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Sintiti Sintiti

(dal 02 Dicembre 2016 al 17 Dicembre 2016)

Il 2 dicembre, alle ore 18:00, presso il Teatro Ditirammu sarà inaugurata la mostra "Sintiti Sintiti", che resterà aperta sino al 17 dicembre. Il Teatro Ditirammu, continuando la sua opera di ripresa delle antiche musiche e suoni della tradizione, nell'ambito del recupero e della salvaguardia dell'identità siciliana, propone l'antico 'bannu' attraverso l'arte dei tamburinai e dei cantastorie. Dalla costruzione degli strumenti, dalla scrittura della storia alla pittura dei quadri del cartello usato per il racconto. E' lo spunto per mettere in valore e rendere fruibile al pubblico la propria collezione antropologico-culturale che è nell'esclusiva disponibilità del Teatro Ditirammu. Iniziativa direttamente promossa dalla Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Palermo della Regione Siciliana. La mostra sarà aperta dalle ore 9:30 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 19:30 (chiusura domenica 4, giovedì 8 mattina e domenica 11 dicembre), con particolare attenzione alle scolaresche e ai turisti. Esposizione di tamburi realizzati da un maestro artigiano presente a Palermo, e dei cartelloni di cantastorie (della tradizione e di attualità) realizzati dalla scenografa del Teatro Ditirammu. Proiezione di immagini e musiche relative alla riproposizione e all'adattamento della Compagnia Ditirammu dell'antica arte dei cantastorie. Sono previsti nei giorni della mostra: - laboratori didattici riguardante la costruzione e rifinitura di alcune percussioni (il tamburo del banditore); - laboratori didattici illustrante le varie fasi nella realizzazione di "cartelli per cantastorie"; - esibizione di cantastorie con alcune cantate tradizionali e altre con storie più recenti, del repertorio della Compagnia; - letture di racconti a tema che accompagneranno il percorso dell'evento; - convegno di studi 'SINTITI SINTITI; una storia, un teatro' sull'attività della Compagnia Ditirammu. Ulteriori informazioni sul sito del Teatro Ditirammu

La manifestazione terminerà sabato 17 dicembre alle ore 10:30, sempre presso il Teatro Ditirammu, con il convegno dal titolo: "UNA STORIA, UN TEATRO.." all'interno della mostra "SINTITI SINTITI, l'antica informazione popolare" direttamente promossa dall'Assessorato dei BB.CC. e dell'Identità Siciliana e dalla Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Palermo.
A seguire Cantata di Strada con Marco Manera e Vito Parrinello; ospiti Daniele Billitteri e Stefania Blandeburgo; guest il gruppo musicale Tamuna, vincitori del XV Premio De André.

Info 331 10 44 500 - 091 617 78 65 (ingresso libero ad esaurimento posti)

"UNA STORIA, UN TEATRO...

Era il 1995 quando io e Rosa iniziammo i componimenti dei nostri spettacoli. Da allora, ebbero caratteristiche prevalentemente teatrali. Il primo testo fu ‘Ninnarò il Presepe raccontato’. Infatti, era proprio nel ‘racconto’ il valore da far risaltare nel canto popolare. A quel tempo andavamo in giro per registrare dalla viva voce di semplici persone del popolo, i ricordi della loro infanzia, e fu una scoperta per noi che arrivavamo dal semplice canto, approdare a quell’immaginario popolare che aveva musicato e cantato non per accoglienza turistica ma quale poeticità innata in umili personaggi popolari. Ecco che il racconto in versi e musichette dei ‘sunatura’, diventa il perpetuarsi di memorie orali che da sempre si rinnovano ogni anno secondo un antico almanacco di usi e costumi popolari. La vita dei santi, la novena di Natale, la ‘morte e passione di Gesù’ e poi, il lavoro, i canti del mare, le serenate d’amore, le ninne, la festa per il raccolto e così via... 
Da sempre molto interessati alla conoscenza e allo studio delle tradizioni e al loro significato, iniziammo ad andare in giro e a registrare dalla viva voce del popolo, a risvegliare una memoria a volte assopita.
La scoperta fu talmente forte, dal punto di vista emozionale, tanto da volerla comunicare. Non fu sempre facile tradurre in note ciò che ascoltavamo perché fuori dai toni musicali ma riuscimmo a farlo grazie alla nostra caparbietà molto sensibile, alla passione e alla semplicità delle persone che la interpretavano. 
Andavamo in giro cercando di memorizzare senza nessuno strumento per non limitare la loro spontanea poeticità. Come poter fare arrivare tutto ciò, se non teatralizzando con testi da noi scritti, ispirandoci sempre con grande rispetto alle tradizioni del nostro popolo.
Ecco che ‘Ninnarò, il presepe raccontato’ diventa il Natale a teatro, una rappresentazione che, riprendendo la tradizione che consacrava gli orbi alla celebrazione dei triunfi e della novena, affida all’attore il ruolo di un trasandato sacrestano, con il compito di guidarci attraverso le storie che precedono la nascita di Gesù alla maniera del cantastorie o dei ‘sunatura’ che illustravano il racconto con immagini dipinte su un telo di stoffa o su un cartone; così come ‘Martorio, Parti di la Simana Santa’ le cui immagini vengono proiettate su un telo di seta che alla fine, con ‘a calata a tila’, simbolicamente rappresenta la resurrezione di Cristo. 
A legare gli eventi tra loro le musiche popolari, affidate a una strumentazione che è quella del popolo che fa festa; chitarra, violino, mandolino e tamburello. Il racconto teatrale continua con i ‘Triunfi’ ispirati alla vita di Santa Rosalia, patrona di Palermo davanti alle edicole votive (componimenti per ‘grazie ricevute’ rivolti ad un Santo, del quale si rievocano la vita e i miracoli). Recupero di una tradizione orale legata agli orbi, cantastorie spesso ciechi, riuniti in congregazione fin dal 1661 dai Gesuiti di Casa Professa nel centro storico palermitano.

Rosa e Vito"

 

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