Comune di Palermo - Consulta l'Archivio

rss Seguici su Facebook Seguici su Twitter Seguici su Instagram mailinglist Canale Youtube del Comune di Palermo

Comune di Palermo

Home - Archivio Biografico Comunale - Consulta l'Archivio
Consulta l'Archivio
Archivio Biografico Comunale
La consultazione dell'archivio biografico, alfabetica o ad nomen, consente di accedere alla biografia del soggetto interessato, completa delle sue fonti.
Tutte le biografie e il materiale a disposizione sono in lingua italiana.
INDICE ANALITICO
RICERCA LIBERA
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
Bivona Gaspare
(Patriota)

Nato a Palermo nel 1830 e morto nel 1891

Figlio di  Raffaele Bivona e di Caterina Perricone e Conca, fu battezzato nella antica parrocchia di S. Ippolito ed ebbe un fratello di nome Vincenzo. A venta' anni sposò Rosa Aiello e dal matrimonio nacquero i figli Caterina (1851), Giuseppa (1856), Raffaela (1858), Giovanni (1860), tutti battezzati nella medesima chiesa. 

Di modesta ma dignitosa condizione sociale, fu animato da sentimenti patriottici partecipando a quei moti di popolo che portarono il 4 aprile del 1860 all'insurrezione organizzata da Francesco Riso e all'occupazione del convento della Gancia. Si dice che nella bottega del Bivona fosse nascosto il cannone di legno che i congiurati avevano costruito per quella rivoluzione. Fra i congiurati Bivona si distinse per coraggio ed ardimento.

Avendo le truppe borboniche espugnato il convento e catturato gli occupanti,  Bivona, insieme con Filippo Patti, riuscì a salvarsi nascondendosi all'interno delle tombe della cripta e da lì perforando il muro di cinta, a fuggire dopo alcuni terribili giorni in cui si trovava in quella condizione attraverso uno stratagemma posto in atto dagli abitanti del quartiere: mentre i soldati tentavano di sedare una finta zuffa tra popolane, egli riuscì a trapassare, col suo compagno di sorte, da quella fortuita breccia e a salire su un carro ricoperto di paglia, eludendo la sorveglianza della ronda militare.

Bivona rientrò a Palermo al seguito di Giuseppe Garibaldi il 27 maggio 1860. Una lapide posta intorno a quella breccia immortala i nomi di Gaspare Bivona e di Filippo Patti, legandoli alla ormai celebre "buca della salvezza".

Il coraggio di Gaspare Bivona, di Filippo Patti  ed il sacrificio delle Tredici Vittime fucilate fuori porta S. Rosalia, incita' Giuseppe Garibaldi a preparare la spedizione per liberare la Sicilia. Come ricompensa per la sua dedizione all'unita' della patria italiana, Gaspare Bivona fu assunto in servizio presso l'Amministrazione municipale di Palermo.