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Archivio Biografico Comunale
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Moncada Aragona e La Cerda di Patern˛ Luigi Guglielmo
(Cardinale e politico)

Nato a Palermo il primo gennaio 1614 e morto a Madrid, 4 maggio 1672.

V Principe di Paternò VII duca di Montalto e V di Bivona, conte di Caltanissetta, Collesano, Adernò, Sclafani, Caltabellota e Centorbi barone di Melilli, di Motta S. Anastasia, di Belice, di San Bartolomeo e di Malpasso, membro dell'Ordine del Toson d'Oro, commendatore di Belvis de la Sierra, tre volte Grande di Spagna.

Membro del Consejo de Estado de Spagna, cardinale di S.R.C., gentilhombre del re Filippo IV, mayordomo mayor della regina reggente Marianna d'Austria, vicerè e capitano generale nel regno di Valenza, generale della cavalleria del regno di Napoli, vicerè e capitano generale nel regno di Sardegna, presidente e capitano generale ad interim nel regno di Sicilia.

Luigi Guglielmo Moncada raggiunge la condizione di primogenito ed erede universale in seguito alla morte dei due fratelli maggiori nel 1615.

Nel 1629 sposa a Napoli Maria Afan de Ribera, figlia del duca di Alcalà diventando erede universale del nobile andaluso.

Quando, due anni più tardi, morì il padre il duca di Alcalà divenne suo tutore.

Si hanno scarse notizie sugli anni della prima gioventù secondo quanto riferito dal padre somasco Giovanni Agostino della Lengueglia (1657), egli lamentava di non avere ricevuto un'educazione completa, ma Giuseppe Galeano (1662) lo annovera tra i poeti siciliani tessendone le lodi di fine umanista, filologo e mecenate, riportando, quattro sue poesie in lingua siciliana.

Certamente in quegli anni egli frequentò le Accademie che erano sorte in Sicilia dove si riunivano i dotti e letterati isolani.

Nel 1633, ad appena 19 anni, Moncada inizia la sua carriera politica prendendo parte al Parlamento presieduto dal vicerè duca di Alcalà e sferrando dai seggi del braccio militare un duro attacco all'usurpatio jurisdictionis esercitata dal Tribunale dell'Inquisizione.

Due anni più tardi il giovane Moncada viene scelto come Presidente e Capitano generale ad interim del regno di Sicilia e resta nell'incarico fino al 1639.

Concluso il primo incarico di governo, egli si reca a Roma dove si ferma dalla primavera del 1639 all'estate del 1640 ospite del cognato marchese di Castel Rodrigo, ambasciatore spagnolo presso la Santa Sede.

Dopo una sosta siciliana, nel 1642 riparte alla volta della Spagna dove, prima a Saragoza e poi a Madrid, incontra Filippo IV.

In questa occasione gli vengono proposte le nozze con Caterina Moncada de Castro, considerato che era vedovo dal 1639.

Pochi mesi dopo le nozze, che videro la riunione dei due rami della famiglia Moncada separati da secoli, Luigi Guglielmo e Caterina partirono alla volta della Sardegna dove egli era stato nominato vicerè.

Dopo la parentesi sarda, i Moncada risiedettero in Sicilia fino all'estate del 1652 quando Luigi Guglielmo ricevette l'incarico di vicerè del regno di Valenza, dove i coniugi si fermarono fino al 1658.

Rimasto vedovo per la seconda volta nel 1659 e naufragato il tentativo di contrarre nuove nozze, Luigi Guglielmo approdò alla corte di Madrid dove venne nominato mayordomo mayor della regina nel 1663.

Due anni più tardi, egli fu tra i pochi aristocratici ad assistere il sovrano durante le ultime ore di vita.

Alla morte di Filippo IV il governo passò nelle mani della regina reggente Marianna e di una Junta de Govierno nominato ad hoc dal sovrano morente.

Luigi Guglielmo Moncada ricevette dalla sovrana la nomina al Consejo de Estado l'undici gennaio del 1666 e l'anno successivo divenne cardinale.

Tra il 1668 e il 1669 fu uno dei fautori della cacciata dal potere "tramite il coinvolgimento di don Juan Jos" del gesuita austriaco Juan Everardo Nithard, favorito della regina.

Il cardinal Moncada muore a Madrid nel maggio del 1672.

I suoi resti mortali, insieme a quelli delle duchesse di Montalto sue consorti, vengono trasferiti due anni più tardi presso la chiesa di San Domenico Maggiore di Napoli, culla e sepolcro dei sovrani di Napoli suoi avi.