Per volere dell'etnologo Giuseppe Pitrè, il museo venne fondato nel
1910. Nel 1934 lo Stato cedette la Palazzina Cinese e il Parco della Favorita
al Comune di Palermo. Il museo ha sede in una delle dipendenze della stessa
Palazzina Cinese, a destra del prospetto sud della stessa, nella cosidetta
"Casina alla cinese". La Palazzina Cinese, di cui sono visitabili solo
alcune sale, è una deliziosa residenza dove si fondono in maniera
armonica l'arte neoclassica e le "cineserie" di moda a quel tempo. Splendidamente
arredata e decorata, fu la dimora preferita da Ferdinando
III e da Maria Carolina.
All'interno della Casina si evidenzia un recinto rettangolare dove sono distribuiti
i vari corpi di fabbrica. A nord ci sono le scuderie, con cinque navate
coperte con volte a crociera, mentre adiacente alle stesse c'è il
blocco della cucina, ad est la rimessa con quattro grandi campate a crociera
su pilastro centrale. Il lato est dell'edificio è occupato da un
corpo a due piani, probabilmente destinato in origine agli alloggi della
servitù, e ad ovest dello stesso c'è un fabbricato con altri
servizi e la chiesa.
Pitrè, considerato il massimo studioso delle tradizioni popolari siciliane, raccolse
venticinque volumi nella sua "Biblioteca delle tradizioni popolari". Attraverso
gli oggetti raccolti all'interno del museo si può ritrovare, perfettamente
ricostituita, la tradizione siciliana prevalentemente contadina che
le innumerevoli dominazioni non sono riuscite ad offuscare del tutto.
La quotidianità delle tradizioni siciliane ritorna nelle storie
dei paladini di Francia che decorano i laterali dei carretti siciliani,
nelle carrozze fastose dei Reali, nella cucina dei Borboni ricostituita
con tutte le suppellettili. Il museo è diviso in diverse sezioni:
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La sezione dedicata all'arte dei pastori
che comprende collari bovini e ovini, bastoni, cucchiai e altri manufatti
di legno incisi a punta di coltello;
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La sezione
dedicata alle pitture su vetro che comprende manufatti databili dalla fine
del XVIII secolo;
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La sezione
dedicata alle tradizioni cavalleresche che vede l'allestimento di una sala
di teatro dell'Opera dei Pupi.
Di particolare interesse e pregio vi è anche un presepe trapanese del '700, il gruppo della "Strage degli Innocenti", composto da circa 600 figurine,e
le riproduzioni in gesso di forme di pani e dolci tradizionalmente preparati
in occasione di particolari festività. Notevoli sono
pure le sezioni dedicate alla magia e alla religione e quelle relative
ai giochi fanciulleschi.
Il museo, ancora in fase di ristrutturazione, è visitabile solo in parte. |
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