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Archivio Biografico Comunale
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Anguissola Sofonisba
(Pittrice)

Nata a Cremona nel 1535  e morta a Palermo il 16 novembre 1625

Fu una delle prime esponenti femminili della pittura europea; non famosa come altre pittrici salite in seguito alla ribalta dell'arte come Artemisia Gentileschi, Rosalba Carriera o Angelica Kaufmann, rappresenta la pittura italiana rinascimentale al femminile.

Cresciuta nella scuola del pittore lombardo Bernardino Campi, che non faceva parte della nota famiglia di pittori cremonesi del più celebre Vincenzo, ma anche Giulio e Antonio. Lo stile di Bernardino si rifaceva agli esponenti di spicco della pittura dell'Italia del nord tra il '500 e il '600 e la giovane Sofonisba ne apprese e applicò l'arte rivolgendosi in maniera particolare alla ritrattistica.

La Anguissola partecipò come figura di spicco alla vita artistica delle corti italiane, data anche la sua competenza letteraria e musicale ed ebbe una fitta corrispondenza con i più famosi artisti del suo tempo. Nel 1559 approdò alla corte di Filippo II di Spagna come dama di corte della regina, Elisabetta di Valois e fu la ritrattista della famiglia reale fino alla morte.

Nel 1573 sposò il nobile siciliano Fabrizio Moncada e si trasferì in Sicilia nel palazzo dei Moncada a Palermo. Dopo la morte del marito, avvenuta nel 1578 in mare durante una vista alla corte spagnola, la Anguissola lasciò la Sicilia per raggiungere la Liguria.

Fermatasi provvisoriamente a Livorno, nel 1579 la pittrice conobbe e sposò il nobile genovese Orazio Lomellini. Tornata nel 1615 con il nuovo marito a Palermo, dove lui aveva numerosi interessi, Sofonisba continuò a dipingere nonostante un forte calo della vista.

Questo problema le impedì di continuare ad esercitare la sua arte, non prima di raggiungere una grandissima fama tanto che il celebre Antoon van Dyck, succedutole come ritrattista della corte spagnola, confessò tutta la sua ammirazione per l'arte di Sofonisba Anguissola e la incontrò nel 1624 a Palermo, presso la corte del vicerè di Sicilia Emanuele Filiberto di Savoia. La pittrice morì l'anno dopo a Palermo e fu sepolta nella chiesa di S. Giorgio, appartenente alla Nazione Genovese di Palermo.