da smalti policroni e gemme, opera dell'orafo palermitano Don Camillo Barbavara, donato dal Canonico La Rosa.Dello stesso periodo è la Mazza Capitolare con le Sante protettrici di Palermo, Agata, Cristina, Ninfa, Oliva e Rosalia, che culmina con la figura della Madonna con il bambino. Vi sono pure alcune opere realizzate in rame dorato e corallo,prodotti sei-settecenteschi delle maestranze trapanesi. Numerose sono le opere di fattura settecentesca tra cui diversi calici di stile tardo barocco e rococò, il reliquario a statua di Santa Rosalia (1724), con la corona di rose sul capo e la croce in mano, secondo l'usuale iconografia, solitamente completata dal teschio e dal Rosario, e l'ostensorio del 1774 di Salvatore Mercurio, riccamente ornato di smalti e gemme. Sono pure esposti alcuni paramenti caratterizzati da una ricca policromia data dai fastosi ricami a pittoresco eseguiti da abili maestranze locali. Completano l'esposizione suppellettili sacre d'argento in stile neoclassico.

Gli orari - La guida - La Storia - Pasqua '98

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Corso Vittorio Emanuele
Tel.: 091/334373
Palermo
Proprietà Ecclesiastica
Ingresso: Lit. 1.000
Orari: h 9,00/12,00 e h 16,00/17,30 feriali
h 15,00/17,00 festivi