Situato accanto alla Società Siciliana di Storia Patria, da cui dipende,
raccoglie al suo interno cimeli ed oggetti riguardanti la spedizione dei Mille e lo
statista Francesco Crispi.
Il museo è ospitato al pianterreno del trecentesco chiostro della Chiesa di S.Domenico.
Fondato ufficialmente il 31 dicembre 1918 come espressione dell'entusiasmo per la vittoria
della prima guerra mondiale, ha però avuto la sua definitiva sistemazione e inaugurazione
in occasione del primo centenario dell'Unità d'Italia, e precisamente il 15 aprile 1961.
Le sue origini però vanno riportate molto più indietro nel tempo, al 1892, quando
Alfonso Sansone, presidente della "Società Siciliana per la storia della
Patria", pensò in modo concreto di allestire una "Sala dei ricordi
storici".
Alfonso Sansone orientò il museo secondo uno spirito nazionalistico, che venne poi
politicizzato e trasformato in uno strumento di propaganda del partito fascista.
Nel 1961, anche in seguito ai bombardamenti subìti nella seconda guerra mondiale, il
museo venne restaurato e riordinato, selezionando i cimeli stavolta secondo criteri
prettamente storici e non più nazionalistici, e fornendo così un'idea delle vicende
risorgimentali riguardanti soprattutto la Sicilia.
Non più quindi una funzione meramente ricettiva e conservativa, ma un nuovo spirito si
volle attribuire al museo: una spinta formativa che sollecitasse e stimolasse il processo
di democratizzazione della cultura, fornendo gli elementi con cui il popolo potesse
meditare, come diceva Machiavelli, sulla "lezione" del passato, per costruire un
suo migliore presente.
All'interno il museo è suddiviso in tre sale: il "Grande Salone", corpo
principale del museo, la "Sala Crispi", attigua, e la "Sala Meli".
Nel "Grande Salone" si possono ammirare quadri, ritratti, varie uniformi
e divise, fotografie, incisioni, busti di patrioti in gesso e in marmo (Giuseppe
Garibaldi, Ruggero Settimo, Francesco Crispi, etc...), oltre a dieci bacheche che ospitano
elmi, fazzoletti e fasce del 1848, gagliardetti, pistole, borracce dei garibaldini e
altro. Tra i cimeli più importanti, si annovera la bandiera del "Lombardo", una
delle tre navi che portarono i Mille in Sicilia, un cannone in legno e relative palle in
ferro utilizzato durante la rivoluzione del 1820 in Sicilia. Nella "Sala
Crispi" è conservato lo studio completo di Francesco Crispi, insieme ad un busto
marmoreo di Marco Davì che lo raffigura e a vari cimeli appartenuti sia ad egli sia a
patrioti che ebbero rapporti con lui.
Anche nella "Sala Meli" è conservato lo studio del Meli e vari cimeli
appartenutigli, oltre ad un bozzetto in marmo che lo raffigura seduto (opera di Domenico
Costantino). |
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