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Riapre dopo oltre 70 anni la Chiesa dei Santi Euno e Giuliano

(data pubblicazione 10 Febbraio 2017)

Dopo oltre 70 anni la Chiesa dei Santi Euno e Giuliano riapre da oggi pomeriggio al pubblico, ospitando, fino al 12 marzo, una straordinaria istallazione dell’artista egiziano Wael Shawky, vincitore a Torino della I edizione del Mario Merz Prize, nell’ambito della sezione Arti Visive di BAM – Biennale Arcipelago Mediterraneo, promossa dal Comune di Palermo (Assessorato alla Cultura). Un’altra installazione di Shawky Ŕ visitabile a Palazzo Branciforte.

áSS.Euno e Giuliano era una chiesetta della congregazione dei “seggettieri” di Palermo, abbandonata e dimenticata dopo i bombardamenti del ’43. Un attento restauro l’ha riportata alla vita, scoprendo sia la cripta con le nicchie per i cadaveri, che un sottostante ambiente ipogeo che si allunga sotto l’attuale piazza Magione.

á“SS. Euno e Giuliano, abbandonata dalla modernitÓ e recuperata dalla contemporaneitÓ – ha detto il Sindaco Leoluca Orlando - Ŕ un esempio di recupero e di dialogo con il territorio. Shawky ci propone un’opera straordinaria che Ŕ al di sopra di ogni religione e cultura. E ci dice che Dio esiste, qualsiasi sia il nome che gli diamo”.

LA CHIESA DEI SS. EUNO E GIULIANO – scheda

La chiesa dei SS. Euno e Giuliano si trova nell’isolato compreso tra via Vetriera, piazza dello Spasimo, l’antica piazza S. Euno e il vicolo dei Risorti. Edificata tra il 1651 e il 1658, su iniziativa della Confraternita dei Seggettieri (o vastasi di cinga, i portantini che tra il XIII e il XVIII secolo trasportavano i clienti su sedili provvisti di aste, talvolta chiusi o coperti), and˛ ápian piano in rovina dopo l’avvento dei moderni mezzi di trasporto e la scomparsa, quindi, delle cosiddette “sedie volanti”. I bombardamenti del ’43 la distrussero quasi del tutto. Abbandonata (crollati il tetto e le volte, priva di copertura e di solai persino al canonica, trafugati i decori) e adibita a usi diversi, fu dimenticata fino al 2006, quando inizi˛ il suo recupero, che si conclude finalmente oggi con la riapertura. E’composta da un’unica navata con due altari laterali ed possiede un’ampia cripta e un complesso sistema di locali accessori, a cui si accede da una botola nella sacrestia. L’interno Ŕ di gusto barocco, con i due scenografici altari laterali.

La cripta, decorata con caratteri barocchi, Ŕ costituita da un grande ambiente ipogeo largo come la chiesa soprastante, ma pi¨ lungo, oltre 6 metri sotto la piazza, al di sotto di quello che doveva un tempo essere stato il sagrato. Le pareti sono scandite da nicchie verticali e da un triplice ordine di loculi riccamente decorati, tutti destinati a ospitare a vista i corpi essiccati. Durante il restauro Ŕ stato ritrovato un altro ambiente ipogeo, sotto il piano della cripta, che, una volta svuotato delle ossa miste a fango che lo riempivano, si Ŕ rivelato un essiccatoio multiplo con un sistema di raccolta e smaltimento dei percolati.

La chiesetta Ŕ stata recuperata tentando di mantenerne l’aspetto originario – esiste un’unica foto, degli anni ’50 - Dal piano terra della canonica Ŕ stata ricostituita la scala di accesso alla cripta, ora visitabile. SarÓ anche possibile accedere agli spazi ipogei.