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Ieri la prima per La bohème al Teatro Massimo di Palermo alla presenza del Capo dello Stato.

(data pubblicazione 14 Dicembre 2018)

Ieri 13 dicembre alle ore 20.30 al Teatro Massimo di Palermo era presente il Capo dello Stato Sergio Mattarella in occasione della prima de La bohème di Giacomo Puccini.

Ad accogliere il presidente Mattarella al suo arrivo al Teatro Massimo sono stati il sindaco Leoluca Orlando, il presidente della regione Nello Musumeci, il presidente dell’ARS Gianfranco Micciché e il sovrintendente del Teatro Massimo Francesco Giambrone.

Dopo la cerimonia in Sala ONU nell’ambito delle celebrazioni per Palermo Capitale Italiana della Cultura, il presidente Mattarella è stato accolto in sala da oltre cinque minuti di applausi e dall’inno nazionale diretto dal maestro Daniel Oren con l’Orchestra del Teatro Massimo, prima dell’inizio de La bohème.

Applausi al termine dello spettacolo per tutti i protagonisti, il maestro Oren, il soprano Valeria Sepe (Mimì), il tenore americano Matthew Polenzani (Rodolfo), il soprano Jessica Nuccio (Musetta) e il baritono Vincenzo Taormina (Marcello), entrambi palermitani, Marko Mimica (Colline), Christian Senn (Schaunard). Angelo Nardinocchi (Benoît/Alcindoro), Pietro Luppina (Parpignol), Gaetano Triscari (Sergente dei doganieri), Giuseppe Toia (Un doganiere), Alfio Marletta (Venditore di prugne). Il Coro del Teatro Massimo era diretto da Piero Monti, il Coro di voci bianche da Salvatore Punturo. Molto apprezzato anche l’elegante allestimento con la regia di Mario Pontiggia, ripresa da Angelica Dettori, le scene e i costumi di Francesco Zito e le luci di Bruno Ciulli.

Durante il primo intervallo il cast al completo si è recato nel salotto del palco reale per essere presentato al presidente Mattarella dal sovrintendente Francesco Giambrone, mentre nel secondo intervallo nella Sala degli Stemmi il presidente, con il sovrintendente e il sindaco Orlando, ha incontrato le maestranze del Teatro: tecnici e amministrativi, orchestra, coro, corpo di ballo, coro di voci bianche e Massimo Kids Orchestra, ricevendo in dono una riproduzione in terracotta del Teatro Massimo realizzata da Vincenzo Vizzari.

Lo spettacolo e la cerimonia in Sala ONU sono stati trasmessi in diretta streaming sul sito del Teatro Massimo e nella sala stampa attrezzata nel caffé del Teatro.

L' Intervento del sindaco:

Un deferente e caloroso benvenuto a Palermo al signor Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, bentornato nella Sua Palermo. Desidero ringraziare per la loro presenza il Presidente della Regione Siciliana, l’Onorevole Nello Musumeci, tutte le autorità presenti e tutti coloro che sono qui oggi a condividere questo momento.

Palermo Capitale Italiana della Cultura, il titolo che in questo 2018 ci ha onorato, è stato ed è motivo e conferma di impegno da parte di una città intera.

Alcuni, molti attori di questa missione collettiva sono qui presenti e con questo mio pensiero voglio ringraziarli tutti.

Così come desidero ringraziare i cittadini di Palermo, primi interpreti di un cambiamento impensabile solo sino a qualche anno addietro.

Una missione collettiva che parte da lontano. Nei decenni passati questa città ha conosciuto tanto dolore, tanta paura, tanta vergogna. Ma lì “dove c'è pericolo cresce anche ciò che salva”, là dove vi è sofferenza nasce il seme della speranza: questa città ha visto e ha vissuto il risveglio del coraggio civile, l’orgoglio di cittadinanza, l’orgoglio di una città intera di liberarsi dal gioco soffocante delle connivenze, dei silenzi.

Oggi, signor Presidente, si realizza un ulteriore passo, un ulteriore contributo e un grande stimolo e ciò grazie alla Sua significativa presenza, nel percorso della nostra città.

Un percorso che porta Palermo, da capitale della mafia, passando dal riconoscimento Unesco per la propria storia e per il proprio presente arabo-normanno, a capitale della cultura, per essere stabilmente Città di Culture: questo è il nostro obiettivo, questo è oggi l’obiettivo di una città intera.

Palermo che cambia, Palermo che coglie le occasioni di sviluppo, Palermo che, pur tra tanti problemi e pur tra tante privazioni, vive.

Palermo che ha fatto dell’accoglienza degli esseri umani e delle espressioni artistiche la sua visione, e che vuole mettere a frutto questo patrimonio per un futuro migliore.

Palermo che ha vissuto, vive e vuole continuare a vivere questo anno e gli anni a venire come occasione per affacciarsi al mondo giocando il suo ruolo di città riferimento internazionale dei diritti, nel “continente liquido” che chiamiamo Mediterraneo.

Un “continente”di conflitti, guerre e sofferenze, che vorremmo fosse, e per questo ci impegniamo, un “continente” di diritti, un “continente”di promozione dei diritti di tutti e di ciascuno.

Palermo Città di Culture, al plurale, poiché riteniamo la pluralità e le diversità valori da promuovere.

Vogliamo, con determinazione, continuare a valorizzare le tante realtà che sincreticamente e pacificamente convivono a Palermo, città che con la sua “Carta” del 2015 presta attenzione alla mobilità umana internazionale riconoscendola come diritto umano.

Città che la sua Consulta delle Culture, istituzione democraticamente rappresentativa di quanti risiedono a Palermo con passaporto diverso da quello italiano, indica un percorso di partecipazione e di accoglienza nella nostra Italia e nella nostra Europa.

Palermo ha scelto così di affrontare i tanti problemi e di utilizzare le tante potenzialità con un approccio circolare-orizzontale e partecipato nell’attività culturale così come nella vita quotidiana della città e nell’attività Amministrativa. Un approccio che ha visto e che vede ogni giorno emergere nuove eccellenze, sino a ieri relegate nella marginalità e che oggi arricchiscono l’offerta culturale. Una esperienza, quella di Palermo, che rifiuta ogni approccio lineare-verticale e invidividualista che alimenta egoismi e paure.

Nascono sempre più spesso nuove realtà, culturali, artistiche, imprenditoriali animate da giovani che, in sintonia con la visione dell’Amministrazione, giorno per giorno fanno rivivere nuovi luoghi da troppo tempo chiusi ed abbandonati. Un vero e proprio processo di riappropriazione e rivitalizzazione degli spazi e dei sempre più numerosi beni comuni.

Il 2018, anche grazie alla presenza della Biennale di Arte Contemporanea Manifesta, ha visto Palermo essere luogo di elezione per molte realtà straniere che oggi vedono possibile realizzare a Palermo progetti imprenditoriali, culturali e sociali, ed anche progetti di vita lontani da egoismi e da paure.

In questo percorso appare di fondamentale importanza l’apporto inter-istituzionale di Palermo Capitale Italiana della Cultura i cui attori oggi La accolgono, signor Presidente. Un esempio di straordinaria collaborazione fra istituzioni.

È un patrimonio che darà continuità a questo momento e che sottolinea l’attuale risveglio culturale della città, attenta a non abbassare la guardia e con un progetto di futuro rispettoso della legalità dei diritti.

In questo anno 2018 Palermo ha confermato e messo in sicurezza una nuova attrattività internazionale che è in primo luogo attrattività umana e che si fa attrattività turistica, economica, culturale.

È questa attrattivita’ certamente una occasione di sviluppo, anch’essa impensabile in un passato terribile di governo della mafia nella nostra città.

È doveroso ricordare che in questo 2018 e per la prima volta nella storia di Palermo tutte le istituzioni culturali sono sedute ad uno stesso tavolo e sono unite dalla comunanza di linguaggio.

Così come il logo di Palermo Capitale Italiana della cultura, con le sue “p” araba, fenicia, giudaica e greca, rifacendosi idealmente alla stele quadrilingue della Zisa, unisce e attualizza le tante lingue che a Palermo sono state parlate.

Oggi i tanti idiomi delle espressioni artistiche e culturali delle istituzioni cittadine si parlano con un unico linguaggio che ha come scopo la creazione di una visione comune di sviluppo della identità di una città, fatta di aperture, sincretismi e contaminazioni positive.

Sono sempre più numerose le testate di tutto il mondo, giornalistiche, documentaristiche e televisive, che dedicano spazio alla nostra esperienza, a questa fase della vita della nostra città.

Una importante emittente internazionale, in un lungo documentario andato in onda proprio in questi giorni, ha raccolto questo risveglio in un titolo: Palerme, une renaissance (Palermo, un rinascimento).

Palermo risponde così al monito che dal 1897 si staglia sul frontone del teatro che ci accoglie: “L'arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto, ove non miri a preparar l'avvenire”.

Oggi Palermo è conferma che l’arte, la cultura, le culture, con l’impegno di tutti, possono preparare l’avvenire, e possono dare un contributo straordinario ad un futuro fatto di accoglienza, pacifica convivenza, promozione e rispetto dei diritti di tutti e di ciascuno.

Un’esperienza, quella della nostra città che vuole essere rispettosa del passato e del futuro, rifiutando la condanna di uno sterile e disperante eterno presente.

Quella che la accoglie, signor Presidente della Repubblica, è una città certamente carica di problemi ma viva, che si proietta nel futuro facendo patrimonio dell’esperienza del suo presente e del suo passato, puntando a realizzare una propria dimensione di centralità mediterranea in cui l’essere umano nella sua unicità e nella sua molteplicità è il centro del progetto e dell’azione.

“Io sono persona”, “noi siamo comunità” è il nostro impegno, il nostro contributo ad una Italia ed ad una Europa diversa e migliore.