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Archivio Biografico Comunale
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La Malfa Ugo
La Malfa Ugo
(Statista)

Nato a Palermo il 13 gennaio 1916 e morto nel 1979.

Si avvicinò fin da giovane a posizioni antifasciste, il riferimento della sua giovinezza era  Giovanni Amendola di cui condivise l'esperienza della "Pentarchia" e la visione liberaldemocratica e progressista della politica.

Nel 1945 assunse la direzione del Ministero dei trasporti durante il governo Parri ed insieme a lui, dopo la breve esperienza della "Concentrazione repubblicana", entra nel partito Repubblicano del quale diventerà segretario alla fine degli anni '50 leader indiscusso fino alla morte. 

Nel 1950-51 è ministro senza portafoglio e, ad interim per il commercio estero, nel sesto e settimo governo De Gasperi, promuovendo, fra l'altro, l'avvio di liberalizzazioni commerciali attraverso l'abolizione di molti dazi doganali.

In quegli anni matura una strategia politica: creare una terza forza laica e progressista, composta dai repubblicani, dai socialisti riformisti di Saragat, dai demo-laburisti di Ruini, dagli ex azionisti dispersi e i liberali radicali raccolti attorno al "Mondo" di Mario Panunzio.

Fallito questo tentativo, volle fare del P.R.I. l'elemento propulsore dell'innovazione politica in Italia, in un' ottica europea ed europeista e fu il maggiore fautore dell'apertura a sinistra e dell'inclusione del P.S.I. di Nenni nel governo.

Nel 1962 è ministro del bilancio e della programmazione economica nel quarto governo Fanfani e in questo ruolo sarà artefice delle grandi nazionalizzazioni, ad esempio l'Enel.

Sul finire degli anni '60 sostenne la necessità di coinvolgere il P.C.I. nel governo, avviando un lungo e proficuo confronto con i  dirigenti, in primo luogo Giorgio Amendola e Pietro Ingrao.

L'uccisione di Aldo Moro nel 1978 impedirà la realizzazione di questo programma e aprirà le porte al "craxismo", di cui La Malfa fu uno dei più convinti e forti oppositori.

Assunse l'ultimo incarico di governo pochi giorni prima di morire, divenendo vicepresidente del Consiglio e ministro del bilancio e della programmazione economica nel quinto governo Andreotti.